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Parlare in pubblico

Superare le problematiche che rendono difficoltoso parlare in pubblico

Parlare in pubblico
Aggiornato il 27 febbraio 2026

Parlare in pubblico: una competenza vitale

Parlare davanti a un pubblico, soprattutto in ambito professionale, è difficile per tutti. E' vero, però, che la capacità di parlare a colleghi, superiori e collaboratori e, soprattutto, quella di essere convincenti mentre si parla è una risorsa preziosa per chi vuole assumere un ruolo attivo all'interno della propria organizzazione.

Ora più che mai, infatti, parlare in pubblico è diventata una competenza vitale e una vera e propria arma segreta nello sviluppo della carriera e ciò che fa la differenza al momento dell'assunzione non è più una pletora di "hard skill" (le competenze tecniche) ma le giuste "soft skill" (le competenze trasversali), soprattutto per quanto riguarda la capacità di comunicare con gli altri in forma orale e scritta. Per molti datori di lavoro, ad esempio, la capacità di comunicazione viene addirittura al primo posto in aree critiche come quelle del lavoro di squadra, delle competenze interpersonali e delle capacità analitiche.

Forse più di qualsiasi altra competenza, saper parlare in pubblico offre una conoscenza straordinariamente utile per soddisfare il proprio sviluppo personale e professionale. Imparando a parlare in pubblico, ad esempio, si affina la propria capacità di ragionare e di pensare in modo critico e si impara a costruire elementi probatori e ragionamenti logici capaci di supportare la propria tesi. Chi si abitua ad argomentare davanti ad altri impara anche a strutturare meglio le proprie idee e ad individuare - rafforzandoli - i legami tra un pensiero e l'altro.

Imparare a parlare in pubblico può essere meno impegnativo di quanto si creda, basti pensare a quante volte ci siamo impegnati in conversazioni pubbliche, seppure in ambiti differenti. Quando parliamo con gli amici, ad esempio, ci viene automatico assicurarci che abbiano compreso bene ciò che stiamo dicendo e che siano d'accordo con noi per poi regolarci di conseguenza nella discussione. La stessa cosa succede quando ci ascolta qualche estraneo perché, anche in questo caso, tentiamo di intuire come questo la pensi prima di divulgare in alcun modo le nostre opinioni. Queste regolazioni istintive quando si parla in pubblico rappresentano dei veri e propri passaggi critici nella creazione di un discorso.

Il legame con la scrittura

Preparare un discorso ha anche molto in comune con la scrittura. Entrambi i processi, infatti, dipendono da una buona conoscenza del nostro "pubblico" (di ascoltatori o di lettori). Parlare e scrivere, inoltre, richiedono che si trovi un argomento convincente, si offrano prove attendibili a sostegno della propria tesi, si impieghino transizioni efficaci per segnalare il flusso logico delle idee e si mettano a punto appelli persuasivi.

I principi che stanno alla base dell'organizzazione di un buon discorso sono, dunque, paralleli a quelli che servono per organizzare un'e-mail, un articolo, un saggio o un libro. Servono, infatti, un'introduzione convincente, una tesi ben dichiarata, idee di sostegno e una buona conclusione.

Le differenze con la conversazione quotidiana

Anche se parlare in pubblico ha molto in comune con la conversazione di tutti i giorni e con la scrittura, è - ovviamente - una cosa differente. I buoni oratori, in genere, usano molto più degli scrittori termini familiari e semplici che possano essere ben compresi dal pubblico. Intervengono anche regolarmente nel discorso, ripetendo le parole chiave e le frasi più importanti per sottolineare le idee principali e aiutare gli ascoltatori a seguire tutto il discorso.

La lingua parlata è più interattiva di quella scritta, infatti uno dei "trucchi" per coinvolgere chi ci sta ascoltando è quello di usare molto i pronomi personali "noi", "io", "tu" perché il pubblico vuole sapere come la pensa chi sta parlando e se il messaggio che egli vuole trasmettere venga riconosciuto facilmente dal pubblico o meno. Parlare in pubblico, inoltre, è differente anche dalla conversazione quotidiana perché, svolgendosi in ambienti più formali, crea negli ascoltatori un'aspettativa di linguaggio e stile di comunicazione molto meno colloquiali.

Gli elementi della comunicazione

In ogni evento che veda protagonista la comunicazione sono presenti più elementi. Parlare in pubblico non fa eccezione ed ecco, dunque, che anche in questo caso possiamo riconoscere:

  • la sorgente - colui che formula il messaggio
  • il ricevitore - il destinatario del messaggio
  • il messaggio
  • il canale - il mezzo attraverso il quale si invia il messaggio (telefono, computer, corrispondenza scritta, voce, ecc.)
  • il rumore - qualsiasi interferenza con il messaggio (cellulare che squilla, gente che parlotta, ecc.)

Codifica, decodifica e feedback

La creazione, l'organizzazione e la produzione del messaggio si chiama "codifica" e serve per tradurre i pensieri in parole. Il processo di interpretare il messaggio (in questo caso da parte del pubblico) viene chiamato "decodifica". Gli ascoltatori decodificano il significato del messaggio sulla base delle loro esperienze e delle proprie attitudini.

Un "feedback" è, invece, la risposta del pubblico ad un dato messaggio, mentre il "significato condiviso" è la reciproca comprensione di un messaggio tra oratore e pubblico.

Abbiamo un altro elemento fondamentale nella comunicazione: il "contesto", ovvero tutto ciò che influenza chi comunica e chi ascolta.

(Seconda parte)

PER SAPERNE DI PIÙ:

La comunicazione interna Metodi di comunicazione Aforismi sulla comunicazione