DIVENTARE UN BRAVO FORMATORE - 2

Staff di QualitiAmo

I consigli per fare coaching

coaching

Grandezza caratteri: piccoli | medi | grandi

(Prima parte)

Relax

Apparire rilassato farà sì che il formatore appiani anche il nervosismo che può serpeggiare tra chi partecipa a un corso di formazione (e, forse, si sente inadeguato). Un formatore nervoso e spigoloso, al contrario, spingerà i suoi discenti a pensare di avere davanti una persona arrogante e autoreferenziale.

Per apparire rilassati - ovviamente - sarebbe opportuno rilassarsi veramente, magari basando questa sicurezza sulla solidità dei materiali preparati e della propria preparazione.

Humor

Anche avere un po' di sense of humor e spiegare le cose in maniera divertente aiuta il formatore ad avere un approccio migliore con la classe. Un tono scherzoso aiuta a spezzare la monotonia dell'apprendimento e a coinvolgere maggiormente i partecipanti.

Ovviamente è necessario assicurarsi che l'umorismo sia appropriato al gruppo dove andrete ad esercitarlo.

In ultimo, se proprio ritenete di non essere in grado di scherzare e che una battuta non vi venga naturale, non provateci nemmeno perché otterreste l'effetto contrario.

Conoscere bene l'argomento

Un'altra cosa che certamente fa guadagnare punti ad un formatore è conoscere bene la materia che si accinge a spiegare e questo è del tutto ovvio. Quando vi preparate per erogare una lezione su un certo tema, dunque, assicuratevi di saperne molto di più di quello che effettivamente avete intenzione di condividere nella vostra classe. Questo modo di procedere vi metterà al riparo da eventuali domande specifiche che mirino ad ottenere un approfondimento.
Anche se non si può sapere tutto, infatti, è bene ricordare che un formatore che non sia in grado di rispondere a una domanda perde credibilità. La risposta "non lo so", dunque, dovrebbe essere dosata con estrema attenzione ed essere riservata solamente alla sfera di competenze che esulino dall'argomento del corso.
Se, però, effettivamente non avete idea della risposta, non pensate nemmeno per un momento di inventarvela. Chiedete, invece, l'e-mail di chi ha posto la questione (e di quanti siano interessati al suo sviluppo) e promettete di informarvi e di rispondere al più presto.
Ovviamente, in futuro, dovrete colmare bene questa lacuna che vi rende così vulnerabili agli occhi del vostro pubblico.

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

"La nuova ISO 9001:2015 per riorganizzare, finalmente, l'azienda per processi" - Si aggiunge alla collana dei libri di QualitiAmo il primo testo che svela i segreti della futura norma.
Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
(Vai all'articolo che descrive il nuovo libro)

"Organizzazione per processi e pensiero snello - Le PMI alla conquista del mercato" - Da una collaborazione nata sulle nostre pagine, un libro per far uscire le PMI dalla crisi.
L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

(Vuoi restare aggiornato gratuitamente sulla nuova ISO 9001:2015? Visita ogni giorno la pagina che ti abbiamo linkato.
In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

Buona capacità di comunicare con gli altri

Va da sé che un buon formatore debba avere ottime abilità comunicative. Come abbiamo visto nei giorni scorsi, la comunicazione si divide in due grandi settori:

  • la trasmissione (parlare)
  • la ricezione (ascoltare)

Ovviamente chi insegna dovrà essere bravo sia nel trasmettere il proprio messaggio che nell'ascoltare ciò che dicono gli altri per capire se il gruppo lo stia seguendo oppure no.

Le aree della comunicazione alle quali prestare grande attenzione se vi accingete ad erogare formazione sono:

  • la chiarezza: i partecipanti devono essere in grado di capire cosa state dicendo e di trovare una logica nell'intero discorso
  • il tono della voce: sembra una cosa di secondaria importanza ma i partecipanti devono essere messi in grado di sentire ciò che direte. Alzate, dunque, il tono di voce in modo che gli altri possano sentirvi comodamente
  • il ritmo: è necessario utilizzare diversi toni di voce per mantenere alto l'interesse tra i partecipanti. Una parlata monotona predisporrà le persone ad un buon sonnellino
  • la lingua: i buoni addestratori si assicurano di utilizzare il linguaggio più appropriato per il gruppo. Non siate accondiscendenti o paternalistici, verificate ciò che la gente sa e ciò che non sa.
    Se avete la necessità di usare un particolare tipo di gergo, verificate che tutti lo capiscano
  • l'organizzazione: che tipo di organizzazione vi troverete davanti? E' formale o informale? Qual è la cultura di base che vige al suo interno? Quali sistemi sono in atto per valutare il percorso di apprendimento? Conoscere tutto questo vi aiuterà a scegliereil giusto registro per la vostra comunicazione
  • i partecipanti: che cosa vogliono dalla formazione? Che cosa sanno già? Cosa sono disposti ad imparare? Anche in questo caso, conoscenza è potere perché potrete dire le cose giuste al momento giusto

PER SAPERNE DI PIU':

La formazione: aforismi


cerca nel sito