LA CREDIBILITA' DI UN MANAGER

Per essere seguito dai propri uomini, un manager deve essere
prima di tutto credibile. Impariamo come

Articolo di Staff di QualitiAmo

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Per riuscire al meglio nel proprio lavoro un manager ha bisogno di essere ascoltato dai collaboratori che dovranno seguirlo senza alcuna esitazione per aiutarlo a raggiungere gli obiettivi che gli sono stati affidati.
Nessuno di noi, però, si sognerebbe di seguire qualcuno che non sembri affidabile, giusto? Ecco, quindi, che la prima qualità di un bravo manager deve assolutamente essere la credibilità che deriverà dalla combinazione di più fattori.

Vediamo dunque, uno ad uno, quali sono questi fattori sui quali si costruisce la credibilità di un manager.

Essere un esempio

Un manager deve essere in grado di guidare le persone grazie al suo esempio e questo esempio deve tradursi in una coerenza continua tra ciò che dice e ciò che fa e nel comportarsi come richiede ai suoi collaboratori. Un manager che chieda ai propri uomini di essere puntuali ma che si presenta in riunione con dieci minuti di ritardo è un professionista destinato a perdere presto ogni credibilità all'interno del gruppo di lavoro.

Essere competente

Crediamo che non ci sia bisogno di spiegare che un manager debba essere competente per aumentare la propria credibilità, giusto?
Questa competenza si manifesterà, da una parte con la sua capacità di prendere decisioni per tutto ciò che concerne il proprio ambito di responsabilità (e nel farle seguire dai collaboratori), dall'altra dalla conoscenza approfondita delle esigenze e dei vincoli legati al lavoro che stanno svolgendo i collaboratori. I suoi uomini, infatti, non si sognerebbero mai di chiedere al capo di saper fare nel dettaglio il mestiere che svolgono loro ma certamente si aspettano che tenga conto delle difficoltà che incontrano quotidianamente e questo è possibile solo se il manager è competente del lavoro che è chiamato a svolgere.

Valorizzare i collaboratori

Riconoscere che un collaboratore rappresenta un valore aggiunto per la squadra come individuo e come professionista è davvero importante perché gli uomini si aspettano che il loro capo sia in grado di valutare la qualità del loro lavoro, i progressi effettuati, i comportamenti adottati e - infine - i risultati ottenuti.
Più un manager mostrerà di essere soddisfatto del lavoro svolto dai propri uomini e più essi troveranno l'energia per fare sempre meglio.

Quanto abbiamo detto non significa che il manager dovrà fingere che vada tutto bene ma che dovrà dedicare la stessa attenzione nel sottolineare ciò che funziona bene e ciò che deve essere migliorato. Spesso, invece, chi occupa la posizione di responsabile è convinto che il suo dovere sia solamente quello di migliorare ciò che non funziona e si concentra sul richiamare di continuo le persone che, a suo giudizio, non sono ancora all'altezza delle aspettative. Questo atteggiamento, però, non farà che abbattere il morale di chi lavora con lui.

Sottolineare i comportamenti che non vanno bene

Anche un manager incapace di riprendere i comportamenti negativi dei propri uomini a lungo andare perderà la fiducia del gruppo. Un bravo professionista, infatti, deve definire, diffondere e pretendere l'applicazione di alcune regole comportamentali e procedure di lavoro che servono per far lavorare al meglio il team.

Ricordate, comunque, che più un manager mostrerà di rispettare per primo le regole che ha dato al gruppo (e più farà capire di essere disposto a riprendere chiunque le trasgredisca), meno necessità avrà di punire i propri collaboratori perché adotteranno il sistema di regole in modo naturale, senza costrizioni.

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Informare il gruppo

Informare i propri uomini di tutto ciò che li riguarda direttamente o che riguarda la vita dell'azienda è un altro compito fondamentale del manager.

Attenzione a non cadere nel tranello di non ritenere importanti alcune informazioni e, dunque, di non condividerle con i vostri collaboratori. Essi, infatti, molto probabilmente verranno a conoscerle comunque dall'esterno e le recepiranno, probabilmente, distorte e falsate. Di una cosa, però, saranno assolutamente certi: che chi ha dato loro quelle informazioni sia più credibile di voi che le avete omesse.

Soprattutto in un periodo di tensioni e di crisi, la persona più credibile è quella che condivide più informazioni perché i collaboratori sono più inclini a seguire coloro che si informano e che distribuiscono le informazioni raccolte.

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