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GLI OBIETTIVI DOVREBBERO ESSERE IL RISULTATO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI E DELLE OPPORTUNITÀ

Il riesame di direzione dovrebbe chiudere il ciclo PDCA a livello strategico, verificando se la pianificazione strategica è stata eseguita e controllando i risultati complessivi raggiunti per decidere eventuali correzioni di rotta

Gli obiettivi dovrebbero essere il risultato della valutazione dei rischi e delle opportunità
Pubblicato il 15 settembre 2025 - Aggiornato il 29 novembre 2025

"I sistemi che supportiamo, le persone con cui danziamo, il trambusto che creiamo, non è per oggi ma per domani. Noi siamo qui ora ma viviamo nel futuro. (...) La strategia è il duro lavoro di scegliere cosa fare oggi per migliorare il nostro domani"
(Seth Godin)

Il legame tra obiettivi e rischi

Possiamo dire che, praticamente, ogni obiettivo è basato su alcuni antecedenti fondamentali: il riconoscimento di un'opportunità o la paura di un danno. Ciò implica che il processo di definizione degli obiettivi sia intrinsecamente legato alla valutazione di ciò che si può guadagnare e di ciò che si vuole evitare.

Qualcuno di voi forse ricorderà il film: "The next three days" in cui la moglie di un professore di Pittsburgh viene accusata dell'omicidio della sua capoufficio, con la quale aveva avuto un'accesa discussione, e condannata all'ergastolo. Il marito è fermamente convinto della sua innocenza e, da bravo professore universitario, farà valutazioni molto precise dei rischi e delle opportunità con l'obiettivo di tirare fuori dal carcere sua moglie.

Collegare gli obiettivi alla valutazione dei rischi (minacce e opportunità) è l'approccio che sottolinea l'importanza della valutazione strategica. Gli obiettivi, infatti, non vengono stabiliti nel vuoto ma emergono da un'analisi razionale delle possibilità e dei pericoli che l'organizzazione affronta.

Approccio strategico vs tradizionale

Aspetto Approccio tradizionale Approccio basato sulla valutazione di rischi e opportunità
Definizione degli obiettivi Definiti in isolamento, separati dal contesto di rischio Risultato diretto e logico dell'analisi dei rischi e delle opportunità
Approccio al rischio Reattivo: il rischio è un problema da mitigare solo dopo che si è verificato Proattivo: i rischi sono identificati e gestiti in anticipo; le opportunità vengono sfruttate
Prodotto finale Un piano rigido che diventa rapidamente obsoleto Maggiore resilienza, agilità e vantaggio competitivo

Va sottolineato che collegare rischi e obiettivi non significa essere pessimisti; al contrario, include sia il gestire i rischi negativi sia lo sfruttare il lato positivo del rischio, ossia le opportunità. Tramite la valutazione dei rischi l'azienda può anche individuare aree in cui spingersi oltre i target stabiliti.

Un modo per comprendere la relazione rischi-obiettivi è considerare che il rischio viene definito proprio in funzione degli obiettivi. Secondo la terminologia ISO, il rischio è l'"effetto dell'incertezza sugli obiettivi". In pratica, senza un obiettivo di riferimento non esiste il concetto di rischio: sono gli obiettivi aziendali a dare significato a ciò che consideriamo minaccia od opportunità.

Applicazione universale del concetto

Il concetto che gli obiettivi dovrebbero essere il risultato della valutazione dei rischi e delle opportunità non è limitato al campo della ISO 9001 ma fa parte di quelle che potremmo definire come "idee universali" che si applicano a molte discipline e contesti. Lo ritroviamo, ad esempio, nell'ottimizzazione delle risorse che parte dal fatto che ogni individuo o organizzazione ha risorse limitate (tempo, denaro, energia) e che valutare rischi e opportunità aiuta a utilizzare queste risorse nel modo più efficiente possibile, garantendo che gli sforzi siano diretti verso obiettivi che offrono il massimo rendimento possibile.

Anche nell'equilibrio tra coraggio e prudenza c'è sempre una valutazione dei rischi e delle opportunità perché, per raggiungere grandi obiettivi, spesso richiede coraggio, ma l'audacia deve essere bilanciata con la prudenza. Valutare i rischi permette di evitare azioni avventate, mentre cogliere le opportunità richiede la volontà di uscire dalla propria zona di comfort.

Un altro concetto che ritroviamo, ad esempio, nella biologia è quello dell'adattabilità e della resilienza: gli ambienti e le circostanze cambiano costantemente e la valutazione continua dei rischi e delle opportunità consente di adattare gli obiettivi alle nuove realtà, mantenendo la flessibilità necessaria per affrontare l'inevitabile incertezza. La capacità di adattarsi ai cambiamenti è vista come essenziale per la sopravvivenza.

Anche molte metodologie incorporano strumenti per analizzare il contesto e le incertezze prima di definire piani e obiettivi a lungo termine. Ad esempio: La classica analisi SWOT utilizzata nella pianificazione strategica invita le aziende a identificare minacce e opportunità dall'ambiente esterno prima di decidere le proprie strategie. Anche modelli di Enterprise Risk Management (ERM) enfatizzano l'importanza di allineare la gestione dei rischi con la formulazione della strategia e degli obiettivi aziendali.

Filosofia e psicologia

Spaziando nelle diverse discipline, possiamo ritrovare questo modello davvero ovunque. In filosofia, ad esempio, dove John Stuart Mill, con il suo utilitarismo, propone che gli obiettivi delle azioni debbano essere orientati alla massimizzazione della felicità generale. Questo approccio comporta una valutazione delle conseguenze delle azioni in termini di benefici e danni, che è essenzialmente una valutazione dei rischi e delle opportunità. Gli obiettivi devono essere quelli che portano al massimo bene per il maggior numero di persone.

Ne parla anche Hans Jonas che sostiene che nelle decisioni morali e politiche si deve tener conto delle conseguenze a lungo termine delle azioni umane, soprattutto in relazione all'ambiente e alle generazioni future.

In psicologia, troviamo la tesi di Abraham Maslow che, con la sua gerarchia dei bisogni, ci spiega che gli obiettivi sono legati al soddisfacimento dei bisogni umani fondamentali, per poi salire fino all'autorealizzazione. La valutazione dei rischi e delle opportunità si riflette nella necessità di soddisfare bisogni più basilari (come sicurezza e appartenenza) prima di perseguire obiettivi più elevati, come quelli legati all'autorealizzazione.

Per Albert Bandura che ha sviluppato il concetto di autoefficacia, la definizione degli obiettivi dipende dalla valutazione delle opportunità (possibilità di successo) e dei rischi (potenziali fallimenti). Un'elevata autoefficacia porta a stabilire obiettivi più ambiziosi e a gestire meglio i rischi.

Esempi dal mondo reale: imprenditoria e arte

Anche numerosi imprenditori hanno discusso del concetto che gli obiettivi aziendali debbano essere il risultato di una valutazione ponderata dei rischi e delle opportunità. Partendo da Elon Musk che persegue obiettivi ambiziosi e visionari, valutando attentamente i rischi, ma con una forte propensione a cogliere opportunità che altri potrebbero considerare troppo rischiose e arrivando a Jeff Bezos che ha costruito la sua azienda su una costante valutazione delle opportunità di espansione e sul miglioramento del servizio, anche a costo di assumersi rischi significativi, la strategia di chi vuole crescere implica accettare fallimenti calcolati come parte integrante del processo innovativo. Abbiamo anche Warren Buffett, però, che è noto per il suo approccio prudente e basato sulla "value investing". Secondo Buffett, gli obiettivi di investimento dovrebbero essere fissati solo dopo un'attenta valutazione dei rischi e delle opportunità, preferendo investimenti che offrano un margine di sicurezza e un potenziale di crescita stabile a lungo termine. La sua filosofia si basa sulla conoscenza approfondita del mercato e sulla disciplina nell'evitare speculazioni rischiose.

Persino alcuni scrittori hanno esplorato come la valutazione dei rischi e delle opportunità influisca sulla definizione degli obiettivi, sia nelle loro opere che nei loro approcci personali alla scrittura e alla carriera. Stephen King, ad esempio, ha parlato frequentemente della paura e del coraggio necessari per scrivere. Secondo King, la definizione degli obiettivi nello scrivere (come completare un romanzo) deve considerare i rischi legati alla vulnerabilità personale e alle critiche, ma anche le opportunità di crescita a livello creativo. George Orwell, noto per opere come "1984" e "La fattoria degli animali", ha scritto con un forte senso di responsabilità politica e sociale. Per Orwell, fissare obiettivi di scrittura significava confrontarsi con i rischi legati alla censura, alla persecuzione e all'isolamento politico. Tuttavia, ha sempre considerato le opportunità di denunciare l'oppressione e di promuovere il pensiero critico come obiettivi superiori, anche a costo di mettere a rischio la propria sicurezza e reputazione.

Fra i registi e gli sceneggiatori che hanno esplorato il tema della valutazione dei rischi e delle opportunità nella definizione degli obiettivi all'interno delle loro opere cinematografiche troviamo quelli di: "Inception" in cui un gruppo di ladri si imbarca in una missione complessa per impiantare un'idea nella mente di un individuo attraverso sogni manipolati. Il film esplora come la definizione di un obiettivo estremamente ambizioso richieda una valutazione accurata dei rischi, soprattutto quando si opera in contesti in cui la realtà e l'immaginazione si intrecciano in modi imprevedibili. "The Big Short", invece, narra gli eventi che hanno portato alla crisi finanziaria del 2007-2008, seguendo un gruppo di investitori che prevede il crollo del mercato immobiliare e decide di scommettere contro di esso. Il film evidenzia come la capacità di identificare e valutare rischi nascosti possa portare a opportunità enormi, anche in un contesto di crisi globale, ma con conseguenze morali complesse.

A voi quali esempi vengono in mente in cui qualcuno ha affrontato questo tema al di fuori del classico campo normativo?

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