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PROPRIETA' INTELLETTUALE
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Autore Messaggio
DARIO 67
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MessaggioInviato: Ven Gen 27, 2017 4:56 pm    Oggetto: PROPRIETA' INTELLETTUALE Rispondi citando

Gentilissimi, vorrei confrontarmi con Voi sulla questione della "proprietà intellettuale degli elaborati".
Parto, ovviamente dalla considerazione che tutto quanto sto eleboraborando è stato fatto "ad hoc" per l'Azienda di cui mi sto occupando al momento (laboratorio). Si tratta di: manuale, procedure, modulistica e quant'altro.
Tutto ciò l'ho messo a disposizione su di una cartella del pc condiviso del laboratorio. L'azienda mi richiede i file (me li chieda anche in .docx , ma io ne metto a disposizione un formato .pdf).
Fermo restando che gli elaborati NON SONO il Sistema di Gestione, essi ne costituiscono, comunque, il punto di partenza.
Mettere una dicitura nel piè di pagina di ogni documento in cui si scrive più o meno <<il>> finisce per essere una specie di "autogol" per il Consulente, che, se vuole utilizzare in futuro la modulistica che ha creato per l'Azienda XY come punto di partenza per sviluppare quella per una YZ simile, "a rigore" non può farlo (sembra incredibile ma ad un collega è successo!!) Ha usato la modulistica da lui creata per un'azienda per un nuovo cliente. Caso ha voluto (la seconda azienda era in contatti commerciali con la prima) che il titolare della prima azienda ha visto la documentazione della seconda (molto simile alla sua) ed ha creato problemi al suo consulente appellandosi a quanto scritto in calce alla documentazione ".."...il documento è proprietà dell'azienda " quindi era "roba sua".
Adesso io non so se c'erano dei motivi di attrito fra il Consulente ed il Committente ... nè so precisamente come è andata ha finire la cosa, però questa cosa mi fa riflettere...
Adesso se non si può neanche "rielaborare" quanto abbiamo già sviluppato è la fine. Ogni lavoro costituisce un punto di partenza per i successivi, anche perchè, cme ho già detto, tutta la modulistica (sebbene copiosa, come richiede ad es. la 17025) costituisce il punto di partenza.... se dobbiamo sempre ripartire da zero...! (A meno che non ci sia un'espressa richiesta del Cliente, che formalizza nel contratto che la modulistica eleborata per lui non deve essee riproducibile... e quindi "Paga un extra" per questa escluva).
Per non incorrere nei problemi del collega io pensavo di scrivere, nel piè di pagia di tutti gli elaborati, qualcosa del tipo: "...La proprietà intellettuale del presente documento è del Dott. XYZ che lo ha progettato e realizzato per la ditta "Tal dei Tali" Il presente documento è di proprietà della Ditta, ma né è vietata ogni modifica o alterazione senza il consenso dell’autore (Art. 143 c.p. e Legge 23 luglio 2009, n.99).
Cosa ne pensate.... vaneggio?
Grazie, come sempre, a tutti.
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The only place success comes before work is in the dictionary (Vince Lombardi)


L'ultima modifica di DARIO 67 il Ven Gen 27, 2017 5:09 pm, modificato 1 volta
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MZorzy
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MessaggioInviato: Ven Gen 27, 2017 5:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

se hai un cliente che puo farti problemi, dipende dagli accordi econimici, dagli solo pdf in immagine Twisted Evil per ogni piccolezza o sistema tu o tu.
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piegato tecnico,
niubbo sul sistema di gestione ma volonteroso di migliorare.
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Guerra
Forumista classe "oro"


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Messaggi: 5685

MessaggioInviato: Ven Gen 27, 2017 5:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Se tu hai creato procedure sulla base di processi dell'azienda, descrivendo quindi processi propri della stessa, credo che non sia molto corretto.
Se tu scrivi un modulo di fax per una azienda, questo non può ritenersi "proprietà intellettuale".
Credo dipenda dal contenuto più che dal file.
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"Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono a volte"
Per qualche dollaro in più
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DARIO 67
Apprendista forumista


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Messaggi: 42

MessaggioInviato: Ven Gen 27, 2017 5:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

QUALCHE ERRORE NEL TESTO.... RIMEDIO SUBITO:
Gentilissimi, vorrei confrontarmi con Voi sulla questione della "proprietà intellettuale degli elaborati".
Parto, ovviamente dalla considerazione che tutto quanto sto eleboraborando è stato fatto "ad hoc" per l'Azienda di cui mi sto occupando al momento (laboratorio). Si tratta di: manuale, procedure, modulistica e quant'altro.
Tutto ciò l'ho messo a disposizione su di una cartella del pc condiviso del laboratorio. L'azienda mi richiede i file (me li chieda anche in .docx , ma io ne metto a disposizione un formato .pdf).
Fermo restando che gli elaborati NON SONO il Sistema di Gestione, essi ne costituiscono, comunque, il punto di partenza.
Mettere una dicitura nel piè di pagina di ogni documento in cui si scrive più o meno <<il>> finisce per essere una specie di "autogol" per il Consulente, che, se vuole utilizzare in futuro la modulistica che ha creato per l'Azienda XY come punto di partenza per sviluppare quella per una YZ simile, "a rigore" non può farlo (sembra incredibile ma ad un collega è successo!!) Ha usato la modulistica da lui creata per un'azienda per un nuovo cliente. Caso ha voluto (la seconda azienda era in contatti commerciali con la prima) che il titolare della prima azienda ha visto la documentazione della seconda (molto simile alla sua) ed ha creato problemi al suo consulente appellandosi a quanto scritto in calce alla documentazione ".."...il documento è proprietà dell'azienda " quindi era "roba sua".
Adesso io non so se c'erano dei motivi di attrito fra il Consulente ed il Committente ... nè so precisamente come è andata ha finire la cosa, però questa cosa mi fa riflettere...
Adesso se non si può neanche "rielaborare" quanto abbiamo già sviluppato è la fine. Ogni lavoro costituisce un punto di partenza per i successivi, anche perchè, cme ho già detto, tutta la modulistica (sebbene copiosa, come richiede ad es. la 17025) costituisce il punto di partenza.... se dobbiamo sempre ripartire da zero...! (A meno che non ci sia un'espressa richiesta del Cliente, che formalizza nel contratto che la modulistica eleborata per lui non deve essee riproducibile... e quindi "Paga un extra" per questa escluva).
Per non incorrere nei problemi del collega io pensavo di scrivere, nel piè di pagia di tutti gli elaborati, qualcosa del tipo: "...La proprietà intellettuale del presente documento è del Dott. XYZ che lo ha progettato e realizzato per la ditta "Tal dei Tali" Il presente documento è di proprietà della Ditta, ma né è vietata ogni modifica o alterazione senza il consenso dell’autore (Art. 143 c.p. e Legge 23 luglio 2009, n.99).
Cosa ne pensate.... vaneggio?
Grazie, come sempre, a tutti.
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dario
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MessaggioInviato: Ven Gen 27, 2017 8:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dario, omonimo, ciao. Tutto il tuo discorso va corretto.
La proprietà intellettuale è chairamente definita ed è dell'autore dell'opera (disegno, testo, immagine, canzone, ...).
Stop.
Ciò di cui parli è il diritto di sfruttamento della proprietà intellettuale, che è e rimarrà per 70 anni, tua.
Il diritto di sfruttamento lo concedi, contro pagamento della tua parcella, al cliente, che può utilizzare, perché glielo hai concesso a pagamento, il tuo modulo o il tuo processo o il filmatino sull'assemblaggio della compnente, o il file audio se hai registrato qualcosa, ecc.
Potrai fare causa e vincere se il cliente a sua volta rivende come "suo" il modello che tu gli hai concesso di utilizzarea pagamento.
Ma non conviene fare causa a chiunque "ruba" un modulo. In fondo il nostro lavoro non è da geni, dai. Io vado fiero quando vedo che un modulo, un processo, una procedura che ho creato viene utilizzata dappertutto, perché, primo, mi da visibilità, secondo, mi conferma che ho fatto un buon lavoro :-)
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DARIO 67
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MessaggioInviato: Sab Gen 28, 2017 5:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

GRAZIE DARIO,
non riuscivo a ripescare il messaggio. Mi hai chiarito, comunque un dubbio. A questo punto non c'è bisogno di alcuna dicitura in calce al documento, se non magari "redatto dal Dott. Tal dei Tali per l'azienda Pippo e Company".
Ovviamente concordo con te sul fatto che l'ideazione e la realizzazione di qualche modulo o qualche procedura non è certo un lavoro "da geni".
Volevo mettere a fuoco un aspetto e ti ringrazio per il contributo... a "buon rendere".
Saluti - DARIO
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2p71828
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MessaggioInviato: Lun Gen 30, 2017 6:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

il caso citato andrebbe chiarito

Se un consulente mi vende una consulenza a caro prezzo perchè deve generare dei moduli a me solo dedicati e lo scrive nel contratto, ma poi li utilizza anche per altri clienti, a quel punto è in torto.
Diverso se invece nel contratto avesse dichiarato che avrebbe adattato/utilizzato dei moduli di sua proprietà.

per i pdf avrei forti dubbi.
Se qualcuno mi dicesse che il consulente gli fornisce solo pdf, lo consiglierei di cambiarlo subito.
Un consulente deve far crescere un'azienda non fotografarla.
le modifiche sono all'ordine del giorno e un consulente non può essere sempre in azienda
Inoltre sarei portato a pensare che se il consulente fornisce solo pdf, egli voglia vincolarmi a lui ma non sia sicuro di essere in grado di avere qualcosa da offrimi in futuro (annullamento del gap conoscitivo)
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dario
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MessaggioInviato: Lun Gen 30, 2017 8:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

e
E
E è implicito che io non vendo il modulo del quale hai pagato i diritti di sfruttamento e potrai utilizzare a piacimento.
Ma la legge dice che la proprietà intellettuale è mia (io sono l'autore).
Lo rivnderò ad un altro, se trovo chi vuole acquistare i diritti di sfruttamento del "suo" modulo, ma chiaramente mica con il tuo stesso logo e grafica.
Scusa, aparte il fatto che tu forse parli di moduli stracomplicati (quelli semplici li trovi nel web senza chiedere a un consulente...
O mi sbaglio?
Ciao carissimo.
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2p71828
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MessaggioInviato: Mar Gen 31, 2017 11:27 am    Oggetto: Rispondi citando

Per Dario (il Grande)

quello che avevo in mente come esempio era uno stilista che vende il modello/disegni di una vettura ad un costruttore e subito dopo al suo concorrente
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dario
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MessaggioInviato: Mer Feb 01, 2017 9:15 am    Oggetto: Rispondi citando

2p71828 ha scritto:
Per Dario (il Grande)

quello che avevo in mente come esempio era uno stilista che vende il modello/disegni di una vettura ad un costruttore e subito dopo al suo concorrente


In questo caso, come in quello in cui faccio consulenza ad un laboratorio di analisi che sta sviluppando un nuovo metodo analitico o nel caso del supporto a una società che sviluppa codice e io ne ho una parte "top secret" e in altri mille casi, regoliamo a livello contrattuale, oltre la legge, le specificità.

Io (scusa se ho interpretato banalmente) mi riferivo alle centinaia di noi "consulenti da combattimento" che pensano di avere la proprietà intellettuale sul copy&paste di procedure, istruzioni organizzative (quelle specifiche sono altra cosa e rientrano nel tuo discorso) e modulini di registrazione (quelli di carta come si faceva nella preistoria della qualità).
C'è già tutto sul web.

Ciao mitico matematico. Eri e "e" rimani geniale.
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Paoloruffatti
Yoda


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MessaggioInviato: Gio Feb 02, 2017 7:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Ragazzi, questo thread sulla proprietà intellettuale mi piace!
Come mi regolo io?
Semplice: io in passato ho inventato moduli , procedure e manuali che ritrovo "re-inventati" da molti pinco pallini che giurano sulla verginità della loro madre che quella è farina del loro sacco (NDR: in un caso ho ritrovato i miei stessi errori ortografici!!).
Non molto diversamente si comportano tanti Imprenditori: quando ho iniziato ormai 30 anni fa a fare il consulente , un vecchio mio maestro mi ha detto: testuali parole "noi consulenti dobbiamo morire sulla paternità delle nostre idee, anzi vedrai che tanti imprenditori prendono la tua idea e la vendono immediatamente come loro idea: in Questo modo siamo sicuri che la loro idea coincide con la nostra: siamo cioè riusciti a far comprendere all'imprenditore di turno che noi abbiamo buone idee (da vendergli)".

Ricordo a questo proposito un grandissimo imprenditore (il cui capo gruppo si era subito suicidato quando iniziò tangentopoli) che ci diede un suo piano industriale e ci disse in tono di condiscendenza: "dateci un'occhiata e ditemi se potevamo fare di meglio....!. Io, rimasi basito (ero il capo progetto ), ma ben presto, leggendolo, capii dove era il buco.
Mi guadagnai così i galloni sul campo perchè riuscii a fare di meglio nella logistica verso Milano (risparmio di allora= un miliardo di lire!)....va da sè che quel piano industriale divenne, con la firma rinnovata, il piano operativo aziendale, io o la società di consulenza per la quale lavoravo non venimmo nemmeno citati ...ma ci confermarono una nuova sezione del lavoro!
Ciao
Paolo
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Ing. Paolo Ruffatti
Consulente di Organizzazione Aziendale... ora in pensione
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dario
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MessaggioInviato: Gio Feb 02, 2017 7:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Paoloruffatti ha scritto:
Ciao Ragazzi, questo thread sulla proprietà intellettuale mi piace!
Come mi regolo io?
Semplice: io in passato ho inventato moduli , procedure e manuali che ritrovo "re-inventati" da molti pinco pallini che giurano sulla verginità della loro madre che quella è farina del loro sacco (NDR: in un caso ho ritrovato i miei stessi errori ortografici!!).
Non molto diversamente si comportano tanti Imprenditori: quando ho iniziato ormai 30 anni fa a fare il consulente , un vecchio mio maestro mi ha detto: testuali parole "noi consulenti dobbiamo morire sulla paternità delle nostre idee, anzi vedrai che tanti imprenditori prendono la tua idea e la vendono immediatamente come loro idea: in Questo modo siamo sicuri che la loro idea coincide con la nostra: siamo cioè riusciti a far comprendere all'imprenditore di turno che noi abbiamo buone idee (da vendergli)".

Ricordo a questo proposito un grandissimo imprenditore (il cui capo gruppo si era subito suicidato quando iniziò tangentopoli) che ci diede un suo piano industriale e ci disse in tono di condiscendenza: "dateci un'occhiata e ditemi se potevamo fare di meglio....!. Io, rimasi basito (ero il capo progetto ), ma ben presto, leggendolo, capii dove era il buco.
Mi guadagnai così i galloni sul campo perchè riuscii a fare di meglio nella logistica verso Milano (risparmio di allora= un miliardo di lire!)....va da sè che quel piano industriale divenne, con la firma rinnovata, il piano operativo aziendale, io o la società di consulenza per la quale lavoravo non venimmo nemmeno citati ...ma ci confermarono una nuova sezione del lavoro!
Ciao
Paolo


Ottimo, caro Paolo! In effetti nella gestione della PI ci sono due vie principali:
1) Depositare l'idea (brevetto, marchio, logo, pezzo musicale, foto) a costi elevati e tempi lunghetti.
2) pubblicare, pubblicare, pubblicare, così che in ogni momento a costo quasi zero si è in grado di dimostrare che sono l'autore della pubblicazione. Tutto il seguto delle azioni copy&paste è plagio... e volendolo, perseguibile.

Io di regola sono strafelice quando mi copiano, perché ho la dimostrazione che quanto ho sviluppato è servito e se è copiato, c'è almeno un pir..stola che copiando riconosce econferma che il mio lavoro è buono Wink
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MessaggioInviato: Gio Feb 02, 2017 7:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

....certo che il riconoscimento di un pir...stola non è proprio il massimo!......[he, he!]
ciao, Dario
grazie per la tua attenzione
Paolo
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MessaggioInviato: Ven Feb 03, 2017 10:41 am    Oggetto: Rispondi citando

dario ha scritto:
Io di regola sono strafelice quando mi copiano, perché ho la dimostrazione che quanto ho sviluppato è servito e se è copiato, c'è almeno un pir..stola che copiando riconosce econferma che il mio lavoro è buono Wink


Citazione:
"L'imitazione è la più sincera delle adulazioni" Wink


Imitazione, però, non copia-incolla. Rolling Eyes
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MessaggioInviato: Ven Feb 03, 2017 11:25 am    Oggetto: Rispondi citando

QualitiAmo - Stefania ha scritto:

Imitazione, però, non copia-incolla. Rolling Eyes


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