PICCOLI E GRANDI EQUIVOCI SUI SISTEMI
DI GESTIONE PER LA QUALITÀ NELLE
PICCOLE AZIENDE E GIOVANI
RESPONSABILI SGQ ALLO SBARAGLIO - 3

di Antonio Giannico

L'ing. Giannico ha voluto condividere queste interessanti riflessioni con tutti i nostri lettori. Lo ringraziamo di cuore e riportiamo i suoi riferimenti per chiunque desiderasse contattatlo per discutere il testo: questa è la sua e-mail antonio.giannico@libero.it e questa la sua pagina LinkedIn.

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(Prima parte)

(Seconda parte)

Se provate a confrontarvi con gli scettici della qualità, coscienti di essere preparati sull'argomento e con qualche esperienza concreta alle spalle, non avrete troppe difficoltà a smontare le loro obiezioni e il loro scetticismo. State pur certi che chi è scettico in merito non lo fa a ragion veduta ma semplicemente perché impreparato oppure per pigrizia o semplicemente perché ha intuito che la qualità costringe a darsi delle regole, un metodo, a vedere il proprio lavoro come innestato in una visione sistemica più ampia di cui dobbiamo farci carico tutti in qualche misura, in altre parole costringe al cambiamento!

Ed è questo, il cambiamento ciò che davvero li spaventa.

Ma c'è di più.
Quando avrete smontato tutte le obiezioni degli scettici della qualità vi sarà infatti posta dinnanzi l'obiezione delle obiezioni, quella da loro ritenuta assolutamente inattaccabile. Vi diranno più o meno così: "Va bene ...però, la qualità, quella davvero progettata, realizzata e continuamente migliorata è un costo che non ci possiamo permettere!".
Già perché la qualità costa! Certo che costa! Ma ci siamo mai chiesti quanto costa la non qualità? Abbiamo mai provato a quantificarla in termini monetari con riferimento alla nostra organizzazione? Abbiamo mai quantificato in termini monetari i costi, le perdite dirette e indirette, i guadagni mancati o ritardati imputabili alla non qualità dei processi?

Ho provato più volte a fare questo esercizio pratico applicato e vi assicuro che è un ottimo esercizio per comprendere in maniera sostanziale di cosa stiamo, alla resa dei conti, realmente parlando. Chiedete di fare questo esercizio agli scettici della qualità. Probabilmente non avrete in risposta una tabella di valori quantificabili e quantificati, perché gli scettici della qualità pur essendo a volte degli ingegneri come voi non hanno un approccio né scientifico né dotato di metodo al problema.
Provate a fare questo stesso discorso alla Direzione della vostra organizzazione con numeri alla mano e probabilmente vedrete qualcuno sentirsi toccato nel concreto; di colpo le vostre argomentazioni diverranno importanti, lo scetticismo muterà in ansia, ciò che era una visione teorica, apparirà improvvisamente nelle vesti di una visione pragmatica da guardare con maggiore attenzione.

Se riuscirete a confrontarvi con l’intera organizzazione su queste basi, riuscirete a rendere evidente come non sia la vostra posizione ispirata alla norma a essere basata su teorie poco applicabili, tutt'altro. Avrete dimostrato loro che la vostra posizione è "a conti fatti" molto più pratica della loro, oserei dire pragmatica appunto.
Più importante di questo sarà stato però l'essere riusciti ad aprire un varco nel loro scetticismo perché come spesso accade non è tanto quello che non si sa a impedirci di crescere quanto ciò che da scettici si è convinti di sapere e che non ci consente di guardare oltre, non ciò che si ha difficoltà ad applicare ma ciò che per autogiustificazione si spaccia per teorico e non applicabile. Quando avrete raggiunto coscienza di questo, la sufficiente conoscenza dei processi aziendali della vostra organizzazione, della sua politica e dei suoi obiettivi, dei loro limiti, delle persone che operano all'interno dei processi e delle loro abilità, quando avrete sufficiente leadership, voi come responsabili SGQ e come rappresentanti della Direzione a tutti gli effetti, sarete in grado di progettare, realizzare e manutenere un sistema di gestione per la qualità che coinvolga tutti gli aspetti dell’organizzazione soprattutto quelli operativi.

Non fidatevi di chi, anche all’interno dell’organizzazione, vi suggerisce o vi chiede soluzioni preconfezionate; di solito si tratta di soluzioni di cambiamento fatte per non cambiare niente, le soluzioni di chi continua a fare in un modo perché ha sempre fatto in quel modo. Non fidatevi di chi vi costringe a vedere le cose da un livello di astrazione troppo alto con la scusa che non vi è tempo per analizzare i problemi a livello più basso, vi farà perdere il contatto con la realtà operativa e spegnerà sul nascere la vostra innata capacità di individuare i bachi nascosti nei processi.
Allo stesso tempo, analizzate come importanti indizi e come una vera e propria mappa le informazioni di chi, lavorando a livello di singole attività si lamenta di qualcosa; quasi sempre è l’indizio di un potenziale baco che si annida in qualche processo. Sappiate quindi ricollocare queste informazioni in una visione sistemica più ampia che vi dia la capacità di prevedere per tempo effetti e conseguenze, su attività, processi, in sintesi sull’organizzazione.

I bachi e le inefficienze presenti in un processo, quasi mai restano confinati in quel processo, in genere si propagano sotto qualche forma ai processi a valle minandoli a loro volta. Stabilire e attuare delle azioni preventive o correttive scaturite dalle vostre analisi non sarà per questo sempre facile perché interesseranno più soggetti; esse produrranno spesso una prevedibile opposizione e resistenza al cambiamento da parte di chi vi circonda.
Il vostro sarà un lavoro “infame” ma sarà anche il faro per il miglioramento. Se avrete ben chiaro questo, la parte documentale di cui parlavamo inizialmente sarà una semplice conseguenza, la fatica minore e lo specchio di una realtà coerente e volta al miglioramento continuo come ispirato dalla norma. Niente di più.

Le procedure e le modulistiche, informatizzate o cartacee che siano, da sole non costituiranno il nostro sistema di gestione per la qualità, saranno piuttosto uno strumento che farà parte del sistema di gestione. Allo stesso tempo esse contribuiranno, in un processo di certificazione, a dare evidenza di come lo stesso sistema di gestione per la qualità è strutturato ma ciò ancora una volta sarà una semplice conseguenza non la finalità originaria del vostro ruolo e del sistema. Il vostro ruolo è quello di strutturare e migliorare i processi, non di produrre “carta”.
Partire con il piede giusto nella vostra avventura da responsabili SGQ sarà importante, acquisire competenza per guadagnare la necessaria credibilità e leadership nel vostro ruolo sarà fondamentale, avere il pieno supporto dai piani direzionali e manageriali della vostra organizzazione sarà basilare, riuscire a portare al massimo livello tutte queste cose vi darà le potenzialità per realizzare un piccolo capolavoro di cui voi sarete solo un tassello ma cruciale.

Le grandi aziende hanno bisogno di grandi manager ed esperti del settore, alle piccole aziende bastano spesso una Direzione consapevole degli obiettivi e un responsabile SGQ consapevole di come l’organizzazione si interfacci all’esterno ed esperto conoscitore dei processi aziendali, per innescare il motore del miglioramento.

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

"La nuova ISO 9001:2015 per riorganizzare, finalmente, l'azienda per processi" - Si aggiunge alla collana dei libri di QualitiAmo il primo testo che svela i segreti della futura norma.
Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
(Vai all'articolo che descrive il nuovo libro)

"Organizzazione per processi e pensiero snello - Le PMI alla conquista del mercato" - Da una collaborazione nata sulle nostre pagine, un libro per far uscire le PMI dalla crisi.
L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

(Vuoi restare aggiornato gratuitamente sulla nuova ISO 9001:2015? Visita ogni giorno la pagina che ti abbiamo linkato.
In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

Nella speranza di essere stato utile, specie a quanti per la prima volta si avvicinano ai sistemi di gestione per la qualità, rischiando di divenire gli ennesimi Responsabili SGQ allo sbaraglio, segnalo al seguente link dieci dubbi e leggende metropolitane sulla qualità divenute nel tempo cavalli di battaglia dei quality scettici. Io li ho trovati molto interessanti e degli ottimi spunti di riflessione sulla materia.
Del resto, anche le leggende nel campo della Qualità applicata alle piccole aziende nascono perché si resiste al cambiamento e chi contrasta il progetto Qualità lo fa, anche in questo caso, sempre con gli stessi argomenti. Si tratta di argomenti facili (con un po’ di esperienza) da individuare, isolare, smontare. Dopo un po' diventano prevedibili.

Ringrazio fin da ora quanti, aventi minore o maggiore esperienza di me sulla materia, avranno voglia e modo di arricchire con le proprie osservazioni e soprattutto con le proprie esperienze il contenuto di questo articolo inviandole all’indirizzo mail: antonio.giannico@libero.it. Certamente saranno per il sottoscritto fonte riflessione più di quanto l’articolo non lo sarà stato per i lettori. Chi desiderasse conoscere i riferimenti professionali dell’autore, può consultare il profilo linkedin.

PER SAPERNE DI PIU':

Il Responsabile Qualità in una PMI: la testimonianza di un collega
Anche una PMI dovrebbe essere orientata al cliente
Risk management nelle PMI: un reale caso di successo


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