IL PIANO DI CAMPIONAMENTO
Come si costruisce un buon piano di campionamento? Vi offriamo due alternative
Due colleghi si incontrano alla macchina del caffè...e se fosse l'occasione per raccontare, con ironia, come NON gestire un piano di campionamento secondo la ISO 9001?
Se l'auditor vi chiede il piano di campionamento, ecco cosa NON dovreste proprio dire:
- "Andiamo a occhio. Qui ci conosciamo tutti"
- "Controlliamo quando capita"
- "Non serve, tanto i problemi si vedono subito"
Se seguirete i nostri consigli, potrete facilmente rispondere in questo modo:
- "Ecco la tabella che illustra la selezione delle unità campione"
- "Abbiamo scelto questo metodo perché bilancia efficacia e costi di ispezione"
Il piano di campionamento e i metodi statistici
Nella gestione della qualità, il piano di campionamento è un pilastro tecnico fondamentale, spesso sottovalutato o, peggio, improvvisato. Lo scopo è stabilire quante unità controllare, in quali momenti, con quali criteri e secondo quale rappresentatività.
Ma, a giudicare da certe risposte che si sentono in azienda, si direbbe che molti preferiscano l'improvvisazione al rigore statistico. Il piano di campionamento, però, serve a dare evidenza oggettiva di quello che si fa, vediamo - quindi - come migliorarci in questo ambito.
Un piano di campionamento fatto "a sentimento" comporta rischi reali:
- non rappresentatività dei dati: ad esempio i controlli vengono effettuati sempre sullo stesso turno o con lo stesso operatore
- incapacità di rispondere degnamente ai reclami: perché non potete spiegare su che basi avete accettato o scartato un lotto
- audit che va male: perché, in assenza di una logica statistica o almeno razionale, le evidenze risultano decisamente deboli
Alcuni strumenti, decisamente molto meno romantici delle candele ma più adatti, possono fare la differenza. Vediamo un paio di esempi.
Gli strumenti utili per impostare un piano di campionamento
1 - Le carte di controllo
Le carte di controllo aiutano a definire la frequenza e il tipo di campionamento. Se il processo è stabile (lo vedete proprio dalla carta di controllo), potete permettervi una frequenza di campionamento più bassa e un campionamento più semplice ma, se la carta evidenzia dei valori fuori controllo, dovreste aumentare il numero di campioni da controllare.
Immaginate di avere un termometro che misura continuamente la "febbre" del vostro processo produttivo. La carta di controllo è esattamente questo: un grafico che mostra se il vostro processo sta funzionando normalmente o se sta "ammalandosi" prima che inizi a produrre scarti.
In pratica, è un grafico con:
- una linea centrale (il valore medio normale)
- due linee di allarme (sopra e sotto)
- i punti che rappresentano le misurazioni nel tempo
Quando i punti escono dalle linee o mostrano andamenti strani, è il momento di intervenire.
Per creare una carta di controllo occorre:
- scegliere cosa misurare, identificando una caratteristica importante e misurabile del prodotto:
- dimensioni (lunghezza, diametro, spessore)
- peso
- temperatura
- tempo di lavorazione
- numero di difetti
- definire il piano di campionamento decidendo:
- quando: ogni ora, ogni 100 pezzi, ogni lotto
- quanto: 3-5 pezzi per volta (campione)
- come: in modo casuale, non sempre gli stessi
- raccogliere i dati iniziali: per iniziare servono almeno 20-25 campioni per calcolare:
- la media del processo
- i limiti di controllo
- calcolare i limiti di controllo:
- Linea Centrale (LC): la media di tutte le misure
- Limite Superiore (LSC): LC + 3 × deviazione standard
- Limite Inferiore (LIC): LC - 3 × deviazione standard
- costruire il grafico:
- asse orizzontale: tempo o numero campione
- asse verticale: valore misurato
- tracciate le tre linee (LSC, LC, LIC)
- inserite i punti man mano che misurate
- interpretare la carta di controllo e agite di conseguenza. Il processo è sotto controllo se:
- tutti i punti sono dentro i limiti
- non ci sono andamenti strani
- un punto esce dai limiti
- 7 punti consecutivi sono sopra o sotto la linea centrale
- ci sono andamenti crescenti o decrescenti evidenti
2 - La ISO 2859 "Procedure di campionamento nell'ispezione per attributi"
Si tratta di una serie di norme internazionali che disciplina il campionamento in accettazione per attributi, cioè la valutazione binaria (conforme/non conforme) di unità prodotte. Applicata correttamente, consente di ridurre costi e tempi d’ispezione controllando al contempo il rischio di accettare lotti non conformi.
Immaginate di dover controllare la qualità di 10.000 viti che avete appena ricevuto da un vostro fornitore. Controllarle tutte una per una sarebbe impossibile: richiederebbe troppo tempo e denaro. La ISO 2859 ci dice esattamente quante viti controllare per essere ragionevolmente sicuri che l'intero lotto sia di buona qualità.
Per impostare un piano di campionamento secondo questa norma occorre avviare un processo in 6 fasi:
- definite il contesto e la parte di norma che, di conseguenza, vi occorre prendere come riferimento:
- serie continua di lotti → ISO 2859-1
- lotto isolato → ISO 2859-2
- possibilità di skip-lot (ispezione con salti di lotti) → ISO 2859-3
- audit di un livello dichiarato → ISO 2859-4
- determinate il lotto e il livello d’ispezione:
- identificate il numero totale di unità o articoli del lotto
- scegliete il livello d’ispezione: livello II nella maggior parte dei casi; livello III per requisiti molto severi; livelli speciali S-1, S-2, S-3, S-4 quando volete campioni piccoli e accettate un rischio maggiore
La dimensione del lotto, insieme al livello d’ispezione scelto, serve per determinare quanti pezzi vanno realmente controllati in base alle tabelle della norma ISO 2859:
| Livello | Descrizione e quando sceglierlo | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| Livello I | Controllo meno severo, usato se il rischio è basso o il fornitore ha una storia di performance ottime | Campione più piccolo, minore "potenza discriminante". Si usa per ridurre i costi quando la qualità è molto affidabile |
| Livello II | Di default per la maggior parte delle ispezioni | Equilibrio tra costi e accuratezza; tipico per controlli di routine. E' il più diffuso e raccomandato per le ispezioni ordinarie |
| Livello III | Controllo rafforzato, per prodotti critici o fornitori a rischio | Campione più ampio, maggiore possibilità di cogliere eventuali difetti. Si sceglie quando si richiede la massima attenzione al dettaglio (ad esempio, dopo non conformità gravi o per prodotti ad alta criticità) |
I livelli speciali sono, invece, pensati per le situazioni dove il campione deve essere molto ridotto come, ad esempio:
- nel caso di test distruttivi o che richiedono molto tempo
- per ispezioni rapide su caratteristiche secondarie
- per situazioni dove si può tollerare un rischio di non rilevare qualche difetto
La scala va da S-1 (campione più piccolo e a rischio più alto) a S-4 (campione speciale più ampio e con rischio ridotto)
| Livello Speciale | Descrizione |
|---|---|
| S-1 | Campione più piccolo, massimo rischio |
| S-2 | Campione piccolo, rischio moderato |
| S-3 | Campione medio, rischio più basso |
| S-4 | Campione tra speciale e livello I |
- definite il livello di qualità accettabile (AQL): l'AQL è la percentuale massima di pezzi difettosi che si è disposti ad accettare. Per esempio: AQL 1% = si accettano al massimo 1 pezzo difettoso ogni 100.
- usando la tabella della ISO 2859, si incrociano la dimensione del lotto e il livello di ispezione scelto e, in questo modo, si trova una lettera (come "J" o "K") che dice quanti pezzi controllare
- si ottiene la taglia campionaria e i numeri di accettazione/rifiuto
- si passa da normale → a rafforzata quando peggiora la qualità