AVERE SUCCESSO SBAGLIANDO

Staff di QualitiAmo

Vi siete mai fermati a riflettere sul fatto che i vostri errori vi hanno aiutato a raggiungere i traguardi che avete centrato?

sbagliare

Grandezza caratteri: piccoli | medi | grandi

(Prima parte)

Detto tutto questo, non bisogna nemmeno intestardirsi a non mollare mai perché, se vi suggerissimo questo modo di procedere, il nostro sarebbe un consiglio terribile. Le persone di successo si arrendono continuamente. Se qualcosa non funziona, le persone intelligenti non la ripetono all'infinito. Riesaminano come procedere. Si adattano. Smettono e ricominciano in un altro modo.
La vita richiede entrambe le strategie. A volte è necessario mostrare una fiducia costante in ciò che si sta facendo e raddoppiare gli sforzi. Altre volte è necessario abbandonare le cose che non funzionano e provare qualcosa di nuovo.

La domanda chiave è: come si fa a sapere quando rinunciare e quando continuare?
Per rispondere a questa domanda, introduciamo quelle che possiamo chiamare le tre fasi del fallimento. Questo modello ci aiuterò a chiarirci le idee suddividendo le sfide che sosteniamo in tre fasi del fallimento.

  • La fase 1 possiamo definirla come un fallimento della tattica. Riguarda la modalità mediante la quale stiamo sbagliando e risponde alla domanda: "COME sto sbagliando?"
    Questi sono errori che si verificano quando non si riesce a costruire un sistema di supporto robusto, ci si dimentica di misurare le cose con attenzione e si diventare pigri relativamente ai dettagli. Un errore nella tattica è un errore nell'implementazione di un buon piano e di una vision chiara.
    Quando si ha bene in testa cosa si vuole fare (la vision) e si ha una buona strategia ma non si sa come metterle in pratica si può procedere in questo modo:
    • analizzare nel dettaglio i processi;
    • misurare i risultati;
    • riesaminarli quando ci danno risultati diversi da quelli attesi e aggiustare la nostra tattica
    Costruire un sistema solido è assolutamente cruciale per avere un successo che sia ripetibile nel tempo e tutto questo parte semplicemente con lo scrivere ogni step specifico di ogni processo che viene svolto e sviluppando una checklist o una procedura da seguire ottimizzandola per renderla il modo migliore di svolgere quel processo.
    Senza misurare i risultati raggiunti, però, non si può sapere se la tattica messa in opera funzioni oppure no. Questo è un processo senza fine perché le tattiche devono costantemente adattarsi al mondo che cambia, in quanto diventano obsolete estremamente in fretta. Occorre riesaminare costantemente ciò che si fa, migliorando di continuo il nostro modo di lavorare.
  • La fase 2 è relativa a un errore nella strategia. Risponde alla domanda: "COSA sto sbagliando?" In questa fase vanno messi gli errori che si verificano quando si segue una strategia che non riesce a fornire i risultati desiderati. Possiamo sapere perché facciamo certe cose e come farle, ma comunque scegliere di fare la cosa sbagliata per ottenere il risultato che ci attendiamo.
    In questo caso si sa benissimo perché fare qualcosa e come farla. Il problema sta in cosa si è deciso di fare.
    Ci sono tre modi per reagire a un errore in campo strategico:
    • lanciare velocemente il progetto - Alcune idee funzionano meglio di altre ma nessuno sa quali siano queste idee fino a quando non le mette all'opera. Per questo motivo è fondamentale lanciare le strategie velocemente: meno tempo ci si mette a testarle nel mondo reale, più velocemente si ottiene il feedback che ci serve;
    • farlo nel modo più economico possibile - sperimentare nel modo più economico possibile ci offre la possibilità di testare più strategie e ci permette di non affezionarci particolarmente a idee che non funzionano solamente perché, magari, ci sono costate un occhio della testa;
    • riesaminarlo altrettanto rapidamente per vedere se funziona - Troppe persone pensano che se qualcosa che hanno fatto non ha funzionato debbano per forza di cose smettere di sognare ma le cose non stanno affatto così. Pensate a cosa sarebbe successo se la natura avesse smesso di evolversi creando gli organismi unicellulari! Grazie al cielo sono milioni di anni che funziona l'evoluzione e che la vita si adatta, viene riesaminata costantemente e si evolve. Non è nel corso delle cose riuscire al primo tentativo
  • La fase 3 è relativa a un errore nella vision. La domanda alla quale si risponde, in questo caso, è: "PERCHÉ accadono degli errori?" In questo caso si sbaglia perché non ci è chiara la direzione da seguire, in quanto si segue una vision che non ci soddisfa. In buona sostanza non riusciamo a capire perché facciamo le cose che facciamo.
    Un errore nella vision si verifica quando il nostro obiettivo non è allineato con le azioni che compiamo.
    Il modo per correggere i nostri errori in questo caso è il seguente:
    • fare il punto sulla situazione - le persone si prendono poco tempo per analizzare in maniera critica la loro vision e i loro valori. E' vero che nessuno ci obbliga a sviluppare una visione personale per il nostro lavoro e per la nostra vita ma quando non lo facciamo abbiamo spesso un grosso problema perché potremmo ritrovarci a vivere una vita non nostra. Chiediamoci cosa ci interessi davvero fare nella vita e come vogliamo passare il nostro tempo. Partiamo dai nostri valori e poi analizziamo una ad una le nostre esperienze e proviamo a capire dove abbiamo sbagliato.
    • decidere cosa non è negoziabile - L'errore comune è quello di rendere la nostra strategia come non negoziabile mentre invece dovrebbe essere la vision ad esserlo. Se proprio dovete essere ossessionati da qualcosa, cercate di esserlo per la vostra vision, non per come ottenerla. Ci sono decine e decine di modi per mettere in atto una vision. Non bisogna essere rigidi su come ottenerla.
    • analizzare le critiche - una volta che abbiamo chiaro dove vogliamo arrivare, le critiche ci serviranno per capire come procedere

E veniamo, infine, a ciò che deve insegnarci un errore o un fallimento perché, in fondo, la cosa davvero importante da fare è prendersi sempre la responsabilità dell'errore che abbiamo fatto, imparare da esso e, soprattutto, fare in modo che in futuro quell'errore non possa più essere ripetuto, cambiando ciò che va cambiato nel nostro modo di approcciarci al problema.

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

"La nuova ISO 9001:2015 per riorganizzare, finalmente, l'azienda per processi" - Si aggiunge alla collana dei libri di QualitiAmo il primo testo che svela i segreti della futura norma.
Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
(Vai all'articolo che descrive il nuovo libro)

"Organizzazione per processi e pensiero snello - Le PMI alla conquista del mercato" - Da una collaborazione nata sulle nostre pagine, un libro per far uscire le PMI dalla crisi.
L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

(Vuoi restare aggiornato gratuitamente sulla nuova ISO 9001:2015? Visita ogni giorno la pagina che ti abbiamo linkato.
In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

Come prima cosa, l'errore ci porta a maturare un qualche tipo di conoscenza e, se ci pensate bene, niente può sostituire ciò che abbiamo imparato grazie ai nostri errori.
Un altro vantaggio che nasce dallo sbagliare è quello di imparare a diventare resilienti e, per ottenere un qualche successo nella vita, è importante imparare cosa sia la resilienza.
In ultimo, è sicuramente l'aver fatto esperienza. Se riusciamo a trasformare l'errore in un'esperienza che ci porti a non commetterlo più, possiamo trasformare l'intero percorso in qualcosa di estremamente positivo.

PER SAPERNE DI PIU':

Gli errori più comuni dei manager
Perché i gruppi sbagliano?
Le due cause della maggioranza degli errori
Aforismi sugli errori
Gli errori più comuni quando si scrive un curriculum