COSA NON DIRE QUANDO CERCHI LAVORO

di Lorenzo Cavalieri

Vi presentiamo il libro di Lorenzo Cavalieri "Cosa non dire quando cerchi lavoro. Il testo illustra 16 profili tipici di persone che si presentano ad un colloquio di lavoro e non vengono assunte a causa delle caratteristiche che li contraddistinguono. Oggi vedremo il profilo "banale".
Potete scaricare il libro GRATUITAMENTE da Amazon.
Buona lettura!

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(Tratto dal libro: "Cosa non dire quando cerchi lavoro di Lorenzo Cavalieri

(...)

Il banale

Per quale motivo si sta muovendo sul mercato?

Per un professionista che vuole cogliere le sfide di un mercato del lavoro in continua evoluzione è importante monitorare con attenzione le opportunità che si presentano sul mercato per perseguire i propri obiettivi di crescita professionale.

Che tipo di opportunità valuterebbe in particolare?

Quelle opportunità che mi consentano di valorizzare i miei talenti e le mie competenze, con particolare riferimento a logistica e supply chain.

Quali sono i suoi punti di forza?

Sono flessibile e dinamico, orientato al business e al lavoro in gruppo. Soprattutto ritengo di avere una naturale predisposizione al problem solving.

Che cosa significa per lei problem solving?

Credo che innanzitutto significhi perseguire in ogni attività l'efficacia e l'efficienza, nell'ottica della creazione di valore aggiunto. Ciò vuol dire concentrazione, determinazione, entusiasmo, disponibilità all'ascolto e a mettersi in discussione.

Quale dinamiche vede nel settore dei trasporti?

Sicuramente gli scenari geopolitici e macroeconomici determinano profondi cambiamenti strutturali per il settore. È chiaro che per cogliere con successo le sfide della competizione globale occorre trasformare la crisi in opportunità, ottimizzando le risorse, investendo sul capitale umano, valorizzando il know how attraverso innovazione e ricerca. In questo modo si possono conquistare quote di mercato e creare valore per tutti gli stakeholder.

Guardando alla sua storia professionale, che cosa non rifarebbe?

È chiaro che ciascuno di noi commette degli errori. Io però ritengo che gli errori siano fondamentali per imparare e crescere, sia sul profilo umano sia su quello professionale.

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

"La nuova ISO 9001:2015 per riorganizzare, finalmente, l'azienda per processi" - Si aggiunge alla collana dei libri di QualitiAmo il primo testo che svela i segreti della futura norma.
Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
(Vai all'articolo che descrive il nuovo libro)

"Organizzazione per processi e pensiero snello - Le PMI alla conquista del mercato" - Da una collaborazione nata sulle nostre pagine, un libro per far uscire le PMI dalla crisi.
L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

(Vuoi restare aggiornato gratuitamente sulla nuova ISO 9001:2015? Visita ogni giorno la pagina che ti abbiamo linkato.
In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

Commento

Uno dei luoghi comuni più diffusi sul mondo delle aziende è quello relativo al conformismo.
L'azienda, in quanto organizzazione, si deve difendere dalle spinte disgregatrici dei singoli attraverso il conformismo.

Pensiamo all'azienda fantozziana, che tanto ha colpito l'immaginario collettivo. È un'azienda composta da un esercito di esecutori indottrinati e irregimentati. Di fronte a questo stereotipo che non muore, è comprensibile la tentazione per chi «si vende» a un'azienda di tenersi allineato e coperto, di dire solo frasi fatte, in stile «calciatore nel dopopartita», di restare sul diplomatico, di nascondersi dietro espressioni di circostanza «aziendalmente corrette».
Tuttavia a questa tentazione bisogna resistere. In primo luogo perché le aziende cercano sempre meno esecutori e sempre più «inventori di valore». In secondo luogo perché il colloquio resta una performance dove emergere per brillantezza e capacità di elaborazione personale.

Il processo di selezione di un candidato o di un fornitore in fin dei conti è una competizione dove solitamente vince solo un concorrente, e vince perché si distingue, perché lascia un segno, magari prendendosi qualche piccolo rischio.

Il banale di solito arriva secondo.

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