L'IMPERO DELLE QUATTRO RUOTE

di Finanza in chiaro

Il mercato dell'auto e la Qualità di Toyota.

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Il mercato interno dell’ automobile è in declino in Giappone?

Certamente, ma l'industria automobilistica è in piena espansione e, dall'anno scorso, la produzione giapponese ha superato quella degli Stati Uniti.

Competenza tecnica, alto grado tecnologico, condizioni e ambienti di lavoro con standards qualitativi all’avanguardia sono ulteriori fattori di successo che fanno di questa industria un modello da imitare.
C'è un altro aspetto da valutare attentamente: i giapponesi perseguono le loro strategie di mercato in modo completamente diverso dai loro concorrenti.

La depressione delle vendite sul mercato interno preoccupa in ogni caso i produttori nipponici. Le vendite, che avevano raggiunto il loro livello più basso nel 2006, hanno continuato a diminuire nel corso del 2007, mese dopo mese.
In compenso, per quanto riguarda la produzione, la situazione è completamente diversa. Nonostante costi elevati ed un mercato interno che langue, nel 2007 si dovrebbe registrare per il quinto anno consecutivo un aumento della produzione.

Secondo CSM Worldwide, un istituto specializzato nel settore automobilistico, le industrie giapponesi, conosciute per la loro qualità e flessibilità, stimolate poi da una forte domanda proveniente dall’estero, produrranno quest’anno un totale di 10.7 milioni di veicoli. Il risultato è da comparare a quello delle industrie americane, che quest’anno si assesteranno su una produzione di 10.5 milioni di pezzi. Per il secondo anno consecutivo la produzione giapponese di autoveicoli supererà quella statunitense. E questa tendenza pare proprio sarà confermata negli anni a venire. Gli esperti del settore ritengono che nel 2010 la produzione di veicoli in Giappone raggiungerà 11,35 milioni di unità contro i 10,17 milioni degli Stati Uniti. Per Hirofumi Yokoi, affermato analista del CSM, " i produttori d’automobili giapponesi aumenteranno in maniera massiccia i loro impianti di produzione in Giappone, nonostante la forte tassazione del mercato interno."

La rapida crescita di nuovi mercati ha in gran parte compensato il calo delle vendite interne e la diminuzione dell’export verso gli USA. Sono state soprattutto le esportazioni verso il Medio Oriente a colmare questo gap. Esse rappresentano per l’anno in corso il 10% del mercato dell’ export giapponese, con un aumento del 30% rispetto al 2006.

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Tutte le grandi aziende del settore ne sono coinvolte. In ottobre Nikkei, un quotidiano di affari giapponese, ha segnalato che la Central Motor, l’azienda che assembla le automobili per la Toyota, costruirà nel 2010 a Miyagi, a nord di Tokio, una nuova fabbrica ( 306 milioni di euro l’investimento previsto ), per la produzione di 100.000 vetture annue. Da sottolineare che in Giappone non si costruivano fabbriche per l’assemblaggio di autoveicoli dal 1993. Per il 2009 è prevista l’apertura da parte di Toyota Motor di un avveniristico centro ricerca e sviluppo in grado di consolidare e ulteriormente aumentare il primato tecnologico del marchio nipponico.

La Nissan ha da poco iniziato la riorganizzazione della sua fabbrica di Kyushu (capacità produttiva annuale: 530.000 unità) e progetta, attraverso la sua filiale Nissan Shatai (fabbricante di numerosi modelli di Nissan, compreso Infiniti FX35 ed il 4x4 FX45), di incrementare la produzione di 120.000 autoveicoli. In occasione della cerimonia di inaugurazione dei lavori del nuovo impianto di produzione in settembre, Shigeru Takagi, presidente della Nissan Shatai, aveva dichiarato che la vicinanza geografica di Kyushu con la Cina era stato elemento determinante di quella scelta aziendale.

Sempre in settembre sono iniziati i lavori del nuovo complesso Honda. Sorgerà a Saitama a nord di Tokio su un’area di 980.000 metri quadrati ( investimento previsto 429 milioni di euro). Lo stabilimento dovrebbe divenire operativo a partire dal 2010, produrre 200.000 autoveicoli annualmente ed impiegare una forza lavoro di 2.000 persone. Particolare non trascurabile: Honda non costruiva uno stabilimento da 30 anni.

Anche Suzuki, che si sta muovendo in modo particolare sul mercato indiano, sta ultimando i lavori di una nuova fabbrica nella provincia di Shizuoka. Faraonico l'investimento finanziario con l' obiettivo dichiarato 260.000 unità annue destinate quasi esclusivamente all’esportazione. Come sempre di poche parole, Osamu Suzuki presidente del gruppo ha dichiarato “ Cerchiamo di aumentare la nostra capacità di produzione”.

(Seconda parte)

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