ISO 9001:2026 - CAPITOLO 9 SULLA BASE DELLA ISO/DIS 9001
La ISO/DIS 9001 è stata pubblicata. Vediamo cosa cambierà nella ISO 9001:2026 rispetto alla ISO 9001:2015
Proseguiamo con l'analisi dei capitoli della bozza della futura ISO 9001:2026, la ISO/DIS 9001, confrontandoli con quelli della norma attualmente in vigore, la ISO 9001:2015.
In questo articolo esamineremo l'intero capitolo 9 dove troviamo tre modifiche sostanziali che emergono nel passaggio dalla versione 2015 alla bozza 2025:
- riesame di direzione: la modifica più strategica si trova negli input del riesame di direzione. La bozza del 2025 introduce un requisito completamente nuovo e autonomo: i cambiamenti nelle esigenze e aspettative delle parti interessate che sono rilevanti per il sistema qualità
- audit interno: nel definire la pianificazione di ciascun audit, la bozza 2025 aggiunge un elemento fondamentale: definire gli obiettivi per ciascun audit
- l'ultima modifica riguarda le fonti per valutare la soddisfazione del cliente che aggiungono i reclami e i social media
Paragrafo 9.1 - Monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione
Confrontando i due testi del paragrafo 9.1.1 della ISO 9001:2015 e della bozza della futura ISO 9001:2026, vediamo che non ci sono differenze sostanziali o formali nei requisiti. La struttura e il contenuto rimangono invariati. L'unica minima variazione linguistica si trova nella versione inglese della ISO/DIS 9001:2025, dove al punto b) viene aggiunto "as applicable" ("per quanto applicabile"), ma questo non modifica la sostanza del requisito, che già nella versione del 2015 implicava una scelta dei metodi appropriati alla situazione specifica.
Per quanto riguarda, invece, il paragrafo 9.1.2 emerge che, sebbene i requisiti fondamentali rimangano invariati, ci sono alcune differenze, principalmente nella formulazione del testo e nell'ampliamento degli esempi forniti nella nota informativa.
La versione del 2015 utilizza una frase più descrittiva: "monitorare la percezione del cliente riguardo al grado in cui le sue esigenze e aspettative sono state soddisfatte". La bozza del 2025, invece, semplifica e rende più diretta la formulazione, parlando semplicemente di "monitorare la soddisfazione dei clienti". Si tratta di una semplificazione terminologica che non modifica la sostanza del requisito. L'obiettivo rimane lo stesso: misurare e comprendere quanto il cliente sia soddisfatto.
Per quanto riguarda il contenuto della nota informativa, la bozza ISO/DIS 9001:2025 amplia l'elenco degli esempi, aggiungendo esplicitamente i "reclami" e i "social media" come fonti di informazione per valutare la soddisfazione del cliente. Questa aggiunta è rilevante perché aggiorna la norma per riflettere le pratiche di comunicazione e di business contemporanee, riconoscendo formalmente che i social media e la gestione dei reclami sono canali fondamentali per raccogliere feedback e per percepire il livello di soddisfazione della clientela.
Infine, il punto 9.1.3 è sostanzialmente identico in entrambe le versioni per quanto riguarda i requisiti fondamentali. L'unica minima differenza è una precisazione linguistica in uno dei sotto-punti, il d), che non altera la sostanza del requisito. Il testo passa da: "se la pianificazione è stata condotta efficacemente" a "se la pianificazione è stata implementata efficacemente". Ricordando che la traduzione in italiano è di QualitiAmo e non è quella ufficiale, si tratta di una modifica terminologica minore. Il termine "implementata" è forse più preciso e allineato con il linguaggio del ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act), dove dopo la pianificazione (Plan) segue l'attuazione (Do). Tuttavia, il termine "condotta" della versione del 2015 ha di fatto lo stesso significato pratico. Questa variazione non modifica l'intento originale che è quello di verificare che la pianificazione (definita nel punto 6) sia stata non solo definita, ma anche messa in pratica con successo.
Paragrafo 9.2 - Audit interno
Dall'analisi emerge che il testo del paragrafo 9.2.1 e del paragrafo 9.2.2 sono identici in entrambe le versioni della norma. La bozza del 2025 introduce una piccola modifica strutturale nella suddivisione del punto 9.2, ma il contenuto specifico del punto 9.2.1 rimane invariato.
L'unica, minima, differenza è che nella ISO 9001:2015, il punto 9.2 è suddiviso nei sotto-punti 9.2.1 e 9.2.2 senza alcun sottotitolo. Nella bozza ISO/DIS 9001:2025, invece, il punto 9.2 viene suddiviso in 9.2.1 Generalità e 9.2.2 Programma di audit interno. Questa modifica rende più chiara la distinzione tra lo scopo generale dell'audit (definito nel paragrafo 9.2.1) e i requisiti per la gestione del programma di audit (che troviamo nel paragrafo 9.2.2).
Per quanto riguarda il paragrafo 9.2.2, nella ISO 9001:2015 comprende una lista unica di requisiti da 'a' a 'f', mentre nella nuova bozza della norma c'è un elenco dei requisiti specifici che va da 'a' a 'd'. Si tratta di una modifica editoriale che migliora la leggibilità ma non cambia la sostanza.
La differenza principale risiede nell'aggiunta di un requisito: la ISO/DIS 9001:2025 introduce l'obbligo esplicito di definire gli "obiettivi" di ogni audit, oltre ai criteri e al campo di applicazione. L'aggiunta esplicita degli "obiettivi" impone all'organizzazione di formalizzare lo scopo specifico di ogni audit. Non si tratta più solo di verificare la conformità, ma di chiarire perché si sta conducendo quella verifica (es. per valutare l'efficacia di un nuovo processo, per verificare la gestione di un rischio specifico, per identificare opportunità di miglioramento in un'area critica). Questo aggiunge una dimensione di finalità e strategia alla pianificazione degli audit.
Paragrafo 9.3 - Riesame di direzione
Il punto 9.3.1 della ISO 9001:2015 e il corrispondente punto della bozza ISO/DIS 9001:2025 sono completamente identici nella sostanza e nella formulazione del testo.
Per quanto riguarda il paragrafo 9.3.2 "Input al riesame di direzione", sebbene molti input siano rimasti invariati, la bozza del 2025 introduce un nuovo requisito esplicito e riorganizza leggermente l'elenco degli elementi da considerare.
La differenza più significativa è l'introduzione di un nuovo punto autonomo nella bozza del 2025: c) I cambiamenti nelle esigenze e aspettative delle parti interessate che sono rilevanti per il sistema di gestione per la qualità. Nella versione del 2015, il feedback delle parti interessate era menzionato solo all'interno del punto c1) relativo alla soddisfazione del cliente. La nuova versione eleva questo aspetto a un input a sé stante, richiedendo alla direzione di considerare in modo proattivo non solo il feedback ricevuto ma anche l'evoluzione delle esigenze e aspettative delle parti interessate. Questo rafforza il legame con il punto 4.2 ("Comprendere le esigenze e le aspettative delle parti interessate") e sottolinea l'importanza di un monitoraggio continuo del contesto in cui opera l'organizzazione.
La bozza del 2025 presenta, inoltre, un ordine leggermente diverso degli input ma si tratta di modifiche editoriali che non alterano la sostanza dei requisiti, anche se la riorganizzazione potrebbe suggerire un diverso focus o una sequenza logica più fluida per la discussione durante il riesame.
Infine, per il punto 9.3.3, possiamo dire che i requisiti fondamentali rimangono gli stessi ma ci sono differenze significative nel formato del testo, una precisazione terminologica relativa al miglioramento e un aggiornamento del linguaggio per le informazioni documentate.
Partiamo dal formato e dalla struttura del requisito: la differenza più evidente è strutturale. La versione del 2015 utilizza un elenco puntato (a, b, c) per specificare chiaramente i tre output richiesti, mentre la bozza del 2025 consolida questi tre punti in un'unica frase continua. Si tratta di una modifica editoriale che non cambia la sostanza degli output richiesti.
Abbiamo, poi, una precisazione sul miglioramento: la ISO 9001:2015 parla genericamente di "opportunità di miglioramento", mentre la ISO/DIS 9001:2025 specifica "opportunità di miglioramento continuo". Si tratta di una precisazione terminologica sottile ma importante perché allinea esplicitamente gli output del riesame al concetto di "miglioramento continuo" che, come vedremo, nella bozza del 2025 è un punto a sé stante (10.1). Pur non cambiando drasticamente l'intento, questa precisazione rafforza il legame tra le decisioni della direzione e il processo strutturato di miglioramento continuo del sistema.
In ultimo, ancora una volta troviamo che al posto della formula del 2015 "conservare informazioni documentate", la bozza del 2025 utilizza la frase "le informazioni documentate devono essere disponibili come evidenza". Come visto in altri punti, questo è un aggiornamento terminologico coerente in tutta la bozza per allinearsi alla Struttura Armonizzata delle norme sui sistemi di gestione. L'intento pratico non cambia: l'organizzazione deve comunque mantenere delle registrazioni (prove documentate) dei risultati dei riesami di direzione.