Il brainstorming: descrizione dello strumento
Tutto quello che bisogna sapere su uno strumento fondamentale per il miglioramento: il brainstorming
Che cos'è il brainstorming
Il termine brainstorming, dalla lingua inglese "brain" (cervello) e "storm" (temporale, tempesta), significa, letteralmente, “tempesta di cervelli”.
Questo strumento, tipico del pensiero laterale, fu utilizzato per la prima volta, all'inizio degli anni '40, da Alex Faickney Osborn, pubblicitario americano che riteneva che le riunioni basate su questa metodologia fossero fino a 10 volte più ricche di suggerimenti rispetto a quelle tradizionali.
Si diffuse poi nel 1957, grazie al libro di Osborn "Applied Immagination".
È uno strumento molto usato per analizzare i problemi in maniera creativa e per elaborare soluzioni.
Si fonda sulla generazione di idee in modo individuale o in gruppo, basandosi sull'utilizzo di tecniche appropriate e senza darne subito un giudizio di valore.
Il termine, infatti, indica un pensiero creativo, slegato, fatto di idee che si innescano una con l’altra grazie alle proprietà associative tipiche della nostra mente che si mette in moto attraverso somiglianze, derivazioni, contrasti, contiguità, ecc.
Funziona focalizzando la discussione del gruppo su un problema e poi lasciando emergere, senza un ordine prestabilito, le soluzioni più originali che ci possono venire in mente.
Il risultato principale di una sessione di brainstorming può essere una completa soluzione del problema, una lista di idee per un approccio ad una soluzione successiva, o una lista di idee che si trasformano nella stesura di un programma di lavoro per trovare in seguito una soluzione.
Come funziona il brainstorming
Operativamente il brainstorming viene condotto da un gruppo di persone, guidato da un coordinatore, che si dedica alla ricerca creativa di soluzioni in relazione alla problematica posta.
Il fondamento che sta alla base dell’utilizzo di questo strumento è quello che nessuna proposta è stupida e che nessuna idea va criticata a priori.
Gli step
I passaggi per effettuare un buon brainstorming passano attraverso il doppio imbuto di:
- una fase divergente (durante la quale si stimola la produzione di nuove idee a ruota libera accettandole senza alcuna critica)
- una fase convergente (durante la quale le idee vengono analizzate, valutate e selezionate)
Nella fase divergente occorre:
- individuare l’obiettivo del brainstorming;
- selezionare le persone (da 3 a 10-15) che, in gruppo, utilizzeranno questo strumento, scegliendole tra quelle più creative, più comunicative, più portate al gioco e alle relazioni con gli altri;
- scegliere una persona capace di condurre e controllare il brainstorming, di incoraggiare un atteggiamento entusiasta e privo di senso critico nei confronti dei membri del gruppo e di verbalizzare le idee trovate;
- scegliere il luogo dove riunire queste persone (ambiente rilassante, che permetta la concentrazione, luci basse per ridurre le inibizioni, niente telefono);
- convocare le persone;
- accoglierle in un’atmosfera rilassata, cercare di farle parlare tra loro in maniera serena e informale;
- far sedere le persone in circolo;
- chiarire l’obiettivo del brainstorming e scriverlo chiaramente e in maniera sintetica (ad esempio su una lavagna);
- spiegare le regole per la conduzione del brainstorming (esprimere liberamente tutte le idee che ci passano per la testa, cercare di produrre più idee possibile, non criticare le idee espresse dagli altri, non ironizzare, non utilizzare frasi come “l’abbiamo già fatto in passato”, “non funziona”, ecc.), cercare di rimuovere le inibizioni e le paure.
In questa fase è importante spiegare alle persone che le idee degli altri non vanno né criticate, né valutate, né discusse perché non esistono idee stupide. Il brainstorming, infatti, si basa sul concetto che vanno generate idee senza darne subito un giudizio di valore. Rimuovendo le inibizioni, le persone diventano capaci di pensare in maniera più libera e di addentrarsi in aree nuove per cercare nuove soluzioni; - fare una breve prova per assicurarsi che tutti abbiano capito i meccanismi;
- distribuire ai partecipanti carta e penna per poter prendere appunti;
- assegnare un tempo limite per la riflessione libera (25 minuti - 1 ora o, comunque, il tempo necessario per raccogliere 50-100 idee) e un tempo definito per l’analisi delle idee emerse;
- iniziare a formulare idee (senza giudicarle) sull’argomento in questione;
- apprezzare la formulazione di ogni nuova idea;
- raccogliere le idee
Nella fase convergente si vagliano le proposte presentate per ridurne la complessità e scegliere le soluzioni migliori.
Si articola nei seguenti punti:
- rivedere le idee raccolte, una per una;
- eliminare eventuali doppioni;
- analizzarle, ampliarle, costruire partendo da esse;
- discuterle per scegliere le migliori;
- rielaborarle, approfondirle, rivederle per renderle più realistiche, realizzabili, convenienti e compatibili con lo scopo proposto.
Serve un moderatore?
La versione più tradizionale del brainstorming prevede che lo strumento venga utilizzato da un gruppo di persone condotto da un moderatore.
Nulla vieta, però, che il gruppo faccia a meno del moderatore (in questo caso, però, i partecipanti dovranno conoscere bene lo strumento che si apprestano ad utilizzare) o che la sessione di brainstorming venga condotta da un solo individuo.
Il brainstorming classico, inoltre, è orale. Si può, comunque, farlo per iscritto tramite biglietti che vengono aperti a caso dai partecipanti e letti singolarmente per stimolare idee e suggerimenti o tramite web, ad esempio in chat.
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