L'APPRENDIMENTO NEGLI ADULTI

Staff di QualitiAmo

Cosa distingue un apprendimento giovane da uno più maturo?

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La differenza principale tra l'apprendimento dei bambini quello degli adulti sta nel fatto che chi insegna ai giovanissimi sa che lo sforzo di veicolare un messaggio sarà interamente sulle sue spalle mentre negli ambienti in cui si formano gli adulti ci si aspetta che lo sforzo sia suddiviso - seppure in aprti non uguali - tra il docente e il discente. E', infatti, assolutamente logico e normale che da un discente adulto ci si aspetti tutto l'impegno necessario per apprendere nuove conoscenze e per sviluppare nuove competenze.

Premesso questo, i docenti che si rivolgono agli adulti devono comunque essere preparati a presentare nel migliore dei modi le informazioni ai discenti, in modo che queste si relazionino con le basi derivanti dalle conoscenze e dalle esperienze di ognuno di loro e - insieme - vadano a costituire il sistema più adatto per elaborare le nuove nozioni apprese e farle diventare uno strumento di crescita professionale.
Come accennato, gli adulti, nel corso della loro vita, maturano diverse esperienze dalle quali possono attingere idee e informazioni per interpretare ciò che stanno vivendo durante l'apprendimento.

Supponendo che un adulto non abbia alcun disturbo dell'apprendimento, la velocità con cui apprende è influenzata principalmente da quattro importanti fattori:

  • l'età;
  • l'esperienza maturata in precedenza;
  • la motivazione ad apprendere;
  • l'intelligenza

Tenendo in considerazione quanto sopra, i neuroscienziati hanno scoperto però che l'apprendimento è molto influenzato anche dall'interazione continua con gli elementi dell'ambiente esterno. L'attenzione, la conoscenza, lo sviluppo delle competenze, la memoria e l'apprendimento sono, duqnue, influenzati in modo significativo dall'ambiente in cui si svolge l'apprendimento stesso.
Questo è il motivo per cui occorre prestare tantissima attenzione quando si progettano le aule dedicate a questo processo. Andranno considerati tutti gli aspetti, compresi quelli che riguardano la quantità di luce nella stanza, il colore delle pareti, la temperatura, la disposizione dei mobili, l'aspetto in generale, la postura del docente, i suoni, ecc.

L'approccio di ogni persona all'apprendimento è del tutto unico ed è proprio per questo motivo che è necessario riconoscere l'importanza delle singole variabili e delle tecniche o strategie che si utilizzano nel veicolare informazioni e concetti.

I molti studi sull'argomento dimostrano che i discenti (soprattutto gli adulti) hanno bisogno di capire il quadro generale per riconoscere il valore di ogni pezzo di informazione che incontrano. Serve, inoltre, del tempo per effettuare le giuste connessioni tra le informazioni ricevute e le conoscenze già in possesso della singola persona.
Di volta in volta, poi, possono anche servire aiuti specifici per fare questi collegamenti, sottolineare gli elementi e le relazioni fondamentali e discutere come l'applicazione di ciò che si è imparato possa essere utile.

E' importante anche che chi sta imparando qualcosa di nuovo non venga messo sotto pressione durante l'apprendimento, ad esempio con lo scopo di fargli ingurgitare una serie di informazioni senza assicurarsi che abbia compreso appieno il materiale messo a disposizione.
L'obiettivo finale di qualsiasi esperienza di apprendimento, infatti, dovrebbe essere la padronanza dei concetti esposti dal docente e un cambiamento di comportamento successivo influenzato proprio da ciò che si è imparato e che dovrebbe portare a migliorare le prestazioni e a rendere più costruttivo l'approccio del lavoratore a seconda delle diverse situazioni professionali.

Anche se l'apprendimento è un processo complesso e non completamente compreso dagli scienziati, sappiamo molto di ciò che succede quando le persone imparano. Sappiamo, ad esempio, che i discenti cercano di estrarre un significato da tutti gli stimoli che incontrano durante il processo. È importante capirlo perché tutto ciò che il docente farà o non farà avrà sicuramente un impatto sul successo dell'apprendimento.

Gli stimoli sono qualcosa con cui il cervello entra in contatto attraverso i cinque sensi (vista, udito, tatto, gusto, olfatto) e l'ingresso di un'informazione potrebbe avvenire proprio grazie a una sensazione, uno scambio emotivo o un'immagine che faranno sì che il cervello si "accenda" per elaborare ciò che il corpo sta vivendo in quel momento.

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Se lo stimolo è qualcosa di legato a un percorso di apprendimento precedente (ad esempio, una revisione dei concetti trattati il giorno prima), il cervello accetta l'ingresso delle informazioni nei suoi percorsi neurali e confronta, poi, il materiale con i concetti memorizzati in passato per rafforzare ciò che vi è rimasto impresso in precedenza.

Se uno stimolo viene rilevato per la prima volta, invece, gli impulsi nervosi viaggiano verso le diverse aree del cervello, dove vengono ordinati, elaborati e / o archiviati per un successivo richiamo.

Quando il cervello incontra informazioni inserite al suo interno per un certo numero di volte, comincia a lavorare in modo più efficiente perché la "mappa" è già all'interno del sistema neurale. Questo è il motivo per cui è così importante costruire lungo il percorso di apprendimento una serie di riesami intermedi periodici (attività rapide intese a rafforzare i concetti chiave).
15 minuti dedicati, ad esempio, serviranno - dopo la docenza - per un veloce rimaneggiamento del materiale e - durante la lezione - per dare ai discenti il tempo per elaborare ciò che è appena stato illustrato.

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