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SEGUIAMO L'EVOLUZIONE DELLA FUTURA ISO 9000 PER CAPIRE MEGLIO LA ISO 9001:2026

Cerchiamo di capire meglio su quali temi si concentrerà la ISO 9001:2026 attraverso la revisione della ISO 9000

Le modifiche alla futura ISO 9000 per capire meglio la ISO 9001:2026
Pubblicato il 9 aprile 2025 - Aggiornato il 29 novembre 2025

ISO 9001 e ISO 9000: Il contesto

La ISO 9001 si concentra sui requisiti specifici per i sistemi di gestione, mentre la ISO 9000 fornisce le basi terminologiche e concettuali. Nella sua ultima revisione, quella del 2015, contiene tutti i termini e le definizioni (146) che si applicano ai sistemi e agli standard della qualità pubblicati dal comitato tecnico ISO/TC 176.

Dal 2015, anno di pubblicazione dell'ultimo aggiornamento della ISO 9000, fino a oggi, nei documenti emessi dall'ISO che riguardano i sistemi qualità ci sono state molte modifiche e aggiunte di termini e definizioni che verranno aggiunti nella nuova edizione. Definizioni ambigue o obsolete, infatti, possono portare a incomprensioni e incongruenze nell'applicazione della ISO 9001 e di altri standard.

Dalle ultime indicazioni date dall'ISO, i nuovi termini dovrebbero salire a 229 (83 nuove definizioni, molte delle quali legate a concetti emergenti come la cultura della qualità, l'etica e l'integrità, la vision, la mission e i valori, la gestione delle opportunità e il contesto organizzativo). Cercare di capire, quindi, come si sta evolvendo la prossima edizione della ISO 9000 ci può fornire qualche indicazione in più anche sulla futura ISO 9001:2026 anche se è importante sottolineare che la ISO 9000 non funge da riferimento solo per la ISO 9001 ma per una moltitudine di altri standard ISO relativi ai sistemi qualità.

Tempi e struttura della revisione

Partiamo col dire che il lavoro di revisione della ISO 9000:2015 è iniziato ufficialmente alla fine del 2023, insieme a quello della ISO 9001. Il comitato ISO/TC 176 Sottocomitato 1 (SC1) ha avviato l’aggiornamento coinvolgendo esperti da oltre 46 Paesi. L’obiettivo è concludere il processo in circa 24 mesi, puntando alla pubblicazione della nuova ISO 9000 entro la fine del 2025.

Dal punto di vista strutturale, non sono previsti stravolgimenti. La ISO 9000 continuerà a essere suddivisa in sezioni sui fondamenti, i principi di gestione della qualità e il vocabolario. I 7 principi di gestione per la qualità saranno mantenuti, ma si prevede un aggiornamento nei contenuti e nella loro descrizione per riflettere meglio i tempi moderni.

Nuovi concetti chiave: sostenibilità, rischi, soddisfazione

C'è una ragionevole aspettativa sul fatto che vengano incorporati nella ISO 9000 termini relativi alla sostenibilità ambientale (concetti come "circolarità" e "performance di ciclo di vita"), all'estensione del concetto di "risk-based thinking" a scenari complessi come, ad esempio, alle catene di approvvigionamento globali e alle tecnologie digitali ("blockchain", "intelligenza artificiale", ecc.).

Dovrebbe esserci anche una revisione del concetti relativi alla soddisfazione del cliente. E' probabile che la comprensione della soddisfazione del cliente si evolva oltre il semplice soddisfacimento dei requisiti, includendo aspetti come l'esperienza del cliente e la creazione di valore per riflettere una crescente enfasi sulla centralità del cliente nelle moderne pratiche aziendali.

Il comitato ISO/TC 176/SC 1 ha anche discusso in merito alla creazione di un database dinamico dei termini, aggiornabile senza revisionare completamente lo standard, all'introduzione di concetti legati alla resilienza organizzativa e alla gestione delle crisi e all'allineamento con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, particolarmente rilevanti per il settore manifatturiero.

Gestione del cambiamento e aggregation model

Nella ISO/TS 10020 "Sistemi di gestione per la qualità - Gestione del cambiamento organizzativo - Processi" è apparso per la prima volta il termine "aggregation model" che viene definito come una vista combinata dello stato attuale del cambiamento organizzativo che integra le posizioni delle parti interessate (stakeholder) sulla matrice del cambiamento, uno strumento visivo bidimensionale che mappa le fasi di realizzazione dei prodotti/servizi (asse x) rispetto alle fasi del cambiamento organizzativo (asse y). Anche "change matrix", tra l'altro, è una nuova definizione ma è apparsa nella ISO 10010 "Gestione per la qualità - Guida per comprendere, valutare e migliorare la cultura della qualità dell'organizzazione"; sta a indicare una matrice che viene utilizzata per analizzare e misurare il progresso delle modifiche organizzative, in particolare per comprendere come le parti interessate siano influenzate dai cambiamenti e come queste relazioni si evolvano nel tempo.

Il modello di aggregazione sintetizza i dati provenienti dalle diverse parti interessate, mostrando come queste percepiscono l'avanzamento del cambiamento e dovrebbe fornire un supporto per aiutare a identificare criticità, priorità e aree dove il cambiamento non è allineato agli obiettivi.

L'introduzione di questo nuovo termine fa pensare, almeno nel lungo termine e non per forza con la prossima edizione della ISO 9001, a un'evoluzione del concetto di cambiamento come processo critico, visto che nella ISO 9001:2015 è trattato in modo relativamente limitato. Tra l'altro l'aggregation model, fornendo una vista aggregata delle percezioni degli stakeholder sullo stato del cambiamento, si allinea perfettamente con il "risk-based thinking" introdotto nella ISO 9001:2015 e con la sintesi di dati complessi e la digitalizzazione.

Configurazione e modularità

C'è poi un altro gruppo di definizioni che sono state modificate o che dovrebbero essere introdotte per la prima volta e che riguardano il concetto di "configurazione". La prima è "configuration baseline", la configurazione di base. La ISO 10007 "Sistemi di gestione per la qualità - Linee guida per la gestione della configurazione" ha leggermente modificato la definizione che è presente nella ISO 9000:2015, enfatizzandone maggiormente la dinamicità attraverso il controllo delle modifiche e la tracciabilità durante l'intero ciclo di vita del prodotto/servizio. La stessa ISO 10007 ha introdotto anche due nuove definizioni: "configuration information" e "configuration item": le informazioni di configurazione fanno riferimento ai requisiti per la progettazione, la realizzazione, la verifica e l'operatività di un prodotto o di un servizio. L'elemento di configurazione, invece, è l'entità all'interno di una configurazione che soddisfa una funzione d'uso finale.

Queste modifiche alla ISO 9000 farebbero pensare a un approccio modulare ai prodotti e servizi per facilitare la gestione del cambiamento. Cambierà anche l'approccio al rischio che potrebbe essere collegato alla gestione della configurazione? Da quello che trapela sulla futura ISO 9001:2026 ad oggi non sembra ma, magari, sono cambiamenti che potrebbero rientrare nella futura ISO 9004 e, in ogni caso, da queste modifiche si vedono i trend di come si sta spostando la gestione della qualità. Una cosa molto interessante che ci piacerebbe vedere sono dei requisiti che, nell'ottica di un'integrazione con l'economia circolare, potrebbero collegare i concetti di configurazione con nuovi requisiti di sostenibilità. La configurazione dovrebbe, quindi, essere progettata per il futuro riutilizzo e riciclo del prodotto, includendo aspetti che prendono in considerazione la sostenibilità.

Visualizzazione dati e benefici economici

E' interessante anche l'introduzione del termine "dashboard" che troviamo nella ISO 10014 "Sistemi di gestione per la qualità - Gestire un'organizzazione per ottenere i risultati della qualità - Linee guida per la realizzazione di benefici economici e finanziari" e che sta ad indicare la rappresentazione grafica di dati numerici per presentare eventuali trend e risultati. Questo può far pensare che, nel lungo termine, la qualità vista dall'ISO potrebbe richiedere non solo una raccolta dati ma anche la loro visualizzazione strutturata per facilitarne l'analisi e per identificare tempestivamente eventuali anomalie. Questo, tra l'altro, permetterebbe ai diversi livelli di un'organizzazione di capire meglio i dati e, di conseguenza, promuoverebbe una cultura basata su una maggiore trasparenza.

Estremamente interessanti sono anche le definizioni "benefici economici" e "benefici finanziari" che ritroviamo sempre nella ISO 10014 e che indicano i benefici ottenuti attraverso la corretta implementazione dei processi e delle risorse di un sistema di gestione per generare valore e mantenere in salute l'organizzazione e le parti interessate. Crediamo non ci sia alcun bisogno di spiegare quanto sarebbe davvero importante che la qualità iniziasse a parlare la lingua delle direzioni aziendali, legando direttamente i risultati dei processi anche a un miglioramento degli indicatori economici.

Indicatori e sviluppo delle persone

Sempre nell'ottica di utilizzare meglio gli indicatori per comprendere a fondo l'andamento del sistema, troviamo altre due definzioni che sono presenti sempre nella ISO 10014: "lagging indicator" (un indicatore che dà informazioni sulle performance del passato) e "leading indicator" (un indicatore che ci offre prospettive sulle performance attese). Non aggiungiamo nulla perché ne abbiamo già parlato in questo articolo: "Indicatori non convenzionali che dovreste misurare" e in quest'altra riflessione pubblicata su LinkedIn.

Nell'ottica di una qualità sempre più interessata a calarsi davvero nel futuro, è estremamente interessante anche un'altra definzione che troviamo nella ISO 10015 "Gestione per la qualità - Linee guida per la gestione della competenza e lo sviluppo delle persone", quella di "sviluppo delle persone" che si riferisce all'azione di incoraggiamento delle persone che lavorano all'interno di un'organizzazione ad acquisire nuove competenze o a migliorarle creando opportunità di formazione e apprendimento.

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