QUALE ABITUDINE LIMITA LA TUA
CARRIERA COME MANAGER?

Staff di QualitiAmo

C'è almeno una cattiva abitudine da correggere nel comportamento di ogni manager. Vediamo quali sono le principali

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Da una ricerca recente è emerso che negli Stati Uniti ben il 97% dei manager ha almeno una cattiva abitudine che li limita nella carriera professionale impedendo loro di esprimere tutto il potenziale.
Lo stesso studio, però, ha anche evidenziato che, sebbene la maggioranza dei manager fosse cosciente delle proprie carenze, difficilmente sapeva poi metterci mano per migliorarsi e questo perché ricorreva a rimedi che non erano adatti a risolvere davvero il problema che, spesso, veniva identificato in maniera scorretta.

Proviamo allora a vedere quali sono i difetti principali che si riscontrano in un manager classico e cerchiamo di considerarli da un punto di vista diverso dal solito.

Reazioni davanti all'inaffidabilità

Poter contare su collaboratori affidabili è la cosa più importante per un manager che voglia avere soddisfazioni professionali. La maggioranza dei capi, però, si limita a sperare di avere almeno un paio di persone all'interno del proprio team su cui fare affidamento al cento per cento. I collaboratori affidabili sono le tipiche persone che permettono al capo di dimenticarsi completamente di un problema, certo che qualcuno lo affronterà nel migliore dei modi e lo risolverà brillantemente. Molti collaboratori, però, non sono affidabili al cento per cento ed è per questo che i manager non riescono ad affidare loro completamente la risoluzione di un problema, sentendosi in dovere di seguirli passo a passo nella soluzione.

La causa principale di una mancanza di affidabilità da parte della maggioranza delle persone spesso si deve a qualche mancanza a livello organizzativo (e qui il manager deve mettere mano al problema) ma è ancora più probabile che si tratti di un cortocircuito nella comunicazione tra le parti. Le persone che non riescono a mantenere le promesse non sanno tracciare confini ben precisi del loro lavoro e non sanno dire "no" quando serve. Davanti a un capo che chiede qualcosa preferiscono accettare il compito pur sapendo che non saranno in grado di svolgerlo nel migliore dei modi che dire subito che non possono accettarlo.
Queste persone odiano l'idea di essere inaffidabili ma non sanno come imparare a comportarsi in maniera diversa.

E' in questo percorso che il manager deve fare del suo meglio per aiutare i collaboratori a diventare persone sulle quali potrà sempre fare affidamento. E' importante che chi accetta tutto supinamente senza alcun senso critico diventi consapevole che, a volte, bisogna imparare a dire "no" per il bene dell'organizzazione. Ma qual è il segnale che indica maggiormente che una persona alla quale stiamo chiedendo qualcosa si trova in una situazione di disagio? Gli esperti ci dicono che chi si sente sotto pressione e crede di non poter rifiutare ciò che gli si sta chiedendo spesso non ha il coraggio di guardare direttamente negli occhi l'interlocutore. Davanti a questo campanello d'allarme il manager dovrebbe cercare di capire se il collaboratore sta dicendo che svolgerà il compito richiesto solo perché non ha il coraggio di dire no, oppure perché pensa di essere in grado di svolgerlo.

Un altro errore che i manager fanno spesso è quello di chiedere qualcosa ai collaboratori in momenti in cui è impossibile fermarsi un attimo a ragionare sulla fattibilità del compito. Il modo migliore di procedere sarebbe, invece, quello di non pressare i propri uomini quando sono in situazioni di emergenza o quando sono particolarmente stanchi e poco in grado di fare i ragionamenti necessari per assumersi la responsabilità di qualcosa. Meglio lasciare loro il tempo di ragionare su quanto richiesto e di dare una risposta con calma.

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