L'importanza della scrittura nel nostro lavoro - 9
A volte si può pensare che una buona scrittura non sia così importante in un lavoro come il nostro. Ma è davvero così?
(Leggi la Prima parte, la Seconda parte, la Terza parte, la Quarta parte, la Quinta parte, la Sesta parte, la Settima parte o l'Ottava parte di questo articolo)
Preferire la forma attiva
Un'altra cosa da controllare nella fase di revisione del testo è che i verbi siano ben comprensibili e, quindi, per quanto possibile, in forma attiva e non passiva.
Proviamo a dare un'occhiata a questa frase:
"Il libro è stato ordinato la scorsa settimana"
"Abbiamo ordinato il libro la scorsa settimana"
Nella prima frase il verbo è passivo in quanto il soggetto ("il libro") subisce l'azione del verbo ("è stato ordinato"). La seconda frase è sicuramente più efficace perché il verbo è nella forma attiva.
Ogni volta che nel brano che avete scritto trovate una frase nella forma passiva, assicuratevi che non sia possibile trasformare il verbo nella corrispondente forma attiva. Ovviamente questo non si potrà fare sempre perché, quando il vero soggetto della frase subisce l'azione del verbo, allora la forma più efficace per far comprendere bene al lettore come stanno le cose è sicuramente quella passiva. Nella scrittura tecnica e scientifica, ad esempio, il vero soggetto della frase spesso subisce l'azione di essere sottoposto a test o a particolari procedure.
Un'ultima cosa da non dimenticare sull'utilizzo dei verbi passivi è che spesso vengono utilizzati quando non ci si vuole assumere la responsabilità di qualcosa. Dire "Ho fatto degli errori" è molto più diretto che non dire "Sono stati commessi degli errori".
Come funziona la memoria nella lettura
Per revisionare correttamente un testo, è utile anche conoscere come le persone leggono.
Mano a mano che un lettore procede nell'assimilazione di un brano, immagazzina in maniera continua parole e frasi nella memoria. La memoria, però, è di due tipi e saperlo vi aiuterà a correggere meglio ciò che avete scritto.
Si parla di memoria a breve e a lungo termine che possono essere paragonate ai parcheggi a breve e a lungo termine degli aeroporti.
I parcheggi dove l'auto può sostare per breve tempo sono, generalmente, a ridosso dei terminal ma ce ne sono pochi e – a volte – sono anche più cari. Quelli dove le macchine possono sostare più a lungo sono in numero maggiore e costano meno ma sono più lontani dall'aeroporto. Con la memoria funziona più o meno allo stesso modo: ogni parola viene letta e poi subito immagazzinata come termine a se stante nella memoria a breve termine. Dato, però, che questa memoria è piccola e limitata (alcuni studiosi pensano che riesca a immagazzinare non più di nove termini alla volta) appena le singole parole vengono assemblate in frasi comprensibili, vengono immediatamente spostate nella memoria a lungo termine dove vengono immagazzinate non come singole parole ma come frasi di senso compiuto. Questo significa che, grazie alla memoria a lungo termine, dopo aver letto un brano non riuscirete a ricordare una frase parola per parola ma ne ricorderete il significato complessivo.
Agevolare la memoria del lettore
Uno dei compiti principali di chi rilegge e corregge un testo, quindi, è proprio quello di mettere il lettore nelle condizioni di poter assemblare le parole per immagazzinare al meglio ogni frase nella memoria a lungo termine. Se si rimanda troppo a lungo questo "immagazzinamento", si sovraccarica la memoria a breve termine che si svuota senza aver compreso cosa significhi una certa frase.
È quello che capita ogni volta che dovete tornare indietro e rileggere ciò che avete appena letto. Ecco perché, ad esempio, il verbo non deve essere troppo lontano dal soggetto.
(Continua a leggere con la Decima parte)
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