OUTSOURCING E AUTOMOTIVE

Un'interessante riflessione su outsourcing e mercato dell'Automotive a cura di Franco Palumberi

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Outsourcing e produzione di un autoveicolo

Il processo di produzione di un autoveicolo è divisibile in due fasi:

  • la produzione di circa 15-20 mila componenti
  • il loro assemblaggio.

Da circa tre decenni è in corso uno spostamento del baricentro dall'assemblatore al produttore di componenti.

Nel 1980 il 70% del valore aggiunto d un'automobile veniva generato dal costruttore. Oggi è sceso al 35%  e per il 2015 si prevede venga ridotto al 20%.
Entro pochi anni l'80% del valore di un autoveicolo sarà generato da produttori esterni di componenti (Mercer Management Consulting maggio 2007).

Produrre componenti ad alta tecnologia e a costi inferiori richiede investimenti nella ricerca e nell'industrializzazione ammortizzabili solo con alti volumi di produzione, superiori al milione di untà.

Le società esterne ai costruttori di autoveicoli come la Robert Bosch tedesca, sono in grado di sviluppare sistemi di componenti avanzati e di ottenere grandi economie di scala perché vendono a tutti i costruttori d'auto e non solo a uno.

Per ridurre i costi, anche il costruttore d'auto che non intende liquidare la propria produzione di componenti organizza in modo autonomo il settore; così può vendere anche alle altre cause automobilistiche e realizzare economie di scala non ottenibili all'interno della propria società.

Outsourcing e Fiat

E' la strada scelta dalla FIAT con la costruzione di FPT (Fiat Powertrain Technologies) per la produzione di motori e trasmissioni.
E' un outsurcing ad alta tecnologia: la specializzazione nella produzione di singoli componenti o sottoinsiemi migliora la qualità  e l'affidabilità a costi inferiori.

Oggi anche le automobili di piccola e media cilindrata sono più affidabili, più silenziose e più confortevoli di trent'anni fa e se i prodotti FIAT hanno raggiunto un livello di qualità comparabile agli altri costruttori è anche perché solo i 13% del valore aggiunto di un autoveicolo è generato dal suo settore automobilistico (Giuseppe Volpato, "Fiat Group Automobiles", 2008).

Nella nuova Fiat 500, ad esempio, i sistemi ABS li fornisce Bosch, le pompe dell'olio e la struttura del telaio sono di Magna, gli alberi a gomito di ThyssenKrupp, i pistoni di FederalMogul e Mahle, i dischi dei freni della Bremb e così via.
Il primo costruttore mondiale di componenti per auto, la tedesca Robert Bosch GmbH, ha 282mila dipendenti, 168mila dei quali sono occupati nella produzione di componenti per auto, più dei 131mila dipendenti di Renault.

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Come si sta evolvendo l'outsourcing

Se nel 1903, come si evince dagli archivi della Ford, l'assemblaggio e quindi il valore aggiunto del costruttore, incideva solo per il 5% del totale, andando verso gli anni '70 questo valore crebbe di anno in anno fino ad arrivare al 70%.

A partire dal 1970 il pendolo si è messo a oscillare dalla parte opposta: si è tornati all'outourcing originario ma questa volta i fornitori esterni non sono abili artigiani bensì grandi società industriali con grandi disponibilità di capitale.

Il nuovo ciclo è iniziato in Giappone nel 1970-80; l'Europa ha seguito dieci anni dopo; Detroit è rimasta indietro. Solo nel 1999 General Motors ha reso indipendente la sua produzione di componenti con lo scorporo di Delphi.

Anche la Fiat si è mossa in questa direzione e dal 1987 al 2007 gli acquisti esterni della sua divisione automobilistica sono saliti dal 48% del valore di fabbrica dell'auto all'87%.

Uno dei parametri interpretativi della fase attuale della battaglia mondiale dell'automobile è lo spostamento del baricento, nella produzione del valore dell'auto, dalle case automobilistiche alle società produttrici di componenti.

PER SAPERNE DI PIU':

L'outsourcing nella ISO 9001:2008
Cosa controllare in caso di outsourcing?
Elementi variabili nell'outsourcing
Ternminologia: l'outsourcing




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