GLI INCENTIVI SONO
AMORALI?

Staff di QualitiAmo

Dare incentivi per aumentare la qualità del lavoro è amorale?

incentivi

Grandezza caratteri: piccoli | medi | grandi

La questione dell'eticità dell'incentivazione e le critiche al suo uso indiscriminato hanno radici profonde nella storia del pensiero economico.

Un grande pensatore come Pierre-Joseph Proudhon, nel suo celebre "Filosofia della miseria" del 1846 si scandalizzava a riguardo del vantaggio economico che l'azienda ferroviaria del Belgio aveva conseguito con l'istituzione di premi agli operai, collegati al risparmio di combusitibile:

"Lessi in un resoconto delle strade ferrate del Belgio che l'amministrazione belga, avendo approvato un premio di 35 centesimi per ettolitro di coke che sarebbe economizzato su di una consumazione in media di 95 chilogrammi per lega percorsa, questo premio aveva recato tali frutti che la consumazione era diminuita da 95 chilogrammi a 48 (...)
Rendere avvezzo l'operaio alla giustizia, incoraggiarlo al lavoro, elevarlo sino alla sublimità della devozione, coll'aumento della mercede, colla compartecipazione, colle distinzioni e le ricompense. Certo non intendo biasimare questo metodo vecchio come il mondo; in qualunque modo addomesticate e rendete utili i serpenti e le tiglri applaudirei. Ma non dite che le vostre bestie sono colombi perché, per tutta risposta, vi farei vedere le unghie e i denti.
Prima che i meccanici del Belgio fossero interessati nell'econimia del combustibile, ne bruciavano la metà in più. Dunque vi era per loro parte incuria, negligenza, prodigalità, spreco, può darsi anche ruberia, quantunque obbligati verso l'amministrazione da un contratto che li obbligava a mettere in pratica tutte le virtù contrarie.
E' bene, voi dite, interessare l'operaio. Dico di più: ciò è giusto, ma sostengo che questo interesse, più potente sull'uomo che l'obbligazione acconsentita, in una parola più potente del dovere, accusa l'uomo".

In altri termini, secondo Proudhon, il comportamento indotto degli operai dagli incentivi era amorale, dimostrando così l'incapacità del lavoratore di adempiere alle proprie normali funzioni senza ricorrere a incentivi di sorta. Pensiamo, comunque, che sia opportuno sottolineare che una società moderna e complessa non possa soddisfare i bisogni dei propri partecipanti solo con regole e norme di tipo etico-affettivo-morale.
Usando il pensiero di un altro celebre studioso, Adam Smith (1776), ci basti ricordare che la quantità di relazioni e il numero di rapporti sempre crescenti non possono soddisfare le aspettative dell'uomo senza il motore dello scambio e dell'interesse.

"Non è dalla benevolenza - scrive Smith - del macellaio, del birraio o del fornaio che noi attendiamo il nostro pranzo, ma dalla loro considerazione dell'interesse proprio. Noi ci rivolgiamo non alla loro umanità, ma al loro interesse e non parliamo mai loro di nostri bisogni ma dei loro vantaggi".

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

"La nuova ISO 9001:2015 per riorganizzare, finalmente, l'azienda per processi" - Si aggiunge alla collana dei libri di QualitiAmo il primo testo che svela i segreti della futura norma.
Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
(Vai all'articolo che descrive il nuovo libro)

"Organizzazione per processi e pensiero snello - Le PMI alla conquista del mercato" - Da una collaborazione nata sulle nostre pagine, un libro per far uscire le PMI dalla crisi.
L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

(Vuoi restare aggiornato gratuitamente sulla nuova ISO 9001:2015? Visita ogni giorno la pagina che ti abbiamo linkato.
In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

Comunque la si pensi, la criticità dell'impiego delle forme di retribuzione variabile di tali forme retributive è legata ad alcune considerazioni di fondo:

  • gli incentivi si basano su profezie autoverificantisi sulla relativa fiducia da prestare ai lavoratori; le ipotesi di sfiducia sulle capacità del lavoro, inevitabilmente, tendono ad autoverificarsi;
  • gli incentivi retributivi del tipo "bastone-carota" contribuiscono a far regredire infantilmente il lavoratore con premi legati al breve periodo e ipotizzano le non capacità di autoresponsabilizzazione del lavoratore su obiettivi di più lungo periodo
  • gli incentivi possono portare a una deresponsabilizzazione dell'alta direzione indotta a ritenere che un buon sistema di incentivazione sia sufficiente al successo dell'impresa
  • i risultati su cui variabilizzare parte della retribuzione possono non essere controllabili dal lavoratore e quindi i premi possono non essere equi

Cosa ne pensate? Avete voglia di raccontarcelo sul forum?

PER SAPERNE DI PIU':

Gestire i gruppi di lavoro
Le caratteristiche dei team
Team building


cerca nel sito