PERCHE' CHI DICE QUALCHE "NO" E'
PREFERIBILE A CHI DICE SEMPRE "SI'"

di Staff di QualitiAmo

Il "no", ovvero il dissenso, è fondamentale per far crescere le organizzazioni. Non circondatevi di "yes-man" se volete che la vostra azienda duri nel tempo e rimanga competitiva

dire no

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Per molte persone lavorare presso organizzazione significa dire sempre "". A volte si dice "" perché si teme di perdere il posto di lavoro, altre volte perché si è desiderosi di piacere o si ha l'ambizione di ottenere una promozione, altre volte ancora semplicemente perché si cerca di credere alle belle notizie e ci si rifiuta di concentrarsi su ciò che potrebbe andare storto.

Questo atteggiamento rappresenta qualcosa di positivo solamente per l'ego del capo che ama circondarsi di yes-man ma può essere molto pericoloso per la buona gestione di un'azienda.
Se si tende a nascondere le cattive notizie, infatti, ai colleghi mancheranno informazioni vitali e questa mancanza di informazioni potrebbero far loro prendere decisioni sbagliate. Se questo accade ai massimi livelli di un'organizzazione i risultati sono catastrofici ma anche scendendo nella piramide del potere atteggiamenti del genere complicano sempre e comunque la vita di un'azienda.

Quando mancano manager in grado di contrastare in modo efficace le decisioni dei dirigenti che appaiono sbagliate, c'è il rischio che non vengano esaminati tutti gli aspetti di una faccenda delicata e di fare errori strategici che possono costare anche molto cari. Una cultura d'impresa tollerante si basa sul fatto che il suo leader - sebbene efficacissimo - possa sbagliare, proprio come tutti gli altri uomini, e che quando questo accade ci deve essere qualcuno che sia in grado di dirglielo per fargli esaminare la cosa da un punto di vista che lui forse ha trascurato.

I leader più efficaci e le organizzazioni più avvedute cercano e accettano di buon grado critiche e feedback dai loro colleghi e dai collaboratori perché questo li aiuta a mantenere una prospettiva equilibrata. La sfida per questo genere di persone è riuscire a creare un ambiente di lavoro nel quale l'esposizione di una cattiva notizia o una semplice obiezione vengano non solo tollerate ma, addirittura, incoraggiate.

I capi che reagiscono ad una notizia sgradita senza urla o recriminazioni hanno più possibilità che il personale non nasconda le cose e segnali immediatamente eventuali problemi. I buoni leader tendono ad affrontare il problema, anziché attribuire semplicemente delle colpe e lavorano per evitare che il problema si ripeta in futuro.

Un modo di agire fondamentale per prevenire una cultura di yes-man è quello di creare un ambiente dove la responsabilità sia collettiva. Abituate le persone a farsi carico degli errori che hanno commesso e ad immaginarne la soluzione. Spiegate loro che una cattiva notizia viene digerita meglio da chiunque se è accompagnata da una proposta di soluzione e, soprattutto, dall'individuazione delle cause che hanno scatenato il problema.

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A questo proposito ricordiamo che Jack Welch - Amministratore Delegato di General Electric - incoraggiava un dibattito senza esclusione di colpi tra i suoi uomini sostenendo che "se un'idea non può sopravvivere ad una discussione vivace, sarà il mercatoad ucciderla".

PER SAPERNE DI PIU':

Imparare a gestire i lavoratori problematici
Le guerre in ufficio sono inutili


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