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Il management spiegato da Peter Drucker

Leggere i libri di Peter Drucker ci aiuta ad imparare moltissime cose utili per poter diventare un buon manager

Ritratto di Peter Drucker, padre del management moderno
Aggiornato il 6 marzo 2026

Chi scrive libri che abbiano per tema il management deve ancora oggi affrontare la grande sfida di non dire nulla che Peter Drucker non abbia già scritto e, credeteci, non si tratta di un'esagerazione!
Se altri, infatti, hanno scritto di management prima di lui (basterebbe ricordare Frederick W. Taylor che scrisse di efficienza o Mary Parker Follett che si concentrò sulla motivazione) fu proprio Drucker a dare alla materia un ordine coerente che permettesse a chiunque di assimilarla al meglio.
Il grande merito di Drucker fu quello di spiegare come quello del manager fosse un lavoro diverso dagli altri, specifico e con responsabilità ben individuabili...una cosa che oggi diamo per scontata proprio grazie alle splendide pagine che ci ha lasciato.

Drucker si distinse anche per il taglio provocatorio delle sue pubblicazioni basato sull'idea che il management non fosse qualcosa che potesse essere appreso con i meccanismi di apprendimento delle altre competenze perché è una vera e propria pratica che si affina giorno dopo giorno e si giudica dai risultati raggiunti sul campo.

L'idea che aveva Drucker del manager è ancora oggi assolutamente moderna perché si basa su una figura che diviene completa solamente se ha un interesse spasmodico per tutto ciò che sia innovazione.
L'autore spiega, infatti, che nessun manager può definirsi tale se non ha precisi obiettivi relativi all'innovazione e che non ha importanza di cosa si occupi, se di gestione della qualità o di gestione del personale, perché egli deve costantemente mantenere la mente aperta per cambiare velocemente ciò che si fa e come lo si fa, in modo di essere sempre al passo coi tempi.
Il punto fondamentale della sua filosofia è che i manager meno accorti facciano tutti il medesimo errore che è quello di concentrarsi su ciò che ritengono essere il loro lavoro, isolandosi dall'ambiente in cui lo svolgono e diventando, così, ciechi nei confronti delle opportunità da cogliere.

Un altro punto fondamentale del suo pensiero è che le organizzazioni debbano imparare a concepirsi come un'orchestra dove i diversi elementi devono imparare a lavorare in armonia per sviluppare quella musica indimenticabile che tutti adoriamo.

Drucker fu anche il primo a puntare sul Management By Objectives (MBO o "gestione per obiettivi"), uno degli strumenti di management più semplici da utilizzare eppure ancora oggi così poco applicato.
L'MBO si basa su una definizione degli obiettivi per ogni collaboratore e sull'indirizzare le loro performance verso il raggiungimento di quanto stabilito e concordato assieme al lavoratore.
Questo semplice strumento è di grande supporto nell'allineare i singoli obiettivi agli obiettivi collettivi dell'intera organizzazione.
L'applicazione del Managing By Objectives comprende un monitoraggio continuo dell'avanzamento degli obiettivi e un feedback costante per riallineare, eventualmente, ciò che non funziona.

Questo strumento è utile soprattutto ai manager che spesso tendono a cadere nella trappola della gestione delle loro mille attività e ad essere talmente coinvolti nel quotidiano da dimenticare lo scopo principale del loro lavoro.

PER SAPERNE DI PIÙ:

Gli aforismi di Peter Drucker Peter Drucker: il centenario del grande guru del management L'innovazione come processo