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Autore Messaggio
Paoloruffatti
Yoda


Registrato: 26/07/08 11:05
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Residenza: Padova

MessaggioInviato: Sab Feb 08, 2014 7:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dai metri di discussione e dalla incertezza e ondivagazione delle risposte, mi chiedo se vale davvero la pena di continuare con questo stile, che non è certamente quello solito e che ha portato a discutere sul nulla, correndo dietro a svicolamenti con "scappellamento a destra" che cambiano sempre il bersaglio e ogni tanto qualcuno, giustamente dice "riassumendo dove eravamo rimasti?", o similia.
Ragazzi: se non avete risposte cambiate interlocutore e se ce n'è qualcuno di ingombrante che gela le partecipazioni degli altri, smettete di corrergli dietro, sapendo che risposte non ne avrete o avete delle risposte (come quelle sul tema) che dovrebbero mettersi le mutande .... per decenza, almeno!
ciao e buona domenica a tutti
Paolo
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Ing. Paolo Ruffatti
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QualitiAmo - Stefania
Moderatore


Registrato: 16/09/07 18:37
Messaggi: 25151

MessaggioInviato: Dom Feb 09, 2014 8:44 am    Oggetto: Rispondi citando

Paolo, per cortesia, non mi mettere più in questa spiacevole situazione.
Non voglio più leggere interventi di questo tipo.

Se hai qualcosa da dire nel merito a Massimo, fallo ma limitiamoci a interventi che possano fornire valore aggiunto alla discussione e che siano utili a chi li legge.

Non trasformiamo questo spazio in un ring anche perché non ho alcuna intenzione di diventare l'arbitro di questi "litigi" virtuali.

Ok?

Grazie e ciao.
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Stefania - Staff di QualitiAmo

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Paoloruffatti
Yoda


Registrato: 26/07/08 11:05
Messaggi: 4071
Residenza: Padova

MessaggioInviato: Dom Feb 09, 2014 1:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

OK!
per me va bene !
Paolo
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Ing. Paolo Ruffatti
Consulente di Organizzazione Aziendale... ora in pensione
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dario
Enigmatico sorridente


Registrato: 27/11/07 16:30
Messaggi: 3580

MessaggioInviato: Lun Feb 10, 2014 1:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

massimobolla ha scritto:


Ciao, ho suggerito una delle modalità adottate generalmente nelle analisi di rischio, ma, come dicevo, ognuno può sbizzarrirsi.
Io suggerisco di utilizzare questi parametri perché:

1. Più è probabile che vi sia un insuccesso, più è necessario monitorare con frequenza elevata
2. Più è grave più la Direzione ci presta attenzione, se non lo è non ti darà retta

Nell'esempio che ho fatto considera che se una azienda non fattura come previsto possono ovviamente esserci danni gravissimi. Nello stesso tempo la probabilità di insuccesso possono dipendere da tanti fattori quali il mercato, gli strumenti di marketing, la concorrenza, ecc...

Ripeto, obbligando la Direzione a dichiararsi "preoccupata" o meno del raggiungimento di certi obiettivi saprò se li reputa degni di riesame e quindi di attenzione. Più è attenta più hai la possibilità di contare nelle decisioni.


Per fare una analisi dei rischi sensata, o si hanno dati (le assicurazioni sono specialisti, come le banche), o si stima, ma non spannometricamente, avendo cura di basare le decisioni su molti aspetti, condivisi.
Per il tema del fatturato o del commerciale, davvero l'analisi rischi sarebbe una gran perdita di tempo. Troppe sono le aleatorietà.
Io ti assicuro che, proprio per i motivi che mi elencavi (mercato, strumenti di marketing, concorrenza, per metterne solo pochi, ma la Direzione ha tutti gli altri ben presenti) la forchetta è talmente larga che fare un analisi rischi porterebbe ad un risultato molto meno preciso che quello di indossare il cappello rosso di De Bono (cioé di affidarsi alle proprie emozioni).

Torniamo un attimino sul tema portante, di Miki... il riesame!

Per fare un riesame mi baso sui dati, registrazioni, osservazioni del sistema, indicatori.
Se li ho a disposizione, avrò un bel riesame, fatto in una full immersion o in tre o quattro puntate, fa lo stesso.
Se non li ho, potrò fare solo un riesame formalmente magari perfetto, ma di facciata e perfetto solo per l'auditore di terza parte.
E credo che fin qui siamo quasi tutti d'accordo, vero?


Smile
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2p71828
Qualità è precisione


Registrato: 31/10/08 17:43
Messaggi: 2727

MessaggioInviato: Lun Feb 10, 2014 6:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

leggendo gli interventi mi è sembrato che ci sia un po' di confusione tra monitoraggio e riesame.
Un sistema di monitoraggio è composto dai controlli che devo eseguire, i limiti di accettabilità, i tempi in cui devono essere eseguiti e buona pratica, come per i control plan, le carte x-s etc, la definizione delle azioni da intraprendere (che può essere anche la sola informativa all'alta direzione) qualora i limiti di accettazione vengano superati.

il riesame è qualcosa di diverso, è una profonda riflessione sullo stato del sistema, è la memoria storica di quanto accaduto da lasciare ai posteri, è la sintesi di tutti gli indicatori e gli eventi nel bene e nel male visti su un arco di tempo sufficientemente lungo da evitare abbagli, sono le decisioni per il futuro etc.

Anche se sono personalmente contrario visti i pochi strumenti che abbiamo a disposizione, la gestione per rischi è il leitmotiv di tutto,
dalle nuove norme alle pubblicazioni in tema di gestione e di qualità. Mi ripeto: non capisco come la gente calcoli la probabilità degli eventi, la gravità delle conseguenze, la rivelabilità di una anomalia anche dopo anni di FMEA, ovvero come possa generare una analisi del rischio esaustiva per una azienda e sopprattuto con quali tempistiche.
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Stregone
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MessaggioInviato: Gio Mar 13, 2014 4:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao ancora a tutti... e scusatemi se pongo domande che ad alcuni possono sembrare "stupide"... ma umilmente preferisco mettermi a confronto con chi ne sa di più di me in modo da poter imparare...

Una recente visita di un cliente ha sollevato una questione che a me sinceramente non quadra... in sostanza parla di AQL e PPM come se stesse parlando della stessa cosa... dal mio punto di vista un AQL è un indice di qualità basato su un campionamento di un lotto di materiale, mentre i PPM si riferiscono alla difettosità di un lotto ipotetico di 1.000.000 di mezzi...
Esiste un modo per correlare questi due indici...? non mi sembra plausibile fare una mera trasformazione matematica, tuttavia non saprei come poter paragonare un indice all'altro...
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QualitiAmo - Stefania
Moderatore


Registrato: 16/09/07 18:37
Messaggi: 25151

MessaggioInviato: Gio Mar 13, 2014 4:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Stregone ha scritto:
scusatemi se pongo domande che ad alcuni possono sembrare "stupide"


A mio giudizio le domande non sono mai stupide perché nascono dal tentativo di chi le formula di capire qualcosa di più su una certa questione. E' l'assenso silenzioso che mi preoccupa. Wink

Stregone ha scritto:
Una recente visita di un cliente ha sollevato una questione che a me sinceramente non quadra... in sostanza parla di AQL e PPM come se stesse parlando della stessa cosa... dal mio punto di vista un AQL è un indice di qualità basato su un campionamento di un lotto di materiale, mentre i PPM si riferiscono alla difettosità di un lotto ipotetico di 1.000.000 di mezzi...
Esiste un modo per correlare questi due indici...? non mi sembra plausibile fare una mera trasformazione matematica, tuttavia non saprei come poter paragonare un indice all'altro...


Secondo me hai assolutamente ragione e i due indici non possono essere messi in correlazione uno con l'altro se non facendo l'errore di ricondurre entrambi a valori percentuali ma snaturando, così, il significato di AQL.
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Stefania - Staff di QualitiAmo

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2p71828
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MessaggioInviato: Gio Mar 20, 2014 10:20 am    Oggetto: Rispondi citando

Secondo la mia modesta opinione

Supponiamo di parlare di test buono-cattivo

i ppM del cliente è l' LTPD ( è vero che non ha specificato il beta, errore di tipo II , ma puoi per normale accettazione pensare che sia il 10%) a questo punto sapendo il lotto puoi giocarti il tuo AQL con un livello di confidenza del 95% (errore di tipo I alpha =5%) che sia compatibile con LTPD di cui sopra.

Detto questo le tabelle che trovi normalmente sono per ordini di grandezza superiori per l'LTPD e l'AQL.
Il primo passo teorico sarebbe quello di fare piani a zero-difetti C=0 e poi giocare sulla numerosità del campionamento fino a trovare il livello di confidenza del 90% sull'LTPD.
Comunque risulterebbe un po' forzato in quanto chi parla di PPM di solito aggiunge la clausola "il fornitore deve tendere allo zero difetti" che vuol dire AQL=0 da cui tutti i calcoli vanno a farsi benedire e si passa ai cpk da 1,67 e oltre
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Portello
Qualfista


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MessaggioInviato: Mer Lug 24, 2019 10:44 am    Oggetto: Rispondi citando

Ripiglio questo topic perché mi sono trovato anch'io un cliente che mi ha sottoposto questa domanda.

Sapendo che hai un Cpk di 0,689 e che quindi non puoi rilasciare un lotto avendo la certezza di avere pezzi NC, quale numerosità deve avere il campione?

Alla domanda manca il pezzo finale che dovrebbe essere "...per avere XXX difetti?"

Lo so fa schifo, ma qualcuno ha una qualche idea?

Grazie.
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Portello
Più è semplice, meglio è
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