IL LIVELLAMENTO DELLA PRODUZIONE

Staff di QualitiAmo

Quali sono i vantaggi di un livellamento della produzione? Come lo si applica?

livellameno produzione

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Il livellamento del carico di lavoro in Produzione o Heijunka non è altro che una distribuzione ragionata del volume di pezzi da produrre in modo da:

  • trasformare l'imprevedibilità del mercato in una pianificazione del lavoro prevedibile
  • stabilizzare, utilizzando anche altri strumenti lean, i flussi
  • portare stabilità ai processi produttivi

Il primo spreco, definito dai giapponesi come "mura" è dovuto proprio al mancato livellamento dei flussi mentre il secondo, chiamato "muri" indica uno sforzo al di là delle possibilità ed identifica, ad esempio, lo sforzo produttivo che un'azienda deve compiere in presenza di picchi di domanda da parte del mercato. La logica conseguenza di questi due sprechi è il fatto che i lavoratori vengano prima utilizzati poco per la mancanza di lavoro e poi sottoposti a stress quando il lavoro arriva tutto in una volta.

Ovviamente, per essere in grado di bilanciare il carico di lavoro occorre essere abili nell'effettuare cambi di formato rapidi perché questo è il solo modo di gestire le fluttuazioni senza creare magazzini pieni di merce, gestire lotti enormi osottoporre le persone a forti stress.

Il primo passo da compiere per livellare il carico di lavoro è quello di creare un work in progress standard (SWIP - Standard Work In Progress), ovvero assicurarsi di avere in produzione sempre lo stesso numero di pezzi per coprire le variazioni della domanda da parte del cliente e la conseguente instabilità dei processi produttivi.
Se, ad esempio, un cliente ci chiede un giorno 1450 pezzi, il giorno successivo 1700, poi 1250, poi 1500 e poi ancora 1600 dobbiamo provare a collaborare con lui per cercare di livellare questa domanda facendo un minimo di previsione e portando la nostra produzione a livellarsi sul valore intermedio di 1500 pezzi al giorno.Questo, naturalmente, andrà anche a vantaggio del cliente che non rischierà, in presenza di una richiesta superiore di pezzi, di dover attendere parecchio per vederseli consegnati a causa del fatto che il fornitore è organizzato per produrre grossi lotti di merce dato che ha tempi di set-up molto lunghi.

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Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
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I passi per arrivare al livellamento del carico di lavoro

Vediamo, allora, come impostare la sequenza di lavoro per assicurarsi un livellamento del carico di lavoro:

  • fissare una sequenza di lavorazione e fissare i volumi di pezzi da produrre
  • velocizzare i cambi formato (e, di conseguenza, le sequenze di lavorazione) e mantenere fissi i volumi dei pezzi da produrre
  • mantenere fisse le sequenze e iniziare a non fissare i volumi permettendo che sia il cliente ad intervenire direttamente su essi
  • rendere flessibili le sequenze di lavorazione fissando, però, i volumi dei pezzi da produrre utilizzando piccoli lotti di produzione
  • rendere libere le sequenze e rendere flessibili anche i volumi spostandosi, un po' alla volta, verso il single piece flow, ovvero un flusso produttivo scandito pezzo per pezzo

Le difficoltà di applicazione di questo strumento

Senza dubbio livellare il carico di lavoro dei reparti produttivi non è affatto semplice e le difficoltà possono essere molteplici. Tra queste ricordiamo che:

  • occorre che i clienti vengano direttamente coinvolti nella pianificazione della produzione
  • ci vuole disciplina nell'affrontare il lavoro e capacità di pianificare
  • lo strumento non può esistere da solo ma va supportato con gli altri strumenti della Produzione snella
  • occorre che l'ambiente in cui si lavora permetta di fare previsioni attendibili
  • occorre poter ragionare su dati affidabili
  • occorre essere in grado di standardizzare

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