LE DOMANDE E LE RISPOSTE DEL
COLLOQUIO

Siete preparati ad affrontare le domande dei colloqui? Perché
non passare dalla preoccupazione alla serenità di avere le risposte in tasca?

Articolo di Staff di QualitiAmo

colloquio di lavoro

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(prima parte)

(seconda parte)

Come passa il suo tempo libero?

Chi vi chiede informazioni sul vostro tempo libero in realtà vuole semplicemente sapere se siete persone attive e, quindi, vi piace il campeggio, il trekking, lo sport, o persone sedentarie, cioè tutta partite in tv, cene con gli amici e passeggiate in centro. Se fate volontariato, poi, potreste essere una persona attenta ai bisogni degli altri e, quindi, avere una marcia in più.

Rispondete a questa domanda scegliendo tra i vostri interessi quelli che pensate si adattino meglio alla nuova posizione o all'immagine che avete ricavato dell'azienda. Fare attenzione a non parlare troppo dei vostri interessi perché l'interlocutore potrebbe pensare che vi interessino più del lavoro.
Ad esempio, provate a dire così: "mi piace molto il campeggio e adoro fare escursioni. Camminare e stare in mezzo alla natura mi offre la possibilità di cancellare dalla mia testa i problemi di lavoro e di rilassarmi in modo da poterli affrontare con nuove energie all'inizio della nuova settimana lavorativa".

Perché vuole lasciare il suo lavoro ?

Se le risposte che darete durante un colloquio sono tutte ugualmente importanti, la risposta che darete a questa domanda specifica potrà pregiudicare o meno l'intero colloquio, quindi prestatevi molta attenzione.

Prima risposta possibile: "dopo aver lavorato nella mia vecchia azienda per tre anni, non sono soddisfatto di come hanno cercato di motivarmi e del livello di stipendio raggiunto. Ci avevano fatto delle promesse che poi non sono state mantenute ".

Risposta 2: "dopo aver lavorato nella mia vecchia azienda per tre anni, ho imparato moltissimo. Credo, però, che sia arrivato il momento di spostarmi in una realtà più grande che mi permetta di imparare ancora e di mettere in atto tutto ciò che ho imparato fino ad oggi. Ormai mi sento pronto per assumermi maggiori responsabilità".

Secondo voi quale risposta ha le maggiori probabilità di creare un'impressione positiva riguardo al candidato? La prima comunica decisamente troppa negatività. La seconda risposta, invece, è positiva e ottimista e comunica voglia di crescere, di realizzarsi e di prendere in mano il proprio futuro.

Per sostenere la vostra scelta cercate di dare ragioni positive piuttosto che negative, a prescindere da quanto sia negativa la situazione dalla quale state cercando di fuggire. Se volete andarvene perché vi è stato chiesto di dimettervi o perché non siete più felici di lavorare lì, cercate di elaborare tutto questo in un messaggio positivo e parlate di "avanzamento di carriera" o di "nuove sfide".
Notate che differenza passa tra il dire "ho lasciato il mio ultimo lavoro, dopo quattro anni di esperienza, perché la mia vecchia azienda era troppo piccola per permettermi di crescere" e "dato che la mia vecchia azienda era piccola, offriva poche opportunità di avanzamento di carriera. Ho pensato che quello che potevo fare lì dentro l'avevo fatto e bene. Ora è il momento di fare qualcosa di più per ampliare i miei orizzonti di carriera".

Da quanto tempo sta cercando un nuovo lavoro?

Qualunque cosa rispondiate a questa domanda, non dite assolutamente che avete iniziato da molto la vostra ricerca. Potreste apparire disperati e disposti a qualunque tipo di accordo. Se attualmente non avete un lavoro e non potete nascondere da quanto tempo siete in questa situazione, dite che state cercando un lavoro che vi convinca fino in fondo. Ad esempio: "in questi mesi ho esplorato bene il mercato del lavoro e sono molto interessato alla vostra posizione perché mi sembra una delle più interessanti che mi siano state presentate in questo periodo di tempo. Dal momento che sto cercando qualcosa di speciale per la mia carriera che vada a sfruttare i miei interessi e le competenze maturate, la vostra è una delle posizioni alle quali sono seriamente interessato".

Perché ha cambiato lavoro così frequentemente negli ultimi anni?

I datori di lavoro sono spesso riluttanti ad assumere persone che cambiano frequentemente posti di lavoro, soprattutto se non sembra esserci una buona ragione per questi spostamenti frequenti.
L'assunzione e la formazione del personale è un investimento per un'organizzazione, è quindi logico aspettarsi che l'azienda voglia ottenere un profitto ragionevole da questi costi.

Ecco una risposta possibile a questa domanda: "mi rendo conto di aver cambiato tre posti di lavoro in poco tempo. In ogni caso, erano tutte posizioni in aziende molto piccole. In ognuna di queste ho imparato velocemente e mi sono dimostrato efficace ed efficiente, raggiungendo sempre gli obiettivi che mi erano stati assegnati, tuttavia non ho trovato spazio per crescere. Nella mia attuale ricerca di lavoro ho deciso di circoscrivere il mio interesse solo a realtà come la vostra, abbastanza grandi per permettermi di crescere e di aumentare le mie competenze".

Quali sono i suoi obiettivi di carriera?

Questa domanda aperta vi consente di parlare dei vostri obiettivi. Se avete fatto un'auto-valutazione del vostro lavoro, delle vostre performance e dello stato attuale della vostra carriera, la risposta a questa domanda dovrebbe essere semplice. Collegate le vostre competenze e le vostre capacità alle esigenze del futuro datore di lavoro: "il mio obiettivo principale è quello di spostarmi in una posizione che mi permetta di lavorare a stretto contatto con il top management per sviluppare nuovi approcci di ascolto della clientela e di miglioramento delle performance. Credo che questa azienda mi offra un'ottima possibilità di carriera e che il mio background potrebbe esservi utile per raggiungere i vostri obiettivi".

Dove si vede fra 5 anni?

Anche in questo caso, prestate grande attenzione alle esigenze del vostro futuro datore di lavoro. Qualunque cosa decidiate di affermare, non dite che sperate di occupare una posizione che, attualmente, risulta già occupata da altri. Si tratterebbe di pura presunzione e potrebbe essere percepita come una minaccia per gli altri membri dell'organizzazione.
Rispondete, invece, così: "mi auguro di essere in una posizione di grande responsabilità per quanto riguarda il mio lavoro. Non so quale potrebbe essere questa posizione ma so che ho le competenze e l'esperienza necessarie per crescere in questo percorso professionale".

E' disponibile a fare straordinari e a lavorare nel weekend?

Nel rispondere a questa domanda, siate onesti. Mentire è inutile e se non avete intenzione di veder invasi i vostri spazi personali dal lavoro, ditelo tranquillamente perché è inutile farsi assumere da qualcuno da cui dovremo presto fuggire.
Nella vostra risposta, però, evitare di utilizzare termini negativi: "credo sia logico attendersi, ogni tanto, di dover fare qualche ora di straordinario per gestire emergenze, situazioni anomale o picchi di lavoro. In generale, però, riesco quasi sempre a svolgere il mio lavoro senza dover ricorrere a straordinari che, tra l'altro, rappresentano un costo notevole per l'azienda".

E' disponibile a viaggiare?

Non esiste una risposta giusta a questa domanda perché solo voi potete sapere se vi piacerà una vita lavorativa con trasferte frequenti oppure no. Cercare di scoprire con che frequenza dovrete viaggiare chiedendo, ad esempio: "di che tipologia di viaggi stiamo parlando? Incontri con i clienti e i fornitori? Quanti giorni al mese dovrei viaggiare, in media?"

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

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Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
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(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

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In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

Quando potrebbe iniziare a lavorare per noi?

Questa, solitamente, è una delle ultime domande del colloquio. Quando vi viene rivolta è abbastanza sicuro che il datore di lavoro sia interessato alla vostra figura professionale.

Se dovete dimettervi dal vostro attuale lavoro, avrete alcune settimane o mesi di preavviso. Provate a girare la domanda al vostro interlocutore in questo modo: "voi quando avete previsto di far iniziare il lavoro della vostra nuova risorsa?" Se la risposta è: "subito", non potrete chiedere più di due o quattro settimane di tempo per il vostro preavviso, una tempistica normale per chi deve lasciare un lavoro.

Cosa sa della nostra azienda?

Naturalmente avrete fatto una ricerca su qualsiasi società con la quale abbiate avuto un colloquio di lavoro e sapete bene cosa fa l'azienda che vi sta intervistando, da quanto tempo lo fa, quanto è grande e se sta crescendo. La risposta, dunque, non dovrebbe essere difficile. Se vi è possibile, citate qualcosa che avete scoperto sull'azienda che davvero suscita il vostro interesse: "so che quest'anno festeggiate i 25 anni di attività, che avete clienti molto importanti e che siete cresciuti parecchio negli ultimi 10 anni. Quello che mi ha colpito di più, però, è il vostro impegno nel preservare l'ambiente. E' un valore che condivido e mi riterrei onorato di lavorare per un'azienda come la vostra".

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