ADATTARSI ALL'AMBIENTE PER
SOPRAVVIVERE E PROSPERARE

Solo chi sa adattarsi sopravvive e conquista il suo ambiente

evoluzione

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Ce lo ha insegnato la natura con le famose parole del padre dell'evoluzionismo: solo chi è capace di cambiare sopravvive ("Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento" - Charles Darwin).

Del resto, se proviamo a tracciare i tre stadi dell'evoluzione di un'organizzazione e ad associare ad ognuno di essi le caratteristiche che li contraddistinguono vediamo che:

  • il PRIMO STADIO, quello meno evoluto, è caratterizzato da un'organizzazione di tipo burocratico. In questo primo stadio mancano le strategie, la struttura è di tipo gerarchico e l'ambiente di lavoro spesso è opprimente
  • il SECONDO STADIO corrisponde ad un'organizzazione complessa con strategie ben individuabili, una struttura che si sviluppa sì verticalmente ma meno, espandendosi anche orizzontalmente. In questa fase c'è la volontà di progredire ma le performance non sono ancora ottimizzate
  • il TERZO STADIO, quello maggiormente evoluto, corrisponde ad un'azienda capace di adattarsi e di formulare una vision chiara del percorso da compiere. La struttura è semplice e si valorizzano i rapporti umani. Per migliorare le performance dei dipendenti, ad esempio, si può cercare di integrare meglio lavoro e vita privata in modo che uno non sia di ostacolo all'altro.

Le differenze tra chi sa adattarsi e chi resta fermo

Un'organizzazione che sa adattarsi presta grande attenzione ai propri clienti che conosce bene e a fondo. Non limita, però, questa conoscenza approfondita ai soli clienti ma la estende anche ai dipendenti e a tutte le parti interessate (fornitori, azionisti, città dove ha sede l'azienda, ecc.).

Un'azienda di questo tipo valorizza moltissimo le persone e ridisegna insieme a loro i processi interni in modo di migliorarli con sistematicità, adattandoli alle nuove esigenze degli stakeholder.

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

"La nuova ISO 9001:2015 per riorganizzare, finalmente, l'azienda per processi" - Si aggiunge alla collana dei libri di QualitiAmo il primo testo che svela i segreti della futura norma.
Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
(Vai all'articolo che descrive il nuovo libro)

"Organizzazione per processi e pensiero snello - Le PMI alla conquista del mercato" - Da una collaborazione nata sulle nostre pagine, un libro per far uscire le PMI dalla crisi.
L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

(Vuoi restare aggiornato gratuitamente sulla nuova ISO 9001:2015? Visita ogni giorno la pagina che ti abbiamo linkato.
In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

In organizzazioni di questo tipo il cambiamento viene visto come l'unico modo per sopravvivere e applicato anche sostenendo gli inevitabili rischi che sono spesso collegati ad esso (resistenze interne, ecc.).

In un'azienda di vecchio stampo, invece, i manager non ragionano in termini di utilità di squadra ma pensano solo al proprio tornaconto o a quello del proprio gruppo di lavoro. Vengono facilitate proposte di vecchio stampo e prive di rischio, piuttosto di scelte basate su una vision e una forte leadership strategica.

Essendo abituati a pensare in questo modo, le organizzazioni che fanno parte di questo secondo gruppo si vedono come delle specie di "isole", avulse dall'ambiente circostante e si decidono a cambiare solo quando ormai è troppo tardi per ricavare qualche vantaggio dal cambiamento implementato.

PER SAPERNE DI PIU':

Imparare a gestire il cambiamento per costruire un Sistema Qualità
Gli ostacoli al cambiamento
Le regole del cambiamento
Le regole del cambiamento - 2
L'agente del cambiamento



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