MIGLIORARSI IN UN'OTTICA DI QUALITA'
Il miglioramento continuo è la base della ISO 9001
Come sappiamo, migliorare è un requisito fondamentale nell'ambito della Qualità. Come si fa ad adeguarsi migliorandoci come professionisti?
Masaaki Imai disse una volta che la principale preoccupazione del Kaizen (forse la più famosa metodologia di miglioramento continuo al mondo) deve essere la qualità delle persone.
I professionisti della Qualità applicano le tecniche del Quality Management al loro lavoro, ma cosa possiamo dire di loro come persone?
Una persona può migliorare, proprio come un prodotto o un processo. Per implementare davvero la Qualità all'interno di un'organizzazione, il lavoro dei Responsabili Qualità è, prima di tutto, quello di diventare davvero persone di qualità.
Articoli sulle qualità personali pubblicati di recente nel panorama web suggeriscono di utilizzare le tecniche più conosciute del Total Quality Management per migliorare le proprie performance. Uno dei metodi più interessanti per il miglioramento personale si basa su un processo iterativo che consiste di 5 step e che è una derivazione del famoso ciclo Plan-Do-Check-Act.
Step 1: Stabilite quali sono le cose importanti
La Qualità si definisce come qualcosa che è importante per il cliente. Ma chi è il cliente se state cercando di migliorare voi stessi? Ovviamente siete voi. Per raggiungere i vostri obiettivi, naturalmente, dovrete soddisfare anche gli altri clienti (ad esempio i vostri collaboratori o il vostro capo), ma il vostro primo cliente siete voi, proprio perché sapete meglio di chiunque altro che tipo di persona volete diventare.
I metodi per capire cos'è importante per voi e per gli altri sono, essenzialmente, due. Vengono utilizzati spesso in quelle situazioni in cui non si riesce ad essere davvero sicuri di ciò che è fondamentale, nonostante quello che viene detto dai diretti interessati. Ad esempio, spesso, i clienti ci dicono di volere una qualità molto spinta ma nei fatti ci indicano, invece, che vogliono una qualità che rispetti le specifiche, i costi e le tempistiche stabilite. Nulla di più e nulla di meno.
Il primo metodo, dunque, è quello di misurare direttamente l'importanza dei diversi fattori che determinano la qualità di una persona nel mondo del lavoro. Fate una lista delle cose che, a vostro giudizio, sono importanti e date loro un punteggio in modo da poterle ordinare partendo dalla più importante.
Il secondo metodo è quello di misurare l'importanza dedotta, quella, cioè, che si basa su una reazione ad un ambiente o su un'abitudine.
Una delle teorie più accreditate nell'ambito della psicologia sociale è quella che le persone, in realtà, non sappiano esattamente quello che vogliono ma lo deducano da una serie di abitudini acquisite. Ad esempio i consulenti che si occupano di supportare chi è alla ricerca di un nuovo posto di lavoro riscontrano spesso un bel po' di confusione quando fanno la domanda: "Cosa vuole fare?" Spesso, infatti, le persone rispondono a pressioni di tipo sociale come, ad esempio, quelle dettate dalla volontà degli altri: cosa vogliono che faccia mia moglie, i miei figli, i miei genitori?
A questo punto un metodo molto utilizzato per capire cosa vuole veramente la persona è quello di prendere in esame le occupazioni passate e di dividerle in due liste scrivendo quelle che l'hanno soddisfatta e quelle che, invece, non ha amato per niente. Analizzando poi le sue abitudini, si è in grado di stabilire cosa le interessa di più dal punto di vista professionale.
Step 2: Determinate le vostre performance
Una volta stabilito cos'è davvero importante, lo step successivo è quello di determinare cosa, tra ciò che state facendo, è davvero performante per il vostro miglioramento. L'importanza di una caratteristica rispetto alla performance riscontrata può essere visualizzata con un metodo chiamato "analisi dell'importanza e della performance" in cui:
- il quadrante I è quello dove ricadono le cose che dovete continuare a portare avanti come state facendo e che contiene quelle aree che sono importanti per il lavoro e in cui avete riscontrato una buona performance;
- il quadrante II è quello, invece, sul quale bisogna concentrarsi maggiormente perché contiene le aree che necessitano di una maggiore attenzione in quanto importanti ma dove la performance è bassa;
- il quadrante III è quello di cui ci si può anche dimenticare perché contiene le cose che non hanno alcun valore per il lavoro o per l'area professionale nella quale volete migliorare;
- l'ultimo quadrante, il IV, è quello che contiene le aree dove potete ridurre la vostra attenzione perché sono aree in cui siete efficienti ma che sono di scarsa utilità per il vostro lavoro

Step 3: Sviluppare progetti di miglioramento
Il secondo quadrante dell'analisi di cui abbiamo parlato è quello su cui concentrarsi maggiormente quando bisogna sviluppare progetti di miglioramento. Solitamente si utilizza il brainstorming come metodo di base per la creazione di progetti ma ne esistono anche altri, ad esempio l'analisi delle best practices o il benchmarking che sono entrambi metodi volti al miglioramento.
Step 4: Implementare i progetti di miglioramento
Il quarto step riguarda il "Do" del ciclo PDCA e serve ad implementare davvero i progetti di miglioramento che avete sviluppato al terzo step. Dopo aver implementato il progetto (o i progetti), misurate i risultati (è la fase "Check" del ciclo PDCA) e decidete se avete raggiunto il risultato voluto (fase "Act" del ciclo PDCA). Se avete avuto successo potrete focalizzarvi su altri progetti. Se non avete avuto successo provate ad identificare cosa è andato storto e ricominciate tutto.
Step 5: Ripetere tutto regolarmente
Essere una "persona di qualità" non vuol dire raggiungere un obiettivo e fermarsi perché il lavoro è completato. Significa, piuttosto, migliorarsi continuamente durante tutto il corso della propria vita, imparando sempre qualcosa di nuovo.