salta al contenuto

ISO 9001:2026 - i capitoli 6 e 7

Pianificazione e supporto: rischi e opportunità separati, la gestione delle modifiche e la consapevolezza sulla cultura della qualità

I capitoli 6 e 7 della ISO 9001:2026
Aggiornato il 16 settembre 2026

In sintesi

  • il punto 6.1 si sdoppia in tre: determinare rischi e opportunità, azioni sui rischi, azioni sulle opportunità
  • tra i rischi da considerare entra esplicitamente la capacità di garantire la fornitura durante e dopo un'interruzione
  • la pianificazione delle modifiche acquista tre fattori nuovi: monitorare l'efficacia, comunicare, riesaminare i risultati
  • il capitolo 7 cambia poco, ma al punto 7.3 arriva la consapevolezza su cultura della qualità e comportamento etico

Continuiamo l'analisi della ISO 9001:2026 confrontandola con la ISO 9001:2015. Il capitolo 6 contiene la modifica strutturale più visibile della nuova norma; nel capitolo 7, al contrario, resta quasi tutto com'era, con un'eccezione.

Una nota sulle traduzioni. Qualsiasi traduzione in italiano di termini e titoli riportata in questa pagina è di QualitiAmo. Quando sarà disponibile l'edizione italiana della norma, la UNI EN ISO 9001, alcune formulazioni potrebbero risultare leggermente diverse.

Paragrafo 6.1 - Azioni per affrontare rischi e opportunità

Nella ISO 9001:2015 il paragrafo 6.1 "Azioni per affrontare rischi e opportunità" conteneva due sottoparagrafi, il 6.1.1 e il 6.1.2. Nella ISO 9001:2026 il paragrafo è suddiviso in tre sottoparagrafi distinti: 6.1.1 "Determinare rischi e opportunità", 6.1.2 "Azioni per affrontare i rischi" e 6.1.3 "Azioni per affrontare le opportunità".

La riorganizzazione rende l'approccio alla gestione di rischi e opportunità esplicito e separato, e non è un fatto editoriale. Il 6.1.2 e il 6.1.3 hanno la stessa struttura ma ognuno chiede di determinare, analizzare e valutare la propria materia e di pianificare azioni proprie: la norma non consente più di trattare le opportunità come sottoprodotto del registro dei rischi. È la traduzione operativa dell'opportunity-based thinking che avevamo incontrato nei capitoli introduttivi.

C'è anche un cambiamento terminologico sottile negli obiettivi del paragrafo: nella norma precedente la determinazione di rischi e opportunità serviva a "conseguire il miglioramento", mentre ora serve a "conseguire il miglioramento continuo". La modifica allinea il punto al nuovo impianto del capitolo 10.

Il 6.1.2 include una nota nuova, che chiarisce che i rischi determinati possono comprendere quelli relativi alla capacità di fornire prodotti e servizi conformi durante e dopo un'interruzione. È l'unico punto in cui la continuità operativa entra nella norma, e ci entra da una nota informativa: poco, ma dopo gli ultimi anni era difficile far finta di niente. Una seconda nota elenca le opzioni classiche per trattare un rischio, dall'evitarlo all'accettarlo con decisione informata, e include esplicitamente l'assunzione di un rischio per perseguire un'opportunità.

Il 6.1.3 specifica che le azioni sulle opportunità devono essere proporzionate all'impatto potenziale sulla soddisfazione del cliente e sulla conformità di prodotti e servizi, mentre la versione precedente parlava genericamente di impatto sulla conformità. Anche qui una nota aiuta a capire cosa il comitato abbia in mente quando parla di opportunità: adottare nuove pratiche, lanciare nuovi prodotti, creare partnership, sfruttare nuove tecnologie. Se nel vostro registro le opportunità sono tutte interne e difensive, quella nota è il metro con cui misurarvi.

Trovate il commento al punto 6.1 della ISO 9001:2026 qui.

Paragrafo 6.2 - Obiettivi per la qualità e pianificazione per il loro raggiungimento

Qui la differenza principale è di struttura più che di contenuto. La ISO 9001:2015 presentava il requisito di mantenere informazioni documentate sugli obiettivi come una frase separata dopo l'elenco dei criteri; la ISO 9001:2026 lo integra nell'elenco come punto g), "siano disponibili come informazione documentata". L'ordine di alcuni punti è leggermente diverso, ma il contenuto dei requisiti resta sostanzialmente lo stesso.

Una precisazione importante, perché a un certo punto della revisione era circolata voce del contrario: il requisito è rimasto "gli obiettivi devono essere misurabili", senza condizioni. La formulazione che avrebbe reso la misurabilità dovuta solo quando il processo di misurazione fosse praticabile non è arrivata nel testo definitivo. Resta però il chiarimento dell'allegato, secondo cui misurabile non significa necessariamente espresso in forma quantitativa.

Nell'allegato si chiarisce anche che gli obiettivi per la qualità fanno parte degli obiettivi generali dell'organizzazione e derivano dalla politica per la qualità, e si suggerisce che possano essere collegati agli obiettivi di altri sistemi di gestione per favorire l'integrazione e il processo decisionale.

Trovate il commento al punto 6.2 della ISO 9001:2026 qui.

Paragrafo 6.3 - Pianificazione delle modifiche

Le differenze significative stanno nei fattori da considerare quando si pianifica una modifica, e sono tre in più rispetto al passato. Oltre allo scopo del cambiamento e alle sue conseguenze, all'integrità del sistema, alla disponibilità di risorse e all'allocazione di responsabilità e autorità, la ISO 9001:2026 chiede di considerare

  • come verranno monitorate e valutate l'efficacia delle modifiche
  • come le modifiche verranno comunicate
  • come verranno riesaminati i risultati delle modifiche

Nel punto sulle risorse, poi, la norma specifica ora "la disponibilità di risorse e informazioni", dove la versione precedente si fermava alle risorse.

Tre fattori aggiuntivi trasformano il punto 6.3 da checklist di preparazione in un ciclo completo. Prima si chiedeva di pianificare bene una modifica; ora si chiede anche di verificare se ha funzionato e di dirlo a chi di dovere. È la differenza tra gestire il cambiamento e limitarsi ad autorizzarlo, ed è probabilmente il requisito che più organizzazioni scopriranno di non soddisfare quando andranno a guardare.

Trovate il commento al punto 6.3 della ISO 9001:2026 qui.

Paragrafo 7.1 - Risorse

Ve lo anticipiamo: la maggior parte del capitolo 7 è rimasta invariata. Le modifiche sono mirate e si concentrano sull'introduzione dei concetti di cultura ed etica e su chiarimenti che allineano la norma alle pratiche lavorative di oggi.

I punti 7.1.1, 7.1.2 e 7.1.3 sono sostanzialmente identici a quelli della norma precedente, con le precisazioni affidate all'allegato A. Nel 7.1.3 "Infrastruttura" c'è però un'aggiunta che include esplicitamente le moderne modalità di lavoro: la nota ora si apre con "Per tutti i tipi di lavoro, ad esempio in loco, da remoto o una combinazione di questi". Il riconoscimento è formale ma non banale: i requisiti infrastrutturali si applicano anche agli ambienti ibridi e da remoto, e l'organizzazione deve fornire hardware, software e tecnologie di comunicazione che garantiscano la conformità indipendentemente da dove si lavora.

Nel punto 7.1.4, dedicato all'ambiente per il funzionamento dei processi, troviamo una delle novità più interessanti. I fattori rilevanti restano sociali, psicologici e fisici, ma gli esempi sono stati aggiornati: tra quelli psicologici la norma cita ora esplicitamente la riduzione dello stress, la prevenzione del burnout e la protezione emotiva. E soprattutto si aggiunge che alcuni di questi fattori dipendono dalla cultura della qualità dell'organizzazione, compreso il comportamento etico.

Il collegamento con i nuovi requisiti sulla leadership è diretto e vale la pena renderlo esplicito: un ambiente di lavoro idoneo non è più solo una questione di temperatura, illuminazione e rumore, ma è influenzato e definito anche dalla cultura e dall'etica che l'organizzazione promuove. Se le persone lavorano in un clima in cui segnalare un problema costa caro, l'ambiente non è idoneo, per quanto la temperatura sia perfetta.

Il punto 7.1.5 è sostanzialmente identico, ma nell'allegato si specifica che lo stesso tipo di apparecchiatura può essere usato per scopi diversi e che il livello di controllo richiesto, per esempio la taratura, dipende dall'uso previsto e va determinato con un approccio basato sul rischio. È il permesso, messo nero su bianco, di smettere di tarare tutto allo stesso modo.

Nel 7.1.6 sulla conoscenza organizzativa c'è un cambiamento nel testo del requisito che merita attenzione: la conoscenza non deve più soltanto essere mantenuta e resa disponibile, ma deve essere conservata, applicata e condivisa nella misura necessaria. Applicata e condivisa sono verbi molto più impegnativi di disponibile: una conoscenza archiviata in un server a cui nessuno accede soddisfaceva il requisito vecchio e non soddisfa quello nuovo. La nota elenca poi le fonti possibili, dalla conoscenza basata sull'esperienza alle lezioni apprese da fallimenti e successi, fino alla conoscenza tacita e non documentata.

Trovate il commento al punto 7.1 della ISO 9001:2026 qui.

Paragrafo 7.2 - Competenza

Anche qui le modifiche sono di affinamento: una leggera semplificazione del testo e il consueto cambiamento terminologico sulle informazioni documentate, che passano dal dover essere conservate al dover essere disponibili come evidenza, per allinearsi alla struttura armonizzata. I requisiti di base per la gestione della competenza restano gli stessi.

Trovate il commento al punto 7.2 della ISO 9001:2026 qui.

Paragrafo 7.3 - Consapevolezza

Ecco l'eccezione annunciata. Il punto 7.3 aggiunge un nuovo elemento all'elenco delle cose di cui le persone che lavorano sotto il controllo dell'organizzazione devono essere consapevoli: la cultura della qualità dell'organizzazione e il comportamento etico.

Non è più sufficiente che le persone conoscano la politica, il proprio contributo all'efficacia del sistema, le implicazioni del non essere conformi e gli obiettivi per la qualità che le riguardano. Ora devono anche comprendere i valori, gli atteggiamenti e le pratiche che definiscono l'approccio dell'organizzazione alla qualità.

Questo punto va letto insieme al 5.1, dove la stessa cultura viene chiesta alla direzione. La norma costruisce così una tenaglia: la direzione deve promuoverla e dimostrarla, le persone devono esserne consapevoli. E qui sta la difficoltà vera, perché la consapevolezza della cultura non si crea con un corso. Si crea con la coerenza tra quello che l'organizzazione dice di valorizzare e quello che effettivamente premia. Il modo più rapido per capire a che punto siete è chiedere a qualcuno che sta in produzione cosa succede, nella vostra azienda, a chi ferma una consegna per un dubbio sulla qualità.

Trovate il commento al punto 7.3 della ISO 9001:2026 qui.

Paragrafi 7.4 e 7.5 - Comunicazione e informazioni documentate

Il paragrafo 7.4 sulla comunicazione non ha subìto alcuna modifica: i requisiti su cosa, quando, con chi, come comunicare e chi comunica sono rimasti invariati.

Anche il 7.5 resta stabile. Il punto 7.5.1 mantiene il requisito che il sistema includa le informazioni documentate richieste dalla norma e quelle che l'organizzazione ritiene necessarie per la propria efficacia, con la nota che ricorda come l'estensione della documentazione dipenda da dimensione, complessità dei processi e competenza delle persone. Il 7.5.2 sulla creazione e l'aggiornamento e il 7.5.3 sul controllo non presentano modifiche sostanziali.

Vale la pena notare cosa questo significhi, alla luce di tutto il resto della revisione. La ISO 9001:2026 chiede più cose sulla cultura, sull'etica, sulle opportunità e sulla gestione del cambiamento, e non chiede una sola pagina di documentazione in più per ottenerle. Chi si prepara alla transizione producendo nuove procedure sta rispondendo a una domanda che la norma non ha fatto.

Trovate il commento al punto 7.4 della ISO 9001:2026 qui.

Trovate il commento al punto 7.5 della ISO 9001:2026 qui.

Tutti gli articoli sulla ISO 9001