IL CONTROLLO STRATEGICO, IL CONTROLLO
DI GESTIONE E IL CONTROLLO OPERATIVO
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di Staff di QualitiAmo

Cos'è e come funziona il controllo di gestione?

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(Prima parte)

Il controllo operativo

Il controllo operativo è quello relativo alle situazioni destinate a ripetersi a breve, ad esempio nel quotidiano o nel lavoro settimanale o mensile. Si tratta di quelle situazioni per le quali una programmazione delle soluzioni è possibile e auspicabile.
Il controllo operativo è, dunque, costituito da quell'insieme di processi e di sistemi elaborati al fine di garantire ai responsabili che quelle azioni di routine delle quali sono responsabili verranno portate avanti in maniera conforme alle finalità stabilite.

In buona sostanza, si tratta di prevedere e mettere in opera una serie di regolamenti e procedure e di applicarle ogni volta che si presenta una di queste situazioni identificate proprio per poterle sottoporre a questo tipo di controllo. Il controllo operativo riguarda solamente le attività che, per loro stessa definizione, possono essere programmate e integrate all'interno di processi ben normati. Si tratta di un controllo di conformità che esclude l'intervento diretto del responsabile, salvo che per la risoluzione di problematiche impreviste o particolarmente complesse.

Il controllo del livello degli stock a magazzino e il controllo qualità di un pezzo fabbricato sono entrambi esempi di controllo di tipo operativo.

Il controllo di gestione

E arriviamo, finalmente, al controllo di gestione sul quale abbiamo intenzione di soffermarci in questo articolo.
Questa tipologia di controllo si inserisce tra il controllo strategico e quello operativo e a lui spetta il compito di declinare la strategia dell'impresa lungo la linea gerarchica. Praticamente, il controllo di gestione è un processo grazie al quale i dirigenti influenzano gli altri membri dell'organizzazione per far sì che le strategie concordate vengano applicate e si assicurano che le risorse siano utilizzate in maniera efficace ed efficiente.

In parole povere, il controllo di gestione è il garante della coerenza tra le strategie decise e la loro adozione nel quotidiano. Tradizionalmente, si basa sulla messa in opera annuale di piani di intervento, sulla preparazione di un budget e su azioni correttive da implementare per sistemare, eventualmente, ciò che non dovesse essere andato precedentemente a buon fine.

Dato che la missione del controllo di gestione è quella di assicurare un'interazione continua tra la strategia e le attività quotidiane, spetta a lui assicurare che i processi dai quali dipende l'implementazione della strategia siano condotti in maniera coerente con essa. Questo implica, ovviamente, che il controllo di gestione non si limiti a regolare le relazioni tra dirigenti e manager del livello intermedio ma debba assicurare anche che i lavori routinari dai quali dipende la messa in opera della strategia (e che vengono normalmente svolti dagli operativi) siano anch'essi in linea e coerenti con la strategia stessa.

Ovviamente, tra i tre livelli appena descritti c'è una certa interazione e tracciare dove finiscano e dove inizino gli ambiti dell'uno e dell'altro è un esercizio puramente teorico che viene fatto per poter comprendere meglio le differenti logiche che stanno alla base del controllo di un'organizzazione. Questa forzatura sottointente una certa divisione del lavoro all'interno delle organizzazioni e una certa visione delle finalità: il controllo operativo riguarda le operazioni più elementari ed è di aiuto all'operatore nella sua quotidianità, il controllo di gestione è una sorta di canale di scambio tra i diversi manager mentre il controllo strategico aiuta i dirigenti a definire gli obiettivi da perseguire e le strategie da adottare.

Non c'è controllo di gestione senza controllo operativo e non c'è controllo strategico senza controllo di gestione. Questa gerarchia implica un buon flusso delle informazioni ad ogni livello gerarchico.

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