I 5 PERCHÉ - INTRODUZIONE
Impariamo a conoscere questo semplicissimo strumento della Qualità
Aggiornato il 4 dicembre 2025
La tecnica dei “5 perché” è una metodologia che appartiene al campo del problem solving e che si basa su una serie di domande per esplorare le relazioni causa-effetto che fanno capo ad un determinato problema. Scopo della metodologia è quello di determinare la vera causa della problematica o della difettosità, approfondendone i dettagli e andando al di là del semplice riconoscimento dei sintomi.
Origini e principi
Lo strumento fu sviluppato da Sakichi Toyoda e fu utilizzato per la prima volta in Toyota all’interno del suo famoso Toyota Production System.
“La base dell'approccio scientifico di Toyota è chiedersi perché cinque volte ogni volta che troviamo un problema. Ripetendo questa domanda per cinque volte, la natura del problema e la sua soluzione diventano chiare”
(Taichi Ohno)
Toyoda sosteneva che interrogandosi per cinque volte sul motivo che aveva dato a un problema, la sua natura e la sua soluzione diventano decisamente più chiare. Naturalmente, cinque è solo un numero indicativo, dato che l'essenza della metodologia è di chiedersi tutte le volte necessarie “perché”, analizzando i sei campi di indagine che comprendono:
- “Chi?”
- “Cosa?”
- “Dove?”
- “Quando?”
- “Perché?”
- “Come?”
Agendo in questo modo, si eliminerà la tentazione di considerare quelli che sono in realtà fattori di superficie quali vere cause del problema. La tecnica, infatti, costringe un team a sviluppare una comprensione migliore e più dettagliata di un problema o di una soluzione perché porta ad approfondire i dettagli delle cause principali.
Come usarlo operativamente
Per utilizzare questa metodologia operativamente servono carta e penna o, se preferite, una soluzione digitale, a seconda di come siate abituati.
Disegnate in cima a un foglio una casella e scrivete chiaramente il nome del problema o della soluzione da esplorare. Sotto la casella disegnate cinque linee da associare a ogni “perché” che chiederete. Su ogni linea scriverete le relative risposte per arrivare, in questo modo, a individuare la causa principale o la migliore soluzione.
Iniziate, dunque, chiedendovi: “Perché si verifica questo problema?” e, poi, “Perché si verifica la risposta alla prima domanda?”. Continuate in questo modo fino a quando non avrete scoperto la causa radice. Verificate sempre le vostre risposte, non cedete alla tentazione di procedere velocemente perché ritenete le risposte scontate. Non c'è niente di più sbagliato delle conclusioni basate su semplici supposizioni, visto che sono la strada ideale per NON individuare la vera causa di un problema!
Se applicherete bene il metodo, vi capiterà spesso che la ragione apparente di un problema vi guidi ad un'altra domanda.
I livelli delle cause
Alcuni studiosi hanno individuato cinque livelli di possibili cause:
- cause che, in realtà, sono effetti;
- cause umane – se la causa è umana, può essere corretta facilmente;
- causa fisica – anche in questo caso la correzione è semplice;
- causa sistemica – le cause sistemiche possono essere influenzate solamente nelle fasi iniziali. Dopo, è necessario che il top management intervenga per cambiare i programmi seguiti, le politiche e le procedure;
- causa latente – vale lo stesso discorso delle cause sistemiche.
La catena di causalità
Il metodo dei cinque perché è essenziale per formare quella che si definisce “catena di causalità” e rendere chiaro a tutti ciò che potrebbe non essere chiaro a molte persone.
Collegamenti con DMAIC e altri strumenti
Oggi la tecnica dei 5 perché viene utilizzata nella fase di analisi della metodologia DMAIC che appartiene al Six Sigma, spesso associandola al brainstorming o al diagramma causa-effetto.