ESSERE ASSERTIVI

Staff di QualitiAmo

Che differenza esiste tra passività, assertività e aggressività?

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Che cosa si intende per assertività e perché la definizione dovrebbe importare a voi e alla vostra organizzazione?

Fare chiarezza sull'argomento è necessaro visto che molti tendono a confondere l'essere assertivi con la passività o, peggio, con l'aggressività e questo, naturalmente, può ridurre l'efficacia del lavoro di una persona e il suo successo per ciò che riguarda la carriera.

L'assertività

L'assertività è un comportamento personale caratterizzato dalla volontà di difendere i propri bisogni e i propri interessi in modo aperto e diretto. La persona assertiva si impegna per le cose che contano per lei ma rispetta le cose che contano per tutti gli altri.

Probabilmente avete conosciuto persone che si rispecchiano in questa definizione: il boss che ascolta volentieri le vostre idee ma che si riserva il diritto di prendere decisioni al riguardo, il collega che non ha paura di parlare durante le riunioni per difendere il suo punto di vista e così via.
Le persone che operano in modalità assertiva cercano di soddisfare i propri bisogni e i propri interessi ma vedono e soprattutto rispettano i bisogni e gli interessi altrui in un giusto equilibrio.

Le persone assertive hanno un forte senso dell'autostima che consente loro di vigilare su ciò che hanno a cuore senza aggredire il prossimo. Usano una comunicazione aperta, franca, diretta e onesta perché non hanno bisogno di nascondere i pensieri o di omologarli a quelli del capo o della maggioranza.
Quando gli assertivi si arrabbiano o sono turbati si confrontano con chi li ha fatti arrabbiare e lo fanno in modo oggettivo cercando sempre per primi il confronto.

I lavoratori assertivi si rendono disponibili a collaborare con gli altri e si assumono sempre la responsabilità di decisioni e comportamenti, errori compresi.
Questa modalità di comportamento e di comunicazione rappresenta il modo migliore per operare e per raggiungere i propri obiettivi.

La passività

Si comprende meglio cosa sia l'assertività, confrontandola con altri due comportamenti molto diversi e contrapposti: la passività e l'aggressività.

La passività è una condizione caratterizzata da una continua sottomissione agli altri e dalla paura o riluttanza a difendere i propri bisogni tutelando i propri interessi.
La persona passiva non prova mai ad influenzare gli altri e permette, invece, agli altri di influenzarla fino a sopportare anche una completa mancanza di rispetto dei suoi diritti.

I motivi del perché la persona passiva non provi a far valere il suo punto di vista sono, generalmente, poco chiari o sconosciuti agli altri e questo comportamento rende difficili sia il dialogo che l'idea di condivisione.
Le persone che operano in modo passivo (o non-assertivo) spesso affrontano i bisogni e le preoccupazioni degli altri prima di affrontare i propri. Sono inclini ad essere tranquilli, pacati e anche un po' timidi. Preferiscono essere invisibili piuttosto che dover discutere.

Individui come questi trovano difficile parlare durante le riunioni o esplicitare ciò che li turba. Nei casi estremi hanno difficoltà anche ad accettare i complimenti perché preferiscono nascondere le loro sensazioni, piacevoli o non piacevoli che siano.
Le persone passive faticano a difendere i loro diritti e consentono spesso agli aggressivi di violare i confini del lecito e di comportarsi male nei loro confronti.

L'aggressività

L'aggressività è l'opposto della passività. La persona aggressiva cerca sempre e comunque di imporre le sue opinioni su quelle degli altri o di danneggiare gli altrui interessi nel perseguimento dei propri.

Piuttosto che collaborare con altri, la persona aggressiva preferisce dominare con minacce più o meno aperte, autorità e anche bullismo.
Gli aggressivi sono incapaci di gestire gli altri perché si dedicano ad una microgestione del lavoro altrui che deve essere in linea con il modo di fare le cose che conoscono bene. Persone come queste non si lasciano mai influenzare da coloro che considerano meno potenti.

In molti casi la persona aggressiva è inconsapevole del suo effetto sugli altri e pensa semplicemente di essere assertiva ma chi è ossessionato dal controllo del lavoro altrui e chi lascia poco spazio alle decisioni dei collaboratori dovrebbe fermarsi a riflettere.

I risultati ottenuti dall'aggressivo sono spesso deludenti perché opera in modo da soddisfare i propri bisogni e i propri interessi, giudicando quelli degli altri come secondari (ricordate la vecchia linea sovietica: "ciò che è mio è mio, ciò che è tuo è negoziabile"?). Le persone che coordina, ovviamente, lo detestano e fanno di tutto per lavorare male.

Gli aggressivi non solo non hanno problemi ad accettare i complimenti ma si prendono anche il merito per il lavoro altrui. Nelle organizzazioni, spesso, occupano posti di prestigio o cercano di conquistarli. Hanno grandi difficoltà a controllare la loro rabbia e possono arrivare ad umiliare gli altri in pubblico. Violano di continuo i confini tra il lecito e l'illecito nel rapporto con le altre persone usando anche forme indirette di aggressione come il sarcasmo.

Chi è aggressivo è cresciuto professionalmente in una cultura del successo individuale più che dei rapporti personali e spesso si è formato in un ambiente concorrenziale.
in generale, gli uomini sono più aggressivi delle donne anche se tutto è relativo, soprattutto in campi altamente competitivi.

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Conclusioni

Vi sarete accorti da soli, leggendo, che chi mira a lavorare nell'ambito della Qualità dovrebbe smussare i difetti più caratterizzanti della passitità o dell'aggressività per cercare di divenire più assertivo ed essere in grado di influenzare gli altri e di modellare l'organizzazione per cui lavorano.

Essere assertivi si traduce, spesso, in una maggiore opportunità di carriera. Al contrario, le persone passive sono come foglie che galleggiano in un ruscello: si lasciano trasportare ma non hanno alcuna influenza sul flusso dell'acqua (per questo avranno poche opportunità di avanzamento).
Le persone aggressive, d'altro canto, possono creare problemi enormi all'interno dell'organizzazione e il loro comportamento risulta costoso nel lungo periodo.

PER SAPERNE DI PIU':

Imparare a gestire i lavoratori problematici


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