IMPARARE AD ESSERE UN BUON
COLLABORATORE

di Stefania Cordiani

Il concetto di followership a completamento di quello di leadership

follower

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La followership - l'arte di essere buoni collaboratori

Possiamo leggere centinaia di articoli che hanno per argomento la leadership e su Google troviamo addirittura 428 milioni di pagine che parlano dei leader ma ci vengono messe a disposizione molte meno pagine per imparare qualcosa sulla followership, ovvero sull'arte di essere dei buoni collaboratori (follower).

La nostra cultura da questo punto di vista non ci aiuta: da sempre preferisce concentrarsi sui leader-eroi che sfidano e sconfiggono i leader malvagi. Mancano gli uomini e le donne comuni che agiscono da eroi, aiutando i leader in ciò che ritengono giusto.
Oggi come ieri i "numeri due" non attirano molta attenzione da parte della stampa e difficilmente diventano famosi.

La cosa è abbastanza assurda perché ci sono molti più follower che leader nel mondo e migliorare le loro prestazioni sembrerebbe altrettanto meritevole di studio quanto migliorare le prestazioni dei leader.

Bravi collaboratori si diventa, proprio come bravi leader

Per avere successo, i follower più capaci devono capire che - se qualcosa non funziona - non basta lamentarsi con il proprio leader, bisogna aiutarlo a migliorare mantenendo la relazione su un piano di onestà. Solo in questo modo potranno dir loro con franchezza quello di cui hanno bisogno per utilizzare i loro talenti nella maniera più efficace possibile.

Quando, per mancanza di coraggio o di abilità, non si fornisce al leader la prospettiva e l'equilibrio necessari in una data situazione, si paga il prezzo di una disfunzione nella leadership.

Fornire con competenza e garbo i suggerimenti relativi ai miglioramenti che si potrebbero apportare per meglio servire l'organizzazione, è il modo migliore per garantirsi di crescere umanamente e professionalmente. Per questo motivo ho trovato estremamente interessante il libro "Il follower coraggioso" di Ira Chaleff che propone un modello dinamico di followership che va a bilanciare e a sostenere la leadership e che va a stimolare il coraggio, il potere, l'integrità, la responsabilità e il senso del dovere dei collaboratori, mettendoli su un piano di parità rispetto ai leader e facendoli diventare dei "modellatori", invece che semplici esecutori.

Il termine "follower" suscita disagio perché evoca immagini di docilità, conformismo, debolezza e incapacità di eccellere. Spesso, niente di tutto ciò è vero, neanche in minima parte.
Per conquistare maggiore potere e autonomia, è necessario pensare in termini di responsabilità condivisa. Solo così è possibile sentirsi ed essere davvero responsabili per la propria organizzazione e per le persone che l'organizzazione serve.

Il follower non ha gli stessi poteri formali del leader, tuttavia può avere molto più potere di quanto immagina anche se, troppo spesso, trascura di esercitarlo. Il libro di Ira Chaleff ci spiega nel dettaglio come.

Un collaboratore maturo sa come esercitare il suo potere

Per il follower è fondamentale prendere coscienza del proprio potere e imparare a usarlo: il rischio, altrimenti, è perderlo del tutto.

Le fonti del potere dei collaboratori sono varie:

  • il potere dell'obiettivo, la forza che proviene dall'impegno verso il bene comune
  • il potere della conoscenza, il possesso delle conoscenze e delle risorse che l'organizzazione e la sua leadership tengono in grande considerazione e non vogliono perdere
  • il potere della storia personale, un curriculum pieno di successi e contributi irrefutabili per il leader e l'organizzazione
  • il potere di porre degli standard capaci di influenzare gli altri, di modellare valori e comportamenti
  • il potere delle relazioni, della rete di persone che conoscono il follower e hanno fiducia in lui

e in ognuna di esse si può crescere, aumentando la propria influenza sul leader e all'interno della nostra organizzazione.

I follower all'interno dei gruppi

Quando si esamina la relazione leader-follower è importante tenere a mente che la dinamica è molto più complessa di quella tra due individui. Di solito, infatti, ci sono più individui che operano a fianco del leader e l'interazione tra i follower influisce profondamente sul gruppo.

Ci sono almeno due modalità in queste relazioni di gruppo che i follower devono tenere in grande considerazione:

  • come i follower si mettono in relazione gli uni con gli altri
  • come collettivamente si mettono in relazione con il leader

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

"La nuova ISO 9001:2015 per riorganizzare, finalmente, l'azienda per processi" - Si aggiunge alla collana dei libri di QualitiAmo il primo testo che svela i segreti della futura norma.
Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
(Vai all'articolo che descrive il nuovo libro)

"Organizzazione per processi e pensiero snello - Le PMI alla conquista del mercato" - Da una collaborazione nata sulle nostre pagine, un libro per far uscire le PMI dalla crisi.
L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

(Vuoi restare aggiornato gratuitamente sulla nuova ISO 9001:2015? Visita ogni giorno la pagina che ti abbiamo linkato.
In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

Nel libro "Il follower coraggioso" vengono dati alcuni consigli da seguire per diventare un riferimento all'interno dei team. Tra questi, ricordo:

  • prestare attenzione alle esigenze individuali di ogni membro del gruppo per portare a un'unità costruttiva più che ad un'inutile competitività
  • sforzarsi di comprendere le differenze che esistono all'interno del team per iniziare a utilizzarle per raggiungere l'obiettivo comune
  • creare una forte rete trasversale di comunicazione e coordinamento tra i follower per consentire di portare a termine tutti i compiti affidati al gruppo
  • partecipare creativamente al pensiero del team invece di passare il tempo in una rigida difesa delle proprie posizioni. In questo modo si favorisce il potere sinergico all'interno del gruppo

Prima di imparare ad essere dei bravi leader, si deve apprendere come essere dei validi collaboratori. Il libro di Ira Chaleff mi è sembrato un contributo prezioso all'idea di management che, a mio giudizio, dovrebbe appartenere ad ogni professionista della Qualità. Spero che chi tra voi avrà la possibilità di leggerlo abbia, poi, la voglia di discuterne con me sul forum per sviscerare le dinamiche leader-follower meglio di quanto si possa fare in un breve articolo.

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