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Autore Messaggio
bagaroz
Forumista di Alta Qualità


Registrato: 23/08/11 10:37
Messaggi: 866

MessaggioInviato: Dom Set 02, 2012 5:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Se parliamo di cibo mi trovo concorde con voi, sarebbe auspicabile ( a mio parere per una ragione puramente di qualità del prodotto) applicare un modello di consumo più legato al territorio.
Se invece si parla di industria in generale credo che globalizzazione, delocalizzazione siano fenomeni inarrestabili e che hanno anche la loro ragione d'essere. In linea di principio credo che ognuno (privati ed aziende) debba essere libero di agire su un mercato globale e competere con concorrenti da ogni parte del globo.
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KK
King of Kuality


Registrato: 23/04/09 13:36
Messaggi: 10266

MessaggioInviato: Lun Set 03, 2012 7:15 am    Oggetto: Rispondi citando

Discorso complicato che, partendo dal cibo ecologicamente sostenibile, avete esteso al costo della vita intera.

Mi permetto solo una considerazione.
E' vero che se si ha un occhio oculato si può sostenere il prodotto italiano, di provenienza ecologica e genuina, ma spesso al supermarket costa tre volte tanto, inoltre occorre dedicare tanta risorsa tempo alla ricerca dei prodotti giusti per arrivare a portarsi a casa un carrello di prodotti che il buon ecologista dovrebbe comprare.

Insomma dovremmo farlo tutti, ma purtroppo fanno leva sul fatto che alcuni non hanno tempo di farlo, altri non hanno risorse economiche per farli, altri ancora (e sono sempre di più) non hanno entrambi.

Io ad esempio mi metto nella seconda definizione, perchè prediligo andare al discount a fare la spesa. Ne abbiamo uno sotto casa che ci consente di fare spesa per tutta settimana con 50 euro, la stessa spesa che all'esselunga ci costa 150 euro.
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QualitiAmo - Alberto
Moderatore


Registrato: 10/11/09 10:26
Messaggi: 4567

MessaggioInviato: Lun Set 03, 2012 7:52 am    Oggetto: Rispondi citando

bagaroz ha scritto:
Se invece si parla di industria in generale credo che globalizzazione, delocalizzazione siano fenomeni inarrestabili e che hanno anche la loro ragione d'essere. In linea di principio credo che ognuno (privati ed aziende) debba essere libero di agire su un mercato globale e competere con concorrenti da ogni parte del globo.


Sto leggendo adesso un po' velocemente ma credo che il discorso non si riferisse tanto al fatto che tutti devono poter competere con tutti ma a quegli imprenditori che producono "italiano" in Romania, Polonia, Cina, ecc. per sfruttare la mancanza di tutele che esistono ancora in certe zone del mondo e che poi vendono in Italia a consumatori italiani del tutto acritici.

KK ha scritto:
E' vero che se si ha un occhio oculato si può sostenere il prodotto italiano, di provenienza ecologica e genuina, ma spesso al supermarket costa tre volte tanto, inoltre occorre dedicare tanta risorsa tempo alla ricerca dei prodotti giusti per arrivare a portarsi a casa un carrello di prodotti che il buon ecologista dovrebbe comprare.


Hai ragione: i prodotti italiani naturali e, magari, pure ecologici costano tantissimo ma perché è questo sistema che fa sì che costino così tanto in modo che le persone perdano la voglia e la pazienza di andare a cercarli. Anch'io, proprio come te, credevo che una spesa biologica mi sarebbe costata tanto ma ho cambiato idea. Basta stare attenti alle offerte, fare la spesa giorno per giorno (certo, ci vuole tempo) e consumare meno. Il segreto è tutto qui: ci servono tutte le cose che mettiamo nel carrello del supermercato e che fanno lievitare il conto a centinaia di euro? Quando ho fatto questo ragionamento mi sono accorto che molte delle cose che compravo erano sfizi che mi facevano anche alimentare male. Ho lasciato da parte l'abbonamento alla palestra e ho, invece, iniziato a usare meno la macchina muovendomi con i mezzi e a piedi. Il mio corpo sta meglio e il portafoglio pure.

Basterebbe che ognuno di noi, un po' per volta, cambiasse alcune piccole abitudini perchè non c'è bisogno della rivoluzione.
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Portello
Qualfista


Registrato: 29/09/09 14:03
Messaggi: 1594
Residenza: Barcellona

MessaggioInviato: Lun Set 03, 2012 8:06 am    Oggetto: Rispondi citando

bagaroz ha scritto:
Se parliamo di cibo mi trovo concorde con voi, sarebbe auspicabile ( a mio parere per una ragione puramente di qualità del prodotto) applicare un modello di consumo più legato al territorio.
Se invece si parla di industria in generale credo che globalizzazione, delocalizzazione siano fenomeni inarrestabili e che hanno anche la loro ragione d'essere. In linea di principio credo che ognuno (privati ed aziende) debba essere libero di agire su un mercato globale e competere con concorrenti da ogni parte del globo.

Infatti la ricetta non è tornare ad un mercato più piccolo o re-impatriare le produzioni, si tratta di abbandonare l'idea di produrre TUTTO in Cina e poi venderlo in Europa. Si produce in Cina quello che si vende in Cina e si fa lo stesso qui.
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QualitiAmo - Alberto
Moderatore


Registrato: 10/11/09 10:26
Messaggi: 4567

MessaggioInviato: Lun Set 03, 2012 8:07 am    Oggetto: Rispondi citando

Portello ha scritto:
Infatti la ricetta non è tornare ad un mercato più piccolo o re-impatriare le produzioni, si tratta di abbandonare l'idea di produrre TUTTO in Cina e poi venderlo in Europa. Si produce in Cina quello che si vende in Cina e si fa lo stesso qui.


Ecco, questo mi piace e lo trovo giusto.
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KK
King of Kuality


Registrato: 23/04/09 13:36
Messaggi: 10266

MessaggioInviato: Lun Set 03, 2012 10:21 am    Oggetto: Rispondi citando

QualitiAmo - Alberto ha scritto:
Portello ha scritto:
Infatti la ricetta non è tornare ad un mercato più piccolo o re-impatriare le produzioni, si tratta di abbandonare l'idea di produrre TUTTO in Cina e poi venderlo in Europa. Si produce in Cina quello che si vende in Cina e si fa lo stesso qui.


Ecco, questo mi piace e lo trovo giusto.


Con l'unica piccola controindicazione che adesso comandano loro! asd
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