LA FUTURA ISO 9001:2015 E GLI AUDIT
INTERNI

Staff di QualitiAmo

Diamo uno sguardo alla futura ISO 9001:2015 e all'approccio che si dovrà avere durante gli audit

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La nuova ISO 9001:2015 ha spostato i requisiti relativi agli audit interni dal paragrafo 8.2.2 della ISO 9001:2008 al nuovo 9.2. Vediamo, oltre alla disposizione fisica all'interno dello standard, cosa cambia effettivamente.

Come prima cosa, non si richiede più la presenza di una procedura per la gestione degli audit ma le verifiche ispettive interne dovranno ancora essere condotte ad intervalli pianificati per verificare se il sistema qualità sia o meno conforme ai requisiti dell'organizzazione e a quelli dello standard.

Nella bozza della futura norma, però, non si fa più menzione al rappresentante della direzione, come sappiamo. Si potrebbe pensare che questo costituisca un problema, soprattutto con una potenziale norma che sarà meno prescrittiva della versione del 2008. Senza le garanzie offerte da questa figura istituzionale, infatti, come si potrà essere certi che il sistema di gestione per la qualità stia funzionando in modo efficace?
Semplicemente, dovremo imparare a fare domande nuove durante le verifiche ispettive. In assenza di una procedura documentata senza la quale è difficile valutare il rispetto di alcuni requisiti, infatti, ci dovremmo porre un altro tipo di questione: "questo sistema di gestione è sotto il controllo diretto del top management ed è efficace?" Partendo da questa nuova prospettiva, verranno spontanee anche tutte le domande seguenti, da declinare processo per processo.

Quando le norme diventano meno prescrittive, i requisiti relativi alla conformità sono soggetti ad un'interpretazione più ampia ed ecco perché sarà ancora più importante conoscere e comprendere profondamente nello spirito il testo della nuova norma.
Se i requisiti diventano meno oggettivi e più soggettivi, gli auditor dovranno passare più tempo a cercare di capire a fondo un processo prima di poter valutare, ad esempio, se un nuovo tipo di documentazione - magari più scarna o semplicemente diversa - lo rappresenti in pieno. Non spaventatevi, però, perché meno documentazione non significa per forza meno chiarezza. A volte, infatti, una gran mole di documenti non contribuisce affatto alla chiarezza della gestione del sistema, anzi!

Passando ad aspetti più pratici, un audit si dovrà svolgere conservando tutte le informazioni documentate relative al processo di verifica ispettiva interna per evidenziarne l'attuazione in base a un programma e per conservarne i risultati.
La guida completa per condurre un'attività di questo genere resterà, comunque, sempre la ISO 19011.

E' interessante anche notare che il paragrafo 9.2 richiede che, nel preparare il programma di audit, si tenga conto degli obiettivi della qualità.

Nello stilare il programma di audit bisognerà anche tenere conto dei possbili rischi collegati ai singoli processi e di quelli legati al fatto che il programma di verifiche ispettive interne non raggiunga gli obiettivi ipotizzati.
Un altro rischio da tenere ben presente è che l'attività dell'audit vada a interferire con le altre attività che deve compiere la persona auditata.

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In definitiva, come potete vedere, non ci sono grandissime novità per ciò che riguarda gli audit interni ma è davvero importante che i verificatori si impegnino a capire fino in fondo il testo della nuova norma per non correre il rischio di fraintendere qualche nuovo requisito.

PER SAPERNE DI PIU':

La futura ISO 9001:2015


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