I TRE GRUPPI DI PERSONE CHE UN
MANAGER DEVE SAPER RICONOSCERE E
GESTIRE

Le persone con cui un manager ha a che fare tutti i giorni possono essere suddivise in tre gruppi ben precisi.
Impariamo a riconoscerli

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I manager si trovano spesso ad avere a che fare con persone che possono essere ricondotte ad uno dei seguenti tre gruppi:

  • un 10 per cento va a formare il gruppo dei collaboratori fantastici, i migliori collaboratori che un manager possa trovare;
  • un altro 10 per cento fa parte del gruppo dei collaboratori terribili, quelli dai quali sarà molto difficile tirare fuori qualcosa di buono. Sono le classiche mele marce che rischiano di rovinare l'intera cassa di frutti;
  • l'ultimo gruppo, formato dal restante 80 per cento, è composto da persone totalmente nella media

La differenza tra un manager di successo e uno che non lo è sta nel modo in cui si occupa di tutti e tre i gruppi, dato che le persone sono il bene più grande che i manager abbiano a disposizione e imparare a gestirle nel modo migliore è vitale per una posizione di questo tipo.

Un manager è spesso responsabile del reclutamento delle persone che lavoreranno con lui, della loro formazione, del percorso da compiere per motivarle, della pianificazione del lavoro, della preparazione di quella parte di budget che lo riguarda e chissà di quante altre attività. L'ultima cosa di cui ha bisogno è perdere tempo con le persone perché non sa come prenderle. Cerchiamo, quindi, di esaminare da vicino questi tre gruppi di collaboratori e di capire dove sia meglio impiegare il tempo per provare a tirare fuori qualcosa di buono da un team.

La cosa migliore che, nelle vesti di manager, potete fare con il primo 10 per cento di collaboratori, quello in gamba e motivato, è di...lasciateli in pace! Non hanno alcun bisogno di essere pressati, sono già in grado di dare il massimo.
Il modo migliore per gestire queste persone è quello di confrontarsi con loro una volta alla settimana per sottolineare quanto stiano lavorando bene e chiedere loro se potete fare qualcosa per aiutarle.
Non fatevi prendere dalla smania di controllare tutto o di essere sempre informati su ogni cosa che viene fatta. Questi collaboratori sono in gamba, lasciate loro lo spazio di cui hanno bisogno e non aspettatevi di essere costantemente coinvolti per qualsiasi sciocchezza.
Ci sono manager che arrivano ad esasperare i loro migliori collaboratori proprio perché vivono nel terrore che possano in qualche modo oscurarli con il buon lavoro fatto e, per questo motivo, li tengono costantemente d'occhio fino a tarpare loro le ali. Mettetevi in testa che se un vostro collaboratore lavora bene, non farà altro che farvi brillare di luce riflessa visto che siete il suo capo. Imparate a indirizzare le energie altrove!
Questo non significa che dovete completamente disinteressarvi di questo primo gruppo di persone. È necessario essere sempre all'erta per individuare immediatamente eventuali segnali di un calo di produttività, di qualità del lavoro o di motivazione per intervenire con un'azione correttiva.

E ora veniamo al secondo gruppo: quel 10 per cento che avete ogni giorno la tentazione di sbattere fuori dalla porta perché lo rietenete colpevole di uccidere le migliori intenzioni del vostro team.
Qualcuno lo potete "salvare" impegnandovi molto nel suo recupero ma la maggioranza - molto probabilmente - vi detesta talmente tanto che non ha alcuna intenzione di fare qualcosa per voi.
Riversare troppe energie su questi uomini, significa averne meno da dedicare a persone potenzialmente in grado di fare bene o, comunque, di migliorare. In qualità di manager avete molte responsabilità e il vostro tempo non è infinito. Di sicuro non ne avete per ergervi salvatori di qualcuno che non ha nessuna voglia di fare meglio e le probabilità che una persona che appartiene a questo secondo gruppo trovi la motivazione per passare al terzo sono pochissime.
Insomma...a volte è meglio lasciar perdere e sta a voi capire quando è il caso di smettere di accanirsi.

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Il terzo gruppo è composto dal restante 80 per cento di collaboratori che sono nella media e che hanno bisogno di tutto il vostro aiuto e la vostra attenzione.
Sono persone che provano a lavorare bene ma sono poco capaci di automotivarsi e spesso propense a dare retta a chiunque sembri saperne più di loro.
Potenzialmente, non avendo un carattere determinato e una personalità ben formata, possono spostarsi in entrambi gli altri gruppi e diventare i vostri migliori collaboratori oppure i peggiori. Ora provate a immaginare quanto aumenterebbero l'efficacia e l'efficienza del vostro team se solo riusciste a far migrare verso il primo gruppo un 10 per cento di questi uomini!
E' qui che dovete imparare a riversare le vostre energie. Aiutate queste persone ad interagire il più possibile con chi fa parte del primo 10 per cento e cercate di allontanarle dall'influenza negativa del secondo gruppo. La vostra bravura di manager si vedrà soprattutto nella vostra capacità di capire con quali persone vi state relazionando per agire di conseguenza.

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