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L'articolo sulla Politica per la Qualità

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> La nuova ISO 9001:2015 e versioni precedenti
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Autore Messaggio
Paoloruffatti
Yoda


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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2016 1:42 pm    Oggetto: L'articolo sulla Politica per la Qualità Rispondi citando

Ho visto l’articolo sulla politica per la Qualità, firmato da Marco Pennacchi e ho notato 2 cose .
1) che lui avalla in pieno la ragione per cui la 2015 (forse lui non si è posto nemmeno il problema, magari leggendo solo la norma scritta in Italiano che NON è una delle TRE lingue ufficiali della ISO) è da ritenersi nulla per il grossolano erorre di traduzione di relevant con rilevante (nell’ultima parte dell’articolo) [continuo a chiamarlo “grossolano “ errore anche se ho telefonicamente appurato con il coordinatore UNI, che ha seguito i lavori per l’uscita dei quaderni “Conforma”, che si tratta di una traduzione “giusta” per “qualcuno” che vuole introdurre una gerarchia tra le “interested parties” (dice infatti l’ing Cibien, il mio interlocutore che, forse per dare un contentino a lui per il resto della norma (dal cap 7 in poi, si usa un termine più soft e che può essere inteso come “giusto” per entrambe le dizioni e cioè il “realativo al SGQ” si traduce, nel resto della norma, con con “pertinente” ai requisiti del SGQ

2) ……vedo poi che Marco Pennacchi, si chiede quali possano essere i metodi di diffusione tra tutti, della politica per la qualità.

Io ho avuto per accettato ormai da tre revisioni della 2008 verso la 2015 da ispettori appartenenti a tre enti diversi che, secondo me, dato che deve essere dimenticato il manuale in 8 capitoli, e che ci deve essere più coerenza tra politica, riesame con obiettivi pianificati, in modo da poterli raggiungere con una adeguata attenzione da parte di tutti, cosa ci può essere di meglio del Riesame per fare una dichiarazione di impegni/i] (assieme alla messa a disposizione di risorse adeguate) ?

…la vedo dura per i ragazzi che ci hanno scritto di modificare solamente il manuale per le parti “nuove”, per tenere fissi, invece, i requisiti che non cambiano.

Io ho messo assieme i tre documenti da produrre e modificare di conseguenza in un evento che si cambia ogni anno (e cioè durante le riunioni di Riesame della Direzione) in cui si deve definire una serie di obiettivi (da verbalizzare), dove si fissa il ruolo ed il lavoro di tutti coloro che vi partecipano e si esaminano tutti i cambiamenti che si sono prodotti nel mondo che possono avere effetto sui nostri prodotti e qundi sulla nostra azienda, nata per farli etc.

Ho creato quindi:
1) Una “Dichiarazione” che sostituisce il manuale, nella quale si trattano diffusamente i punti 4.1 e 4.2 della nuova norma (per inquadrare l’azienda sin dal suo nascere e la storia del suo divenire, come richiede la nuova norma); poi nella quale viene citato soprattutto tutto quello che è successo secondo quanto contenuto nel nuovo Cap 5 per far capire che l’Imprenditore vuole davvero comportarsi da Manager (il vecchio manuale nemmeno sfiorava l'argomento), ed il cap 6 per trattare due elementi essenziali: il rischio imprenditoriale (come viene affrontato nelle varie FASI del processo di attraversamento aziendale, se necessario, con le risorse relative) e soprattutto come si deve pianificare e programmare tutto.
Inoltre si devono toccare tutti gli altri punti norma (ricordo che la norma stessa dice di non nominarli secondo l’ordine dato dalla norma stessa!, ……quello che si faceva, del resto con il manuale del 2008, per spiegare come e con che cosa l’azienda rispetta tutti i requisiti del prodotto da fornire e la gestione delle attività (principali e di supporto: nuova dizione inesistente nel 2008) per farle.

E interessante far notare anche al certificatore [scrivendo per bene tutto], infatti, che sono cambiate radicalmente quasi tutte le regole del gioco (non solo quelle già sopra citate], ma soprattutto si deve iniziare con la suddivisione che prima non esisteva delle attività principali (quelle che producono reddito, per intenderci) e quelle di supporto (che non producono reddito, ma solo costi necessari per il funzionamento dell’azienda ed assicurare la qualità del prodotto).
Altro punto da sottolineare (per effetto di quanto sopra) è l’abolizione totale della prima procedura che la versione del 2008 voleva fermamente, cioè quella relativa a TUTTA la documentazione che girava in azienda (chiamata da molti PGQ4.2) senza dargli una importanza secondo la gerarchia di cui sopra. Tra l’altro si scopre, facendo la mappatura dei processi (da riportare nella prima parte della Dichiarazione, prima del nuovo organigramma) ciò che dice il nuovo ed importante cap 7.5 -documented information-, che richiede la presenza di informazioni documentate [per la prima volta] per ogni fase del processo (secondo la complessità del lavoro e le dimensioni dell’azienda stessa). Ma chiaramente in INGRESSO delle sue FASI salienti ed, ovviamente, rimangono le vecchie “registrazioni” (ora chiamate indistintamente in ingresso ed in uscita “documented information”)-informazione documentata!

Ciò per significare che come erano presenti ed importanti le registrazioni in uscita, SERVONO anche le istruzioni di lavoro (IO) in ingresso di ogni fase del processo [novità assoluta], per dare le dovute informazioni in ingresso per tutti, specie per chi si avvicina per la prima volta alle attività di realizzazione del prodotto/servizio da rendere al Cliente.

2) Riesame della Direzione: il documento che riassume tutto ciò che è successo in azienda nell’ultimo periodo (anno, semestre o trimestre a seconda di ciò che richiede la Direzione) e gli impatti di tutto su tutta l’azienda, o sua parte; compresi i risultati degli audit condotti per capire come sta rispondendo l’azienda alle sollecitazioni interne ed esterne, specie in fatto di organizzazione, per rispettare i requisiti della norma.
E’ interessante vedere, come sono nati e vissuti dentro all’azienda questi fenomeni succedutisi nel periodo, appunto: è questo il risultato del Riesame della Direzione (documento che già esiste e deve essere solo rivisto in piccolissima parte), da verbalizzare opportunamente.
Da questo documento si traggono gli Indicatori che servono per leggere e documentare la misura che ognuno di essi dà per capire le dimensioni degli avvenimenti che si sono succeduti e proporre nuovi obiettivi di miglioramento MISURABILI per capire l’efficacia delle azioni pensate per migliorarli in futuro.

3) La politica che la Direzione decide di adottare per seguire le vecchie misure prese durante l’anno ed adottarne di nuove (se necessarie) per:
a)migliorare il SGQ
b) migliorare la soddisfazione del Cliente nella realizzazione completa e precisa dei requisiti che lui ha più o meno chiaramente espresso in fase di ordine e, se possibile, precorrere tutte le sue aspettative non note ( un autore ha chiamato il cliente “un mostro ”vorace di novità nel prodotto” , ma “timido” nell’esprimere le proprie esigenze/aspettative, sia sulle performances del prodotto /servizio erogato, sia dei modi di comportamento e relazione nei suoi riguardi per mantenere una situazione di cordialità e serietà di rapporto. [una lettura e misura di tutti i fenomeni interni ed esterni che influiscono direttamente sulla soddisfazione del Cliente, deve essere alla base delle azioni che si compiono operativamente: di qui discende la Indissolubilità tra politica [che fissa obiettivi STRATEGICI] ed obiettivi operativi decisi nel Riesame della Direzione.
La politica [i]aziendale
di comportamento dovrà cambiare quindi di periodo in periodo (ad es: di anno in anno) a seconda degli accadimenti registrati sul mercato in cui operiamo.
Va da sé che la politica dà di solito INDIRIZZI strategici; nel Riesame invece, in perfetta coerenza con questi indirizzi, devono essere previsti degli obiettivi di natura operativa, ma sempre in perfetta coerenza [ciò che (forse) è sempre mancato negli anni passati].

I modi operativi per diffondere questa politica sono banali (a partire dalla diffusione verbale, fatta durante riesame, fino alla bacheca, dove però il foglio che contiene questi obiettivi strategici non deve ingiallire e diventare di annata come un buon vino!, ma le persone che la leggono, secondo il paragrafo nuovo 7.1.6 [da leggere attentamente] deve sapere dove sta andando l'azienda )
…... ciò deve essere assicurato anche solo per l’esistenza del nuovo capitolo 5-Leadership & committment-……. Che richiede al Manager di fare il suo mestiere…. E non leggere la posta quotidiana e portare a lavare la Cayenne!
Un Grazie, comunque, a Marco per la lucidità e semplicità [che spesso a me manca!] con cui ha trattato lo spinoso argomento e auguri di buon lavoro
Paolo Ruffatti
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Ing. Paolo Ruffatti
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2016 3:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Come sempre io leggo, ci rifletto e provo a migliorare quello che ho a disposizione inventando nuovi modi di applicare la qualità.
Leggendo il tuo bellissimo intervento mi sono focalizzato sulla dichiarazione sostitutiva del manuale e ho provato a integrarla nello schema documentale che avevo in mente di utilizzare.
Volevo infatti eliminare il mq e partire al livello più alto della piramide dei documenti con le procedure di processo o di attraversamento: le procedure che contengono le attività che portano reddito.
Un livello più in basso ci sono le attività di supporto, che potrei continuare a descrivere con procedure gestionali.
In tutto questo si innesta la mia nuova idea: un terzo livello di procedure (che poi in realtà sarebbe il primo livello) che chiamerei procedure di (company) governance.
Tra le procedure di governance potrei a questo punto mettere:
- Azienda e suo contesto
- Organizzazione (gestione del personale e organigrammi)
- Leadership
- Riesame della Direzione

In questo modo la mia struttura sarebbe:
- Procedure di Governance
- Procedure di Processo
- Procedure Gestionali
- Procedure Operative

Che ne pensate?
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QualitiAmo - Stefania
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2016 4:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'articolo al quale si riferisce Paolo è questo.
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ISO 9001:2015 - SI AGGIUNGE ALLA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO IL NUOVO TESTO CHE SVELA I SEGRETI DELLA FUTURA NORMA



IL PRIMO LIBRO NATO SULLE PAGINE DI QUALITIAMO



HAI DATO UN'OCCHIATA AL REGOLAMENTO DEL FORUM PRIMA DI SCRIVERE IL TUO MESSAGGIO?
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Paoloruffatti
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2016 5:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Direi che ci sono due livelli di troppo!
Quelle di governance, Che la dichiarazione sostituisce egregiamente assieme al Riesame e Politica messi sullo stesso pezzo di carta e quelle gestionali,che mi pare siano un doppione di quelle operative. Per queste ultime basta che sia chiaro che sono delle I.O. che che sono in INGRESSO a qualche fase dell'attraversamento di tutta l'azienda da parte dell'ordine. Queste che tu giudichi importanti [e molte! forse]sono quelle che ti sono risultate facendo la mappatura dei processi(sbaglio?)
A me che ho fatto tre passaggi alla 2015 sono risultate solo tre nel caso più complesso, dato che ho fatto 1) un'azienda che progetta e costruisce schede elettroniche partendo da una pre progettazione acquistata [e con validazione del processo mediante una prova a fatica da parte di un ente NOTIFICATO secondo istruzioni precise di legge [Sono schede per macchinette "mangiasoldi" per le slot machine)], 2) una seconda che fa carreelli meccanici, elettrici ed elettronici per il sollevamento e trasporto di merce: costoro avevano solo un processo per i tre tipi di macchine sopra citate (!), ciò lo abbiamo deciso assieme, dato che gli operai stessi ci dicevano che fare un carrello ad azionamento con Diesel o con motori elettronici per loro era la stessa cosa, dato che dentro al carrello ci va un motore con caratteristiche diverse ma sempre con potenza trasmessa alle ruote) e con più o meno lo stesso numero di attività.

Ma avevano anche una attività di formazione (secondo i criteri stabiliti dalla legge) del personale del cliente per essere abilitati a condurre tali macchine (processo a parte) ed un altro flow chart per il terzo processo di assistenza post vendita (e gestita mediante un SW appositamente progettato da un fornitore per questa azienda!

Il terzo era facilissimo: uno studio professionale che da sempre aveva le I.O. in ingresso per la progettazione (altro che 2015!) Come attività seconda avevano la Direzione lavori (diversissima dalla progettazione).

Come vedi per le tre aziende in questione ho dovuto fare pochissime mappature per ciascuno [tre al max.]. Nota bene che le mappature, l'organigramma (con relativo Mansionario) e l'elenco delle "nuove" IO sono tutte paginette della "dichiarazione" che prima sarebbero state dentro al manuale!

Un altra considerazione!: tra le tue procedure di Governance mancano appunto le descrizioni di come si comporta la tua azienda in presenza di tutto il resto di punti norma ( dal 7 al 10 ...e ce n'è da dire e da fare!![qui sarebbe come rifare il manuale comprendendo in più, o sbrodolandone i contenuti, tutte quelle vecchie procedure come quella sugi strumenti di misura o sui fornitori; poi, peggio, quelle sui punti 9 e 10 (rilevazioni della soddisfazione e azioni di miglioramento (strappate queste ultime al paragrafetto sulle AP della vecchia PGQ 8.3, che gli etensori si sono trovati in mano e non sapevano più dove mettere!

Io me la sono cavata con tre documenti interlacciati (nota bene l'eleganza della manovra con cui ho preso la politica per la Qualità, l'ho levata da allegato al vecchio manuale e l'ho fatta diventare un input essenziale del Riesame per fare da substrato,su cui appoggia la scelta di obiettivi operativi che così diventano coerenti con quelli strategici della politica, in modo preciso come i tre che ti ho appena detto; tu ti trovi con 5 famiglie di documenti dal contenuto incerto e col rischio doppioni: forse devi rivedere qualcosa! [vedi ad esempio che hai messo in procedura la Leadership, mentre è una decisione strategica e va messa nella dichiarazione".
Il riesame della Direzione è la macchina da cucire che cuce assieme, politica, obiettivi strategici e operativi ed è un campo da calcio in cui si mette dentro di tutto a riprova del fatto che se ne è parlato (ed esistono tutte le documnted information che lo provano : qui dentro (se sei furbo) ci metti di tutto anche le cose difficili da piazzare da qualche altra parte, semplicemente perchè il Proprietario o leader ha preso una decisione su tutto il SGQ che deve essere il suo "tool" più importante per esercitare questa tanto benedetta leadership e committment! in prima persona, e non tanto per togliere un uomo (come farebbe pensare la nuova norma), ma usare il RGQ come operrativo che fa le cose che il Capo decide (magari consigliato dall'esperto RGQ)!.
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Ing. Paolo Ruffatti
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2016 5:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Paoloruffatti ha scritto:
Direi che ci sono due livelli di troppo!
Quelle di governance, Che la dichiarazione sostituisce egregiamente assieme al Riesame e Politica messi sullo stesso pezzo di carta e quelle gestionali, che mi pare siano un doppione di quelle operative. Per queste ultime basta che sia chiaro che sono delle I.O. che che sono in INGRESSO a qualche fase dell'attraversamento di tutta l'azienda da parte dell'ordine. Queste che tu giudichi importanti [e molte! forse]sono quelle che ti sono risultate facendo la mappatura dei processi(sbaglio?)


Beh non mi sembrano doppioni né l’una né l’altra.
Tu fai una dichiarazione che contempla in pratica i capitoli 4, 5 e 6. A me ha dato un po’ l’impressione che fosse in pratica il vecchio manuale impoverito di tutti i contenuti essenziali.
A quel punto preferisco mettere in forma di procedura tutte quelle informazioni il cui process owner è la Direzione stessa:
- Azienda e suo contesto
- Riesame della direzione
- Mansionario
- Risk thinking
- Leadeship
- Codice etico
- (e perché no) miglioramento
Ci infilo pure il 9 e il 10. In tal modo mi sembra che ogni documenti sia focalizzato sul suo contenuto e non sia un minestrone di quello che altrimenti non so come gestire.
Questo livello raggruppa le strategie della direzione per la sua azienda e nessuno mi vieta di farne una dedicata a politica e obiettivi oppure di mettere entrambi in quella del riesame.
Inoltre nemmeno le gestionali e le operative le vedo come doppioni: un conto è descrivere come qualifico i fornitori o come gestisco gli strumenti di misura, un altro è come inserisco un ordine nel gestionale aziendale o come ripongo il tal strumento nell’armadio compilando l’apposito registro.
Due livelli diversi di informazione che sicuramente non posso condensare in un’unica procedura o in un unico livello.


Paoloruffatti ha scritto:
Un altra considerazione!: tra le tue procedure di Governance mancano appunto le descrizioni di come si comporta la tua azienda in presenza di tutto il resto di punti norma ( dal 7 al 10 ...e ce n'è da dire e da fare!![qui sarebbe come rifare il manuale comprendendo in più, o sbrodolandone i contenuti, tutte quelle vecchie procedure come quella sugi strumenti di misura o sui fornitori; poi, peggio, quelle sui punti 9 e 10 (rilevazioni della soddisfazione e azioni di miglioramento (strappate queste ultime al paragrafetto sulle AP della vecchia PGQ 8.3, che gli etensori si sono trovati in mano e non sapevano più dove mettere!


Non capisco questa considerazione. Le procedure descritte sopra possono tranquillamente andare a coprire tutti i punti della norma.
Quelle di governance saranno quelle il cui P.O. è la direzione, quelle gestionali invece avranno come P.O. uno qualsiasi deli altri responsabili di funzione, qualità compresa.



Paoloruffatti ha scritto:
Io me la sono cavata con tre documenti interlacciati (nota bene l'eleganza della manovra con cui ho preso la politica per la Qualità, l'ho levata da allegato al vecchio manuale e l'ho fatta diventare un input essenziale del Riesame per fare da substrato,su cui appoggia la scelta di obiettivi operativi che così diventano coerenti con quelli strategici della politica, in modo preciso come i tre che ti ho appena detto; tu ti trovi con 5 famiglie di documenti dal contenuto incerto e col rischio doppioni: forse devi rivedere qualcosa! [vedi ad esempio che hai messo in procedura la Leadership, mentre è una decisione strategica e va messa nella dichiarazione".


Continuo a non capire perché sono obbligato a fare un documento unico chiamato “Dichiarazione” dove parlo di politica, riesame e leadership e obiettivi e non posso suddividerlo in tre procedure di governance…

Abbi pazienza ma se voglio confutare o avvalorare una tesi ho bisogno di capire e di mettere in difficoltà l'idea stessa. Smile
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2016 5:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Certamente nella voglia di essere preciso non mi sono fatto capire.

Nella "Dichiarazione" non mi sono fermato al cap 6 ...se poi chiami procedure di govrernance le cose che invece io volevo mettere TUTTE nella Dichiarazione (tutti i capitoli fino al 10 compreso), sei liberissimo di farlo,ma poi ti ritrovi con un sacco di cartaccia da fare (e da gestire come procedure!). Ecco perchè se ti fermi al cap 6 non comprendi il significato di tutto il mio sproloquio susseguente!
Se rileggi il tutto, (con fatica) capisci!.
Ciao KK
Paolo
PS: rileggendo ora ciò che ho scritto, ho capito che non ti avevo detto bene il contenuto della dichoarazione....per forza che ti ho mandato in palla| scusami cercherò di essere più preciso in altra occasione!
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2016 7:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

una sola nota:

ma chi pensa veramente che nella formazione di un interinale per due settimane estive nella formazione ci sia anche la lettura della politica aziendale o del riesame?
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2016 6:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro 2P ....nessuno, ovviamente! (se è sano di mente!) Se prendi infatti un interinale dove lo metti? ....a fare carta per la qualità? magari! ....ad un interinale gli fanno fare pacchi di fotocopie....dopo avergli insegnato bene come vanno messi i fogli sul cristallo , in modo che non mangi parte del leggibile!.... ma nessuno gli spiega il PERCHE'!
ciao 2p
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2016 8:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

ciao Paolo,
allora convieni che la politica e il riesame non necessariamente devono essere noti a tutti i livelli. Solo chi da le direttive ai vari livelli deve esserne in qualche modo a conoscenza, e più ci si allontana dalla vetta più devono essere tradotti in termini concreti, semplificati ed elisi delle informazioni non pertinenti
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2016 8:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Si, d'accordo, ma allora così tu dici che anche all'interinale bisogna che qualcuno dica quale è la polìtica aziendale, vero? (se non ho capito male!); se è così, si opporrà l'imprenditore (tu conosci di certo la "gelosia" che un imprenditore dimostra nei riguardi dela sua organizzazione, quindi figurati se va a dire le "sue cose" [piuttosto gli affida la moglie] ad uno che, finita l'estate se ne va, "magari andando a vendere quello che ha visto alla concorrenza", come ho sentito dire un sacco di volte con queste mie orecchie da imprenditori del mio nordest.
Ciao
Paolo
PS: rileggendo vedo che tu dici il cotrario!, cioè che è bene che non tutti debbano sapere tutto e che quindi ci sia un filtro ai vari livelli per NON arrivare a dare l'azienda in mano al primo che passa!. ...Beh! nessuno ha mai detto che la dichiarazione venga data a cani e porci che girano attorno all'imprenditore e quindi la dichiarazione può essere data selettivamente solo a quelli che sono interessati.

Se per esempio non consegno la politica al primo che passa, ma gli dò gli obiettivi operativi perchè ne è interessato, mi pare che si possa fare senza essere tacciati di personalismo o, peggio, di fascismo (l'azienda è e rimane dell'imprenditore che se la gestisce come vuole!: sono d'accordo!)
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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2016 9:33 am    Oggetto: Rispondi citando

Beh ma più volte su queste pagine abbiamo parlato di Politica e talvolta abbiamo convenuto che essa può contenere anche uno slogan pubblicitario di tre parole, se queste esprimono l'essenza della strategia che la direzione vuole far intraprendere alla sua azienda.
Allora uno slogan di questo tipo diventa assolutamente condivisibile anche all'esterno.
Io credo che non esista una o l'altra soluzione integralmente, ma sia la "tonalità della sfumatura" a decretare la condivisibilità delle informazione.

La vedo così:
- le strategie, tanto più sono raccolte in principi globali tanto più sono condivisibili;
- gli obiettivi, tanto più sono personalizzati e capillari, tanto più sono condivisibili.
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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2016 6:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Paoloruffatti ha scritto:
. ...Beh! nessuno ha mai detto che la dichiarazione venga data a cani e porci che girano attorno all'imprenditore


infatti, ma nell'articolo come in molte pubblicazioni si cade nella semplificazione che la politica/strategia debba essere nota a tutti
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MessaggioInviato: Ven Gen 13, 2017 12:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Buongiorno, ho letto con grande curiosità e attenzione i vostri commenti e devo dire che ci sono spunti molto interessanti, anche su cose che davo per scontato. Un esempio è il fatto che la Politica della Qualità debba essere nota a tutti. Per me era un concetto valido già prima, ma ancora di più rafforzato nella nuova versione della norma che specifica, al punto 5.2.2 che la politica, oltre a dover comunicata e compresa all'interno dell'organizzazione, deve essere resa disponibile per tutte le parti interessate rilevanti.
E' sicuramente nota la gelosia (a volte spasmodica) delle organizzazione sulla propria documentazione, ma credo che molto dipenda da come è redatto questo documento, dai contenuti che presenta. La norma da alcune indicazioni ma allo stesso tempo lascia anche molta libertà di azione.
Ma, riguardo alla diffusione, l'articolo (forse in maniera troppo semplice) risponde proprio al requisito della ISO 9001, ovvero comunicare e comprendere la Politica per la Qualità all'interno dell'organizzazione e renderla disponibile alle altre parti interessate rilevanti.
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Non è importante quello che scoprite, è importante cosa fate relativamente a quello che avete scoperto
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