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ISO 9001:2026 - I capitoli 0, 1, 2 e 3

Introduzione, scopo, riferimenti normativi e definizioni: cosa è cambiato rispetto alla ISO 9001:2015

I capitoli 0, 1, 2 e 3 della ISO 9001:2026
Aggiornato il 16 settembre 2026

In sintesi

  • i capitoli introduttivi della ISO 9001:2026 sono quelli in cui si capisce meglio dove la norma ha deciso di andare
  • l'"opportunity-based thinking" diventa un concetto metodologico autonomo, parallelo al risk-based thinking
  • il vecchio paragrafo 0.3.3 dedicato al risk-based thinking è sparito
  • il capitolo 3 non rimanda più soltanto alla ISO 9000: le definizioni dei termini chiave sono ora dentro la norma

La ISO 9001:2026 è stata pubblicata il 16 settembre 2026 e con questo articolo iniziamo a percorrerla paragrafo per paragrafo, confrontandola con la norma che va a sostituire, la ISO 9001:2015.

Partiamo dai capitoli introduttivi, che molti saltano a piè pari per andare dritti ai requisiti. È un errore: il capitolo 0 non contiene obblighi ma contiene le intenzioni, e le intenzioni spiegano perché i requisiti sono scritti in un certo modo. In questa nuova edizione, poi, c'è almeno una novità introduttiva che avrà conseguenze pratiche su come leggerete tutto il resto della norma.

Una nota sulle traduzioni. Qualsiasi traduzione in italiano di termini e titoli riportata in questa pagina è di QualitiAmo perché fatta dal testo in inglese. Alcune formulazioni potrebbero, quindi, risultare leggermente diverse dalla UNI EN ISO 9001 ma il senso del contenuto, ovviamente, non cambierà.

Paragrafo 0.1 - Generalità

Non ci sono differenze sostanziali in questo primo paragrafo, però notiamo un cambiamento di impostazione. Mentre la ISO 9001:2015 introduceva e spiegava brevemente l'approccio per processi, il ciclo Plan-Do-Check-Act e il risk-based thinking, descrivendo come questi strumenti si integrassero nel sistema di gestione, la ISO 9001:2026 non include queste spiegazioni dentro le generalità. Pur menzionando i benefici di affrontare rischi e opportunità, l'approfondimento di quei concetti è stato spostato altrove: in parte al paragrafo 0.3, in parte nell'allegato A.

In questo primo paragrafo, inoltre, sono stati inclusi espliciti riferimenti all'allegato A per i chiarimenti aggiuntivi e alla ISO/TS 9002 come guida all'applicazione di tutti i paragrafi del documento. È un segnale coerente con una scelta che ritroverete più volte: la norma cerca di portarsi in casa gli strumenti per essere capita, invece di lasciare che il lettore li cerchi altrove.

Paragrafo 0.2 - Principi di gestione per la qualità

Nessun cambiamento nell'impianto: come già nella ISO 9001:2015, si fa riferimento ai principi descritti nella ISO 9000. Per quanto ne sappiamo, i principi della qualità non sono cambiati nel numero né nella sostanza, ma due di essi hanno ricevuto un'integrazione che vale la pena notare.

Nel principio della leadership è stato introdotto un riferimento al comportamento etico, a riflettere l'importanza crescente dell'etica nella gestione aziendale. Nel principio della partecipazione attiva delle persone è stato aggiunto un riferimento alla motivazione delle persone, a sottolineare il peso del coinvolgimento non solo formale del personale.

Qui però rientriamo in un altro ambito, quello della ISO 9000, di cui ci occuperemo a parte.

Paragrafo 0.3.1 - Approccio per processi, generalità

Qui c'è la novità introduttiva più importante di tutta la norma, e conviene fermarcisi.

La ISO 9001:2026 fa esplicita menzione dell'"opportunity-based thinking", il pensiero basato sulle opportunità.

La ISO 9001:2015 spiegava che la gestione dei processi e del sistema nel suo complesso poteva essere realizzata con il ciclo PDCA e un orientamento generale al risk-based thinking, volto a cogliere le opportunità e a prevenire risultati indesiderati. Le opportunità, in quella formulazione, erano un sottoprodotto della gestione del rischio. La nuova norma afferma invece che la gestione dei processi può essere raggiunta utilizzando il ciclo PDCA con un focus complessivo sul risk-based thinking e sull'opportunity-based thinking.

È una differenza sostanziale, perché eleva il pensiero basato sulle opportunità a concetto metodologico parallelo e altrettanto importante quanto quello basato sul rischio. E non è un cambiamento solo teorico: è la premessa dello sdoppiamento del punto 6.1, dove rischi e opportunità vengono finalmente trattati con logiche distinte.

Se volete un modo semplice per capire se il vostro sistema ha già fatto questo passaggio, guardate il vostro registro delle opportunità. Se ogni opportunità che ci trovate dentro è un rischio con il segno invertito ("rischio: perdere il cliente X; opportunità: non perdere il cliente X"), allora state ancora ragionando con la norma del 2015 e questa è la prima cosa da mettere in discussione.

C'è poi un secondo cambiamento meno appariscente. La ISO 9001:2015 affermava che i punti di monitoraggio e di misurazione sono specifici per ogni processo e variano a seconda dei rischi connessi; la ISO 9001:2026 aggiunge un dettaglio, specificando che tali punti variano a seconda delle fasi del processo e dei rischi correlati. Tradotto per chi progetta i controlli: non basta decidere quanto controllare un processo, bisogna decidere dove, lungo il processo, quel controllo serve davvero.

Paragrafi 0.3.2 e 0.3.3 - Ciclo Plan-Do-Check-Act e risk-based thinking

Per il paragrafo 0.3.2 possiamo dire che non c'è stato alcun cambiamento. Non è così, invece, per il vecchio paragrafo 0.3.3 "Risk-based thinking", che nella ISO 9001:2026 è completamente sparito.

La sparizione va letta insieme a quello che abbiamo appena visto al punto 0.3.1. Il risk-based thinking non è stato indebolito: è stato spostato. Da concetto che aveva bisogno di un paragrafo tutto suo nell'introduzione, è diventato una delle due gambe su cui poggia l'approccio per processi, accanto all'opportunity-based thinking e la sua spiegazione è finita nell'allegato A, dove i due pensieri trovano ciascuno il proprio punto dedicato.

È un trasloco che dice qualcosa: nel 2015 il risk-based thinking era la novità da spiegare, e infatti aveva un paragrafo introduttivo tutto per sé; nel 2026 è una premessa acquisita, e chi ha bisogno di capirla va a cercarsela nell'allegato.

Paragrafo 0.4 - Relazione con altre norme di sistemi di gestione

Pochissime modifiche. Troviamo di nuovo una menzione al pensiero basato sulle opportunità: la norma specifica che l'organizzazione può utilizzare l'approccio per processi, insieme al ciclo PDCA, al risk-based thinking e all'opportunity-based thinking, per allineare o integrare il proprio sistema di gestione per la qualità.

C'è anche un riferimento aggiuntivo alla ISO 9002, la linea guida per l'applicazione della ISO 9001, che nella sezione 0.4 della ISO 9001:2015 non compariva. Viene infine aggiunto un rimando al sito ISO con l'elenco di tutti gli standard dei sistemi di gestione, a delineare una visione più aggiornata e completa delle relazioni con le altre norme.

Paragrafo 1 - Scopo e campo di applicazione

Non ci sono differenze contenutistiche significative rispetto alla ISO 9001:2015.

Paragrafo 2 - Riferimenti normativi

Oltre alla ISO 9000 si aggiunge un riferimento alla ISO 3534-2:2006 "Statistica - Vocabolario e simboli - Parte 2: Statistica applicata". Indica una maggiore attenzione all'uso corretto di terminologia e simboli statistici, che è una buona notizia per chiunque abbia mai discusso con un auditor sul significato di "campione rappresentativo".

Paragrafo 3 - Termini e definizioni

Nella ISO 9001:2015 il paragrafo 3 non riportava alcuna definizione e si limitava a indicare come riferimento la ISO 9000:2015 "Fondamenti e vocabolario". L'utente doveva quindi procurarsi e consultare un secondo documento per capire il significato dei termini chiave.

Con la ISO 9001:2026 il cambiamento è netto. Il paragrafo 3 elenca direttamente molte definizioni dei termini utilizzati nella norma, da "organizzazione" a "parti interessate" a "sistema di gestione". In pratica, la ISO 9001:2026 include al suo interno un vocabolario essenziale e diventa un documento che si regge da solo.

La scelta riflette un'impostazione metodologica adottata dal comitato tecnico ISO/TC 176: rendere la ISO 9001 un documento autonomo che, oltre ai requisiti, comprende il vocabolario e le linee guida per applicarli. La ragione dichiarata è la fruibilità per chi la usa: avere le definizioni dentro il testo aiuta a capire subito il significato dei concetti, senza rincorrerli altrove. In sostanza, in un unico documento si trovano sia i "che cosa" sia i "che cosa significa".

Va detto che la norma continua comunque a mantenere un riferimento alla ISO 9000 come documento di vocabolario generale, e che il coinvolgimento diretto del sottocomitato SC 1, quello responsabile di concetti e terminologia, conferma l'intento di allineare perfettamente le definizioni incluse.

È una novità che consideriamo positiva, e non per ragioni di comodità. Termini come "parti interessate" o "informazione documentata" sono esattamente quelli su cui si generano i fraintendimenti più costosi, e per anni sono stati definiti in un documento che la maggior parte delle organizzazioni certificate non aveva mai comprato. Una definizione che sta in un documento che nessuno apre, di fatto, non esiste.

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