La revisione della ISO 9001 respinta nel 2021
Il voto che fermò l'aggiornamento della norma e perché, cinque anni dopo, la ISO 9001 è stata rivista lo stesso
In sintesi
- nel gennaio 2021 il comitato tecnico ISO/TC 176/SC 2 annunciò che la ISO 9001:2015 sarebbe stata confermata senza modifiche: non era mai successo dal 1987
- la maggioranza fu risicata, 36 paesi contro 32, e proprio questo poco margine aprì la strada al ripensamento
- la revisione è poi ripartita nel 2023 e la ISO 9001:2026 è stata pubblicata il 16 settembre 2026
- delle due riflessioni che facemmo allora, una si è rivelata giusta e una a metà: le rileggiamo qui sotto una ad una
Cosa successe nel gennaio 2021
Per la prima volta dalla sua pubblicazione nel 1987, la ISO 9001 non subì la revisione che tutti si aspettavano. Il 14 gennaio 2021 il sottocomitato ISO che si occupa dei sistemi di gestione per la qualità, il TC 176/SC 2, comunicò che la ISO 9001:2015 era stata confermata nella sua forma di allora e che non ci sarebbe stata nessuna nuova edizione. Lo stupore, tra gli addetti ai lavori, fu notevole: in oltre trent'anni non era mai stata saltata una revisione.
Questa pagina racconta quella decisione, che cosa si poteva ragionevolmente pensare in quel momento e come è andata a finire. Se invece state cercando la norma nuova, il punto di partenza è la pagina dedicata alla ISO 9001:2026; se vi interessa il seguito della vicenda, cioè come la revisione sia ripartita nonostante il voto contrario, lo trovate nella cronaca della revisione anticipata.
Cosa disse esattamente il comitato
Il comunicato con cui il TC 176/SC 2 diede la notizia era scarno e conteneva tre informazioni. La prima: si era deciso di confermare lo standard pubblicato nel 2015 senza alcun cambiamento. La seconda, molto meno commentata all'epoca ma decisiva per tutto quello che è successo dopo: si sarebbe avviato un progetto per esaminare se valutare la futura revisione della norma prima di quanto sarebbe normalmente previsto dal riesame sistematico quinquennale. La terza: si sarebbe messo mano a una revisione più ampia delle altre norme della famiglia di cui si occupa lo stesso sottocomitato, cioè
- la UNI ISO/TS 9002:2017, linee guida per l'applicazione della ISO 9001:2015
- la UNI EN ISO 9004:2018, linee guida per conseguire il successo durevole
- la UNI ISO 10005:2019, linee guida per i piani della qualità
- la UNI ISO 10006:2018, linee guida per la gestione per la qualità nei progetti
- la UNI ISO 10007:2018, linee guida per la gestione della configurazione
Letta oggi, la seconda informazione è quella che conta. Nel momento stesso in cui annunciava di non voler rivedere la norma, il comitato si stava lasciando aperta la porta per rivederla comunque. Quel progetto "in fase preliminare" è diventato il gruppo di lavoro TG 5, e dal lavoro del TG 5 è arrivata, due anni dopo, la decisione di procedere.
Perché una maggioranza di quattro voti non bastò
Il riesame sistematico si era chiuso il 2 dicembre 2020 con un risultato che vale la pena guardare da vicino. Su 165 paesi membri dell'ISO ne votarono 78: 36 per confermare la norma così com'era, 32 per rivederla, 10 astenuti. La conferma vinse per quattro voti, con meno della metà dei membri che si era espressa.
C'è però un dato ancora più interessante, emerso quando il TG 5 andò a esaminare i commenti allegati ai voti: 30 dei 32 paesi che avevano votato per la revisione avevano motivato il proprio voto, mentre solo 2 dei 36 che avevano votato per la conferma lo avevano fatto. In altre parole, chi chiedeva il cambiamento aveva argomenti; chi chiedeva di lasciare le cose com'erano, per lo più, no.
È una lezione che vale ben oltre il perimetro normativo, e che chiunque conduca un riesame di direzione dovrebbe tenere a mente: contare le mani alzate e pesare le ragioni sono due operazioni diverse, e quando divergono in modo così netto è la seconda a dire qualcosa di utile. Una maggioranza silenziosa che non sa spiegare perché vuole lo status quo qualche problema lo crea.
Le nostre due riflessioni di allora, rilette oggi
Quando pubblicammo questo articolo aggiungemmo tre riflessioni personali. Rileggerle oggi, con la norma finalmente in mano, è l'esercizio più onesto che possiamo fare: una previsione ha valore solo se qualcuno, prima o poi, va a controllare come è andata.
Prima riflessione: non aspettate lo standard per aggiornare il sistema
Scrivemmo che non bisognava attendere che le nuove idee e i trend emergenti entrassero nella norma per iniziare a tenerne conto, perché rischiava di essere troppo tardi. Questa ha retto, e i fatti l'hanno rafforzata più di quanto immaginassimo: chi nel 2021 avesse deciso di aspettare la nuova norma per rimettere mano al proprio sistema avrebbe aspettato cinque anni e mezzo. Cinque anni e mezzo in cui sono cambiati il modo di lavorare, il peso del tema climatico, il rapporto con le catene di fornitura e le aspettative delle parti interessate.
Seconda riflessione: separare una ISO 9001 di base e una ISO 9004 dell'eccellenza
Ipotizzammo che potesse avere senso differenziare di nuovo gli standard: una ISO 9001 "entry level", con i requisiti minimi per stare sul mercato, e una ISO 9004 trasformata da linea guida in norma certificabile, orientata all'eccellenza e aggiornabile più spesso. Questa previsione è sbagliata, e vale la pena dire chiaramente perché.
L'ISO ha scelto la strada opposta: invece di separare, ha portato dentro la ISO 9001 alcuni dei temi che stavano nel territorio della 9004. La cultura della qualità e il comportamento etico, che nella nostra ipotesi sarebbero finiti nello standard "avanzato", sono diventati requisiti della ISO 9001:2026 al punto 5.1, insieme alla richiesta che la politica per la qualità si agganci esplicitamente alla direzione strategica dell'organizzazione.
Il punto interessante è che l'esigenza che avevamo individuato era reale: il semplice adempimento ai requisiti non basta più a distinguere un'organizzazione. Avevamo letto bene il problema e proposto la soluzione sbagliata. Che è un esito molto più frequente, nel nostro mestiere, di quanto si ammetta: il fatto che una diagnosi sia corretta non rende automaticamente giusta la terapia che ci viene in mente per prima.
Come è finita
La ISO 9001:2026 è stata pubblicata il 16 settembre 2026 ed è la sesta edizione della norma. Le organizzazioni certificate hanno tre anni di tempo per passare alla nuova edizione, quindi fino a settembre 2029, e i certificati emessi a fronte della ISO 9001:2015 restano validi per tutto il periodo di transizione.
Della decisione del 2021 resta però qualcosa di più di un aneddoto: resta il fatto che un sistema di voto formale ha prodotto un esito che quasi nessuno, guardando i contenuti delle risposte, considerava davvero il migliore, e che ci sono voluti due anni di lavoro tecnico per rimettere in discussione quattro voti di scarto. Se vi capita di gestire un riesame in cui una decisione passa di misura e senza che nessuno spieghi perché, sapete già come va a finire: non è chiusa, è solo rinviata.
Se volete capire come si è arrivati concretamente a riaprire i giochi, con l'Annex SL e la clausola procedurale che lo ha reso possibile, continuate con la cronaca della revisione anticipata. Se invece vi interessa il ritmo con cui la norma è stata rivista nei suoi quasi quarant'anni di vita, trovate tutto nelle edizioni della ISO 9001 dal 1987 al 2026.