DIVENTARE LEADER - ATTENZIONE
AL LINGUAGGIO

Staff di QualitiAmo

Guidare le persone con l'intelligenza emotiva anche attraverso il linguaggio

diventare leader

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(Guidare un'organizzazione con l'intelligenza emotiva - Prima parte: Essere un vero leader)

(Guidare un'organizzazione con l'intelligenza emotiva - Seconda parte: L'importanza dell'apprendimento continuo)

Sono in molti a pensare che un minimo di intuizione faccia semplicemente bene nella gestione dei rapporti di lavoro, perché permette di leggere almeno un po' le persone che lavorano con noi.
Comprendere lo stato d'animo di un gruppo di lavoro, conoscere le aspettative dei nostri colleghi e intuire i momenti di difficoltà dei nostri superiori aiuta a vivere meglio i rapporti ma è una predisposizione con la quale, solitamente, si nasce - una sorta di consapevolezza delle emozioni.

E' vero, però, che la capacità di esperienza nel comprendere gli stati d'animo altrui può sicuramente migliorare, apprendendo certi meccanismi.
Leggere e ascoltare di tutto, osservare attentamente le persone e mantenere la nostra mente aperta agli stimoli ci permette di ottenere il meglio dalla comprensione, seppur limitata, delle persone che abbiamo intorno.

Abituarsi a guardare le persone osservando il linguaggio del loro corpo e come interagiscono, ad esempio, può essere fonte di moltissime informazioni spendibili per guidarle senza opprimerle.
Il compito non è affatto facile perché la gente pensa che comunicare in modo passionale o far trasparire il livello emotivo del proprio linguaggio possa portare solo danni in un ambiente lavorativo. Captare, però, le sensazioni, intuire come si sentono i clienti o i collaboratori è un innegabile punto di forza se nella vita si mira a diventare un leader.

Chi si mostra del tutto disinteressato a connettersi emotivamente agli altri, e coloro che rifiutano il contatto visivo e ogni occasione per socializzare, saranno sicuramente un po' più poveri rispetto a quei manager che traggono dal mondo esterno stimoli per crescere, conoscere e migliorarsi.

I leader hanno bisogno di parlare, di connettersi emozionalmente con gli altri, di riconoscere sintomi di disagio anche quando questo non viene espresso a parole e si divertono nel farlo.
Del resto, non è forse vero che gli esseri umani incominciano a tessere relazioni prestissimo nella loro vita? A dieci mesi molti bambini iniziano ad avere riferimenti sociali e a comprendere come alcuni comportamenti vengano tenuti in conto e apprezzati più di altri. In poche parole, hanno già appreso che scatenare emozioni è il modo migliore per relazionarsi con gli altri.

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L'importanza dell'intelligenza emozionale, del resto, non può più essere negata da quando si è scoperto che, se mancano le emozioni, la mente non ha abbastanza stimoli per funzionare al massimo.
Chi non conosce e utilizza un linguaggio capace di scatenare emozioni, rischia di veder fallire le decisioni prese anche se sono giuste (almeno sulla carta) perché viene meno la voglia di collaborare tra colleghi.
E' solo persuadendo gli altri, aiutandoli a capire qual è la strada giusta e coinvolgendoli in un progetto che sia chiaro a tutti e che li faccia sentire a loro agio che un manager si scopre un leader.

E voi siete in grado di comprendere le emozioni, le disposizioni d'animo e i sentimenti delle persone semplicemente osservando la postura del loro corpo? Ricordate che non si tratta semplicemente di un vezzo perché la comunicazione non verbale è il linguaggio più nascosto della intelligenza emozionale ed è in grado di portare dalla nostra parte o di allontanare le altre persone.

PER SAPERNE DI PIU':

I tratti distintivi di un leader
La leadership strategica
Leader e leadership: le caratteristiche
Le competenze richieste ai leader
Due tipologie di leadership
Essere un vero leader: l'importanza dell'apprendimento continuo

Hitoshi Kume: il guru della statistica
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