CERTIFICAZIONE E QUALIFICA DEGLI
AUDITOR NELL'AMBITO ISO 9001

Staff di QualitiAmo

Quali sono le differenze tra una certificazione e una qualifica se parliamo dell'ambito della Qualità?

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Spesso nel mondo della Qualità si tende a fare confusione tra due parole che sembrano simili ma che sono profondamente diverse: certificazione e qualifica.

Partiamo dalla qualifica che, come spiega bene la parola stessa nel suo significato più palese, è un'azione che ha come scopo quello di qualificare una persona, cioè di dimostrare - attestandolo - che questa persona possiede tutti i requisiti per operare in un certo ambito.
Si possono qualificare, ad esempio, gli auditor di prima, seconda e terza parte. I primi e i secondi verranno qualificati dall'organizzazione per la quale lavorano o da un'organizzazione esterna (ad esempio una società che eroga consulenza) o, ancora, possono frequentare un apposito corso di formazione che li qualifichi mentre i terzi verranno qualificati dall'ente certificatore per il quale svolgono audit di terza parte oppure, percorso più comune, possono frequentare il corso delle 40 ore.
Ovviamente i criteri in base ai quali un professionista viene qualificato nel caso in cui questa qualifica venga erogata dall'organizzazione per cui lavora, da un'organizzazione esterna, da un esame al termine di un corso di formazione o da un ente certificatore possono differire moltissimo tra loro e occorre chiarirsi bene le idee per capire meglio come stanno le cose.

Partiamo dalla qualificazione di un auditor che svolga audit di prima parte e che venga qualificato dall'organizzazione per la quale lavora.
I requisiti per la qualificazione, in questo caso, potrebbero essere:

  • l'evidenza di una formazione effettuata internamente per affiancamento con personale già formato o esternamente mediante la frequentazione di un apposito corso;
  • l'aggiornamento periodico delle conoscenze maturate (ad esempio ad ogni aggiornamento delle norme di riferimento);
  • ecc.

Nel caso in cui, invece, l'auditor di prima parte sia un professionista esterno all'organizzazione, è molto probabile (ma non indispensabile) che gli venga richiesto di presentare almeno l'attestato di frequenza di un corso di formazione specifico e, magari, anche la prova che ha superato un esame relativo alla verifica delle conoscenze maturate durante la sua frequentazione.

Anche la qualificazione di un auditor che svolga audit di seconda parte (cioè presso un fornitore dell'organizzazione che lo assume o che si avvale della società di consulenza per la quale lui lavora) potrebbe essere simile.

Completamente diverso, invece, è il caso dell'auditor di terza parte che lavora per un ente certificatore e che certifica i sistemi qualità delle diverse organizzazioni.
In questo caso si chiederà che questo professionista abbia superato il cosiddetto "corso delle 40 ore" che lo qualificherà come persona idonea allo svolgimento degli audit di terza parte ma che non lo certificherà. Sì, avete letto bene: frequentare un corso del genere non vi farà automaticamente diventare auditor certificati ma vi fornirà semplicemente il prerequisito per certificarvi.

Un'eventuale certificazione successiva, infatti, non è affatto obbligatoria per poter svolgere audit di terza parte anche se è consigliata per avere maggiore potere contrattuale e "vendersi" meglio la propria professionalità.

La certificazione delle persone, come - del resto - quella dei sistemi di gestione, è sempre un processo volontario e si basa sulla dimostrazione ad un apposito organismo di certificazione delle competenze maturate che ci mettono in grado di svolgere al meglio il lavoro per il quale vogliamo ottenere la certificazione (ad esempio quello di auditor di terza parte).
I requisiti alla base della certificazione delle competenze sono, ovviamente, più stringenti di quelli per la loro semplice qualifica e possono riguardare, ad esempio, un aggiornamento professionale periodico obbligatorio, l'accettazione di un codice etico per la conduzione del lavoro, ecc.

Un auditor di terza parte, dunque, può essere sia qualificato sia certificato.
Nel primo caso non avrà obblighi particolari per mantenere la qualifica se non quelli imposti dalla parte che l'ha qualificato (ad esempio l'organizzazione per la quale lavora, la sua società di consulenza o l'ente certificatore per il quale svolge audit di terza parte) mentre nel secondo caso le regole vengono imposte dal registro nazionale o internazionale di riferimento.

E veniamo ora ad un altro argomento alquanto spinoso: i corsi di formazione.

I corsi per qualificare o certificare il personale possono venire qualificati dagli organismi di certificazione del personale che li qualificano solo se ritengono che siano in grado di formare le persone che li frequentano secondo criteri stabiliti e verificabili.
A loro volta, gli organismi di certificazione del personale sono accreditati da Accredia che, in questo modo, garantisce che l'organismo accreditato riconosca i corsi per qualificare o certificare le persone.

In cima alla piramide c'è, dunque, Accredia.
Subito sotto ci sono gli organismi di certificazione del personale.
Ancora sotto ci sono i corsi di formazione per qualificare o certificare il personale.

Nella scelta di un corso di qualificazione o di certificazione delle competenze è sempre meglio scegliere un percorso che sia stato qualificato da un organismo di certificazione del personale accreditato perché ci garantirà una sua maggiore spendibilità in futuro. Questa verifica si può fare facilmente cercando il codice identificativo del corso che dovrebbe permettere di associare ad esso il suo riconoscimento da parte di un organismo di certificazione del personale. Questo codice può essere poi verificato nel sito dell'organismo di certificazione del personale corrispondente. In ultimo, sul sito di Accredia si può poi verificare se l'organismo di certificazione del personale che ha riconosciuto quel corso sia stato accreditato per quella tipologia di schema di certificazione.
Volendo avere ancora maggiori certezze relativamente al corso che vogliamo frequentare, potremmo chiedere da quali docenti sarà tenuto e controllare che facciano parte di uno dei registri per auditor ISO 9001.

Ricapitolando, dunque, affinché una persona possa certificarsi deve, prima di tutto, essere qualificata (nel caso di un auditor di terza parte dovrà, quindi, avere svolto il corso 40 ore) e poi soddisfare tutti i requisiti per potersi certificare e iscrivere in un registro apposito. Questi requisiti possono essere relativi al titolo di studio conseguito, agli anni di esperienza lavorativa maturata che devono essere dimostrabili, ecc.

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Un professionista che si è certificato è simile in tutto e per tutto ad un'organizzazione che si è certificata perché entrambi hanno ottenuto un certificato (non una qualifica) dopo aver dimostrato ad un auditor di saper lavorare secondo i requisiti racchiusi nelle norme di riferimento. Una dimostrazione pratica, dunque, e non solo teorica. Per poter diventare auditor certificati, infatti, dovrete poter dimostrare, tra le altre cose, di avere svolto un certo numero di audit di terza parte.

PER SAPERNE DI PIU':

La certificazione Qualità
La certificazione ISO 9001: i passi per ottenerla
Terminologia: la qualifica professionale


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