SCEGLIERE UN BUON CONSULENTE DELLA
QUALITA'

Scegliere un buon consulente per la gestione del sistema
ISO 9001

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I professionisti della consulenza, sia che si occupino di Qualità che di altri argomenti, dovrebbero possedere caratteristiche ben precise che le aziende farebbero bene a riconoscere fin dai primi colloqui orientativi.

Per restare ai requisiti fondamentali, ad esempio, dovranno rispettare la confidenzialità, essere onesti e credibili in ogni loro atteggiamento e focalizzarsi su come massimizzare benefici strutturali a lungo termine piuttosto che indurre cambiamenti di pura “cosmetica” e successi effimeri.

In aggiunta a tutto questo, chi si occupa in maniera specifica di Qualità dovrà possedere altre tre caratteristiche fondamentali per fare bene questo mestiere:

  • l’abilità di convincere le persone a cambiare atteggiamento nei confronti della Qualità e a superare tutti i preconcetti così numerosi in questo settore;
  • la capacità di facilitare il cambiamento culturale;
  • l’intelligenza per diventare un catalizzatore e riuscire a trascinare le persone nella costruzione della Qualità

Convincere le persone a cambiare atteggiamento e a credere nella Qualità

I consulenti che operano nel campo della certificazione di Sistemi Qualità hanno a che fare, solitamente, con due tipologie ben distinte di atteggiamenti mentali:

  • quello delle persone che pensano che la Qualità sia qualcosa di tecnico e che vada lasciato agli specialisti;
  • il modo di fare di coloro che sono convinti che i professionisti della Qualità possano aggiungere la qualità ad un modello già pre-costituito, senza alcuno sforzo

Per riuscire a convincere le persone a cambiare idea e atteggiamento nei confronti della Qualità servono, essenzialmente, 4 cose:

  • mettere a disposizione gli strumenti necessari per poter lavorare bene;
  • erogare la giusta formazione;
  • motivare le persone;
  • inquadrare gli sforzi dei singoli per raggiungere la qualità all’interno di una pianificazione più generale

Facilitare il cambiamento culturale

Come abbiamo avuto modo di dire tante volte, nessuno sforzo importante nel migliorare l’organizzazione di un’azienda avrà mai successo se non sarà apertamente appoggiato con forza dal management.
I cambiamenti infatti, soprattutto quelli culturali alla base di qualunque implementazione di Sistemi Qualità, richiedono un cambiamento radicale nei valori e nelle priorità dell’azienda.
Se nel lungo termine una qualità alta, costi di produzione più bassi e quantità importanti di prodotto sono fattori che possono diventare complementari, nel breve termine i costi, spesso, superano i benefici dell'implementazione del sistema.
La formazione del personale, una momentanea diminuzione della produzione dovuta al rallentamento imposto dai controlli, i consulenti che supportano il cambiamento sono tutti fattori che contribuiscono ad aumentare i costi. Certo questi costi verranno ammortizzati nel lungo termine ma il sacrificio iniziale è indubbio e va presentato chiaramente al management che, per essere pronto a guidare l'azienda attraverso il cambiamento, deve sapere in anticipo cosa aspettarsi dall’implementazione di un progetto di questo tipo.

Costruire la Qualità

Chi lavora nel campo della Qualità si scontra spesso con la convinzione che la Qualità debba iniziare all’atto della produzione mentre, come sappiamo, è proprio iniziando a lavorare subito in Qualità nelle primissime fasi (come, ad esempio, quella della progettazione) che si ottengono i risultati migliori e un abbattimento dei costi.

Un consulente deve essere preparato a dedicare tutto il tempo e gli sforzi necessari per aiutare le persone a comprendere bene che la qualità calata in ogni ambito del lavoro paga e paga sempre.

Essere un catalizzatore del cambiamento

Il ruolo di un consulente della Qualità è quello di aiutare le persone a trovare le soluzioni migliori, non quello di imporre le proprie. Assumere atteggiamenti in stile "io sono l’esperto, è meglio che mi diate retta" non porta di sicuro a chiudere in positivo un progetto improntato alla Qualità.

Un buon consulente, infatti, è prima di tutto un buon maestro e un buon maestro non richiede un consenso privo di critiche e cieca ubbidienza dai propri studenti. Al contrario porta i ragazzi a comprendere perché fare le cose in una certa maniera sia preferibile al farle come si sono sempre fatte per consuetudine.

Spesso, però, le persone ritengono che tocchi al consulente il ruolo attivo di colui che dice cosa bisogna fare e che a loro tocchi solo ubbidire. Anche questo atteggiamento andrà smontato, facendo capire che nessuno meglio di coloro che lavorano in una certa realtà aziendale potrà trovare le soluzioni migliori per risolvere i problemi che incontrano nella vita lavorativa di tutti i giorni.

Come scegliere il consulente

Ma quali sono i benefici che le aziende possono ricavare dal lavorare gomito a gomito con un consulente che si occupa di Qualità e come bisogna sceglierlo per massimizzarli?

Un professionista che conosca bene la materia può portare un grande valore aggiunto all’organizzazione per la quale lavora ma solo se viene scelto da un management che sa esattamente quello di cui ha bisogno. La confusione, infatti, genera solo fraintendimenti e sarà bene che in questa fase il consulente si assicuri che il responsabile interno dell'implementazione del progetto ne abbia compreso tutti gli aspetti.

I tratti positivi che si possono riconoscere fin dalle prime chiacchierate con un professionista della consulenza sono:

  • una personalità in grado di rendersi compatibile con tutti gli ambienti;
  • l’abilità di relazionarsi al meglio con le persone di tutti i tipi e a tutti i livelli;
  • la capacità di fornire soluzioni uniche e adatte all’ambiente in cui vanno adottate, senza ricorrere a "pacchetti" preconfezionati;
  • una grande disponibilità: il consulente, in poche parole, deve essere una persona sulla quale poter sempre contare

Questo professionista, inoltre, può lavorare da solo o appartenere ad un’organizzazione. In entrambi i casi andranno controllate le referenze, eventualmente anche rivolgendosi ai clienti che sono stati seguiti in passato. Un consulente sicuro delle proprie capacità non avrà alcuna difficoltà a fornirvi le proprie referenze, anzi, sarà ben contento di farlo perché sa che un'ulteriore valutazione tornerà a suo vantaggio.

Durante il colloquio preliminare, inoltre, andrà anche verificato se il consulente è effettivamente esperto del campo che dice di conoscere così bene. È in grado di rispondere alle domande fatte, senza dover ricorrere di continuo alla consultazione di materiale specifico o alle telefonate ai colleghi? Parla solo utilizzando termini specifici della disciplina di cui è esperto e termini gergali incomprensibili ai più oppure cerca di farsi capire da tutti, anche dai meno esperti? Se, infine, gli viene chiesto di spiegare alcuni termini che non sono stati ben compresi, ne utilizza altri altrettanto astrusi? Se è così, probabilmente si è limitato a memorizzare dei termini che, non avendo assorbito, non è in grado, ovviamente, di spiegare.
Siamo proprio sicuri di voler affidare un progetto Qualità ad una persona del genere?

Il consulente dovrà essere in grado di applicare le proprie conoscenze alla realtà e ai bisogni specifici dell’azienda, cercando di comprendere fino in fondo i bisogni dell’organizzazione, non limitandosi, quindi, a proporre soluzioni senza aver davvero compreso il problema. La fretta di vendervi una soluzione-pacchetto già pronta deve, quantomeno, mettervi in allarme.

Resta da fare un'aggiunta doverosa per quei professionisti che appartengono ad una struttura di consulenti organizzata. Vi seguiranno sempre in prima persona o potranno essere sostituiti da altri colleghi durante l’implementazione del progetto? Se, infatti, a livello di conoscenze due professionisti possono essere intercambiabili, non è così per quanto riguarda la loro personalità che è la base del rapporto di fiducia che si instaura tra il consulente e il cliente.

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LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

"La nuova ISO 9001:2015 per riorganizzare, finalmente, l'azienda per processi" - Si aggiunge alla collana dei libri di QualitiAmo il primo testo che svela i segreti della futura norma.
Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
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L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

(Vuoi restare aggiornato gratuitamente sulla nuova ISO 9001:2015? Visita ogni giorno la pagina che ti abbiamo linkato.
In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

Vi invitiamo, dunque, a fare domande alla persona dalla quale vorrete farvi seguire, senza avere paura di chiedere tutto quello che vi sta a cuore. Se la vostra azienda passerà qualche centinaio di ore con questa persona è più che logico che voglia assicurarsi preventivamente che sia la persona giusta.

PER SAPERNE DI PIU':

Perché utilizzare un consulente?
Adempimenti burocratici per diventare un consulente della Qualità



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