IL KNOWLEDGE MANAGEMENT

Impariamo a gestire la conoscenza

Al giorno d'oggi, il knowledge management, la gestione della conoscenza, rappresenta una delle idee più influenti nel mondo economico-aziendale.

L'idea si basa sul principio che le aziende dovrebbero fare un uso migliore delle loro conoscenze, a partire dalle licenze e dai brevetti fino ad arrivare ai processi operativi interni e alle informazioni sulla clientela.

In una dichiarazione poi diventata celebre, attribuita a Lew Platt, ex CEO di Hewlett-Packard, si affermava che "Se Hewlett-Packard fosse davvero a conoscenza di ciò che conosce, triplicheremmo i nostri profitti". Tale affermazione riassume la sfida che si pone alle aziende che vogliano ricavare valore dalle conoscenze che, in forma frammentaria, si trovano dentro le loro organizzazioni. La logica è che in un mondo del business caratterizzato da una continua accelerazione, la base di conoscenza aziendale rappresenta davvero il solo vantaggio competitivo sostenibile. Questa preziosa risorsa deve essere protetta, coltivata e condivisa da tutti i dipendenti.

Sono sempre più numerose le aziende che vogliono preservare le proprie competenze e creare un'"expertise" a livello aziendale, servendosi dell'intelligenza e del know how dei dipendenti per conseguire un vantaggio strategico. Esse individuano la chiave del successo nel fatto di trasformare le conoscenze dei dipendenti in una risorsa aziendale.

La gestione della Qualità poneva l'accento sulle misurazioni, sul cambiamento e sul lavoro in team interfunzionali. Il BPR enfatizzava il ruolo della tecnologia nell'ottimizzazione dei processi produttivi. Con quegli insegnamenti profondamente inculcati nella cultura manageriale, le aziende ora stanno volgendo l'attenzione alla crescita. Nel perseguire il valore per i clienti, l'eccellenza operativa e l'innovazione di prodotto, adesso le aziende devono acquisire sempre maggiore efficienza nella gestione dei fattori trainanti della crescita che sono i seguenti:

  • miglioramento della produttività fra i knoledge worker
  • sfruttamento del sapere collettivo dell'organizzazione

Sono sempre più numerosi coloro che si rendono conto del fatto che la conoscenza nell'ambito ISO 9001 rappresenta la loro risorsa organizzativa di maggior valore. Ma come possono determinare le condizioni che ne favoriscono la generazione, la cattura e il riutilizzo?

Le aziende sono convinte che, attraverso l'eliminazione delle duplicazioni e l'apprendimento delle best practice, un utilizzo migliore della conoscenza esistente potrebbe dar loro un vantaggio competitivo.
Tuttavia, non è per niente facile gestire qualcosa di così impalpabile come il know how.

Le aziende mirano a far sì che il vantaggio competitivo provenga da un know how che possa essere catalogato e reso disponibile a tutti il che procura l'ulteriore vantaggio che se anche i dipendenti se ne andassero, le loro conoscenze rimarrebbero in azienda.
Le ricerche fatte in quest'area, tuttavia, suggeriscono che numerose iniziative di gestione della conoscenza non sono riuscite a dare un contributo significativo all'efficienza aziendale. In particolare, sembra che ci sia un po' di confusione su ciò che costituisce conoscenza e ciò che, invece, è semplicemente un dato.

In molte aziende, si vede nella tecnologia la soluzione del problema della gestione della conoscenza. Gran parte dell'attenzione viene riservata alla progettazione di sistemi IT in grado di catturare le informazioni spezzettate che girano all'interno dell'organizzazione, invece che alle modalità per mezzo delle quali le informazioni possono essere trasformate in qualcosa di utile che si possa davvero definire "conoscenza". Tale approccio presenta un grosso difetto. La conoscenza non è un puro agglomerato di informazioni: è la capacità dell'individuo o dell'azienda di agire in maniera sensata sulla base di quelle informazioni. Le informazioni, infatti, non costituiscono conoscenza fino a quando non sono state elaborate dalla mente umana. La tecnologia può essere il supporto, ma la lampadina si accende nel momento in cui il cervello umano e la tecnologia fanno contatto.

La moderna tecnologia, dunque, facilita la trasmissione delle informazioni. Le aziende, però, devono creare l'ambiente e gli incentivi adatti a convincere gli individui della necessità di condividere ciò che sanno.
Il problema è che il sapere è potere, come recita un vecchio adagio. Uno degli ostacoli più forti che si frappongono all'efficacia della gestione della conoscenza risiede nell'insicurezza e nella paura che prevalgono in molte realtà.

PER SAPERNE DI PIU':
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