I consigli per il Responsabile Qualità

L'uso degli strumenti e delle metodologie

 

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  • consiglio n° 83
    Riflettiamo insieme sui dati relativi alle non conformità riscontrate dal responsabile qualità e alle cause che le hanno scatenate.
    Come tenere traccia di queste cause?
    La pratica migliore sarebbe quella di rappresentarle su un diagramma (ad esempio un diagramma a barre) per tenere monitorato il trend delle cause che provocano non conformità e sapere, così, esattamente dove intervenire con azioni "ad hoc".
  • consiglio n° 80
    come sapete la nuova ISO 9004 è indirizzata verso un'idea di sostenibilità che, col tempo, potrebbe diventare una delle idee alla base dei requisiti futuri anche dell'ISO 9001.
    Già adesso, in ogni caso, la sostenibilità dovrebbe entrare a pieno diritto nelle nostre organizzazioni per iniziare a ragionare anche sul futuro oltre che sul presente.
    L'impatto sull'ambiente e sulla comunità, l'etica, la responsabilità sociale, la capacità di innovare pensando a domani stanno diventando ogni giorno di più argomenti che attirano l'attenzione dei clienti.
    Iniziate a raccogliere informazioni sui vostri punti forti in un'ottica di sostenibilità (estendete la vostra analisi anche ai fornitori) e sviluppate i settori dove vi sentite carenti. Il testo della ISO 9004 può darvi una mano in questo importante lavoro.
    Anche questo significa lavorare in Qualità: soddisfare i bisogni dei nostri clienti, sia quelli esplicitati, sia quelli non espressi a parole.
  • consiglio n° 55
    Per migliorare occorrono sempre nuovi spunti, nuove angolazioni dalle quali poter analizzare la realtà.
    Un modo estremamente valido per provare ad aprire la propria mente è quello di uscire dal mondo che si frequenta di solito, sia professionalmente sia nella vita privata.
    Partecipare a qualcosa di creativo, guardare un nuovo genere di film, leggere un libro che non appartiene agli scaffali della nostra libreria, parlare con una persona con la quale non ci si sofferma mai a scambiare opinioni, sono tutti modi per introdurre nel nostro cervello nuovi stimoli e per diventare più recettivi nel trovare idee e soluzioni per migliorarci di continuo.
    Proviamo a metterci in gioco?
  • consiglio n° 54
    Abbiamo parlato tante volte di Kaizen, la famosa filosofia del miglioramento continuo giapponese.<br />
  • Da questa settimana inizieremo a vedere insieme qualche consiglio utile per avviare nelle nostre organizzazioni questa metodologia così semplice ma così importante per i risultati che si possono raggiungere tramite la sua applicazione.

    Il principio basilare del Kaizen è che va utilizzato in maniera continua e costante, senza dimenticare, però, di impostare i piccoli miglioramenti quotidiani sulla base di una vision di lungo termine.

    E' importante anche che nell'azienda ci sia una forte propensione al cambiamento e la volontà di cambiare. Entrambi questi fattori scaturiscono da un clima di collaborazione e di fiducia.

    La cosa più innovativa e interessante della metodologia Kaizen è che non servono grandi miglioramenti improvvisi ma idee, piccoli spunti per cambiare anche le cose che, all'apparenza possono sembrare poco importanti.

    L'unione di tanti piccoli passi fa il grande viaggio ed è proprio questa la filosofia giapponese che ha portato le aziende nipponiche ad essere un costante punto di riferimento per la Qualità.

  • Consiglio n° 10:
    Trucchi per utilizzare al meglio il diagramma di Ishikawa o diagramma causa effetto:
    1) cerca di ottenere input dalla maggior parte delle persone coinvolte nel processo in esame. Così facendo, non solo otterrai un diagramma causa-effetto più dettagliato e centrato ma permetterai a tutti i partecipanti di mettere in comune le conoscenze acquisite nel tempo
    2) realizza un diagramma di Ishikawa per ogni caratteristica CTQ (Critical-To-Quality = Critica per la Qualità) che stai prendendo in considerazione. Cercare di includere tutte le CTQ in un unico diagramma potrebbe risultare molto complicato e non portare vantaggi significativi
    3) evita di rimanere sul generico: esprimi ogni singola causa nel modo più concreto possibile
  • consiglio n° 45
    Imparate a dare evidenza del problema.
    Se provate a leggere un libro sul Problem solving, il primo consiglio che vi darà per imparare a risolvere i problemi è quello di dedicarvi a definirli.
    Questa fase, tutt'altro che banale, è la chiave di tutto il processo. E' molto facile, infatti, descrivere il problema in termini di obiettivo desiderato o di mancanza di apposite contromisure.
    Tutto questo, però, è assolutamente contrario al principio che occorre capire fino in fondo il problema prima di dedicarsi ad investigarne le cause.
    Proviamo, dunque, a farci questa semplice domanda: "Qual è l'evidenza del problema?"
    La parola "evidenza" rende bene il concetto che, in questa fase, occorre descrivere ciò che accade, senza fare alcun tipo di analisi. Come si manifesta, dunque, il problema?
    In molti casi, un "grande problema" si manifesta tramite molte piccole evidenze.
    Imparate a riconoscerle, avrete fatto già buona parte del vostro lavoro di problem solver!

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

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Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
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"Organizzazione per processi e pensiero snello - Le PMI alla conquista del mercato" - Da una collaborazione nata sulle nostre pagine, un libro per far uscire le PMI dalla crisi.
L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

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In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

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