LO STATUS COME LEVA PER L'IMPLEMENTAZIONE EFFICACE DELLA ISO 9001 NELLE PMI

Gli psicologi concordano sul fatto che quasi tutto quello che fa l'uomo serve a procurarsi uno status. Sfruttiamolo per agevolare il lavoro sul sistema qualità!

Usiamo la ricerca dello status da parte delle persone per implementare al meglio la ISO 9001

"Occupa una posizione sociale. Contro chi?"

Stanisław Jerzy Lec

Secondo la psicologia, la maggior parte dei comportamenti umani è influenzata – direttamente o indirettamente – dalla ricerca di uno **status**: **desideriamo essere visti come competenti, affidabili, influenti**.

Canalizzare questo impulso naturale verso pratiche che rafforzino il sistema di gestione per la qualità è un modo per aumentare adesione, qualità dei dati e miglioramento continuo nelle PMI.

**In un'organizzazione lo status** è rappresentato dalla combinazione di riconoscimento formale (ruolo, titolo, deleghe) e informale (reputazione, vicinanza al titolare o alla direzione, capacità di risolvere problemi).

**Ci valutiamo osservando i pari**: se i colleghi ottengono prestigio segnalando nonconformità, anche noi tenderemo a farlo.

Se attributi percepiti come competenza generano influenza, **certificare la competenza nell'ambito della qualità aumenta l'interesse delle persone nei confronti del sistema di gestione.**

Infine, l'**apprezzamento per un lavoro ben fatto** spingerà a comportamenti virtuosi che vengono ripetuti nel tempo.

Quando si riesce a far percepire la partecipazione attiva a un audit, la segnalazione tempestiva di una nonconformità o la cura nella documentazione come comportamenti "da professionisti rispettati", la conformità del sistema qualità cresce spontaneamente.

Mappare i driver di status nella vostra organizzazione


Prima di poter progettare leve di riconoscimento, bisogna scoprire *che cosa dà prestigio oggi*.

Solitamente, fonti tipiche di prestigio internamente sono: **un** know-how tecnico raro, una relazione diretta con i clienti chiave, l' anzianità e la memoria storica, la capacità di "sbloccare" situazioni difficili, la padronanza dei dati produttivi e la fiducia personale da parte del titolare o della direzione.

Se provate a prestare attenzione alle varie "tribù" aziendali, produzione, commerciale, ufficio tecnico, logistica, qualità, in ciascuna di esse potrete notare segnali di status già attivi (ad esempio, in produzione chi conosce tutti i parametri delle macchine avrà uno status superiore).

Provate a incrociare i driver attuali di status con i requisiti della ISO 9001. Ad esempio: se nel commerciale il prestigio è legato al rapporto col cliente, usatelo come leva per rafforzare il feedback del cliente (punto 9.1.2) e tutta la parte relativa ai requisiti per i prodotti e servizi (punto 8.2).

Se volete sfruttare al massimo questa leva, dovrete **tradurre i requisiti normativi in comportamenti osservabili**: invece di dire che occorre "mantenere aggiornate le informazioni documentate", direte che bisogna "aggiornare la scheda del processo entro 48h da una modifica approvata". Ogni comportamento virtuoso andrà poi segnalato in modo visibile, ad esempio tramite una menzione durante una riunione, con un badge digitale nella vostra intranet, ecc.

Le leve di status più utili al sistema qualità sono:

  1. **cruscotti di indicatori visuali in reparto** con 3-4 indicatori chiave (ad esempio, non conformità aperte, tempo medio di chiusura, reclami del cliente, aggiornamenti puntuali, ecc.) e indicazioni del team/top performer del mese
  2. **credenziali interne**: "auditor interno qualificato", "campione del processo", ecc.
  3. **storytelling post-audit**: breve nota nella vostra intranet: cosa avete imparato, chi ha contribuito, quali risultati derivano per i clienti
  4. **percorsi di crescita professionale legati alla qualità**

Gli errori comuni da evitare


  1. premiare solo alcuni output (ad esempio zero reclami da parte del cliente) invece di altri (una buona analisi delle cause, una risposta rapida, ecc.)
  2. classifiche punitive che umiliano i reparti e le persone: lo status deve attrarre, non far vergognare
  3. inflazione di riconoscimenti: se tutti vincono sempre, alla fine nessuno ci terrà più
  4. disallineamento con i valori aziendali: i riconoscimenti percepiti come puro marketing alla fine generano solo cinismo
  5. ignorare le microculture: ciò che motiva l’ufficio tecnico può non toccare per nulla la produzione

Adattare il riconoscimento alle diverse culture e generazioni


Prestate attenzione alle persone con cui avete a che fare. Senza fare facili generalizzazioni, ci sarà chi apprezzerà maggiormente un riconoscimento da parte del titolare e segnali materiali (targa, formazione pagata) (baby boomer / gen x) e chi visibilità professionale online e l'opportunità di crescita nel ruolo (millennial), chi vorrà un feedback rapido, i badge digitali e interventi di micro-learning (gen z) e chi riconoscimenti immediati legati a una competenza operativa documentata (lavoratori temporanei).

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