OVER-LED/OVER-MANAGED: LA
SOLUZIONE STRATEGICA E'
NELLA NON CONCILIAZIONE
DEGLI OPPOSTI

Raffaele Iannuzzi (questi i suoi riferimenti: profilo LinkedIn,
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ci ha inviato questo testo affinché lo condividessimo con voi
lettori e avviassimo una riflessione su management e
leadership.
Buona lettura!

Articolo di Raffaele Iannuzzi

manager-leader


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Annosa e classica questione: management vs leadership.
C’è il manager puntiglioso, diligente, scarsamente creativo e disciplinato, da un lato, e il leader talentuoso, scapigliato, iper-creativo e indisciplinato perché troppo di un sacco di cose, dall’altro.
E il piatto – indigeribile – è pronto.

Visione ideologica, se mai ve ne furono. Per almeno 3 ragioni.

  • Filosofica: la realtà è una, da Parmenide in avanti, inclusi i fautori del “panta rei”, "tutto scorre", di Eraclito, di conseguenza sbucciare la stessa come si fa con la cipolla, a strati, è un’operazione ideologica.
    Ciò significa concretamente: si prende un’immagine della realtà e, indipendentemente dalla verifica empirica e da come stiano i fatti, la applichiamo su uomini, cose e società. Se la realtà va da un’altra parte, tanto peggio per i fatti, vedi la premiata ditta Hegel&Lenin, con un residuo mercato niente male anche oggi. L’ideologia è una malattia dello spirito e della mente, che intacca perfino gli affetti, come sapeva bene San Tommaso d’Aquino. Riprendere la retta via della realtà è la soluzione.
    Applicato al nostro case-study: una persona lavora in una cornice specifica, aziendale o non, anche pubblica, ed occupa un ruolo. Quel ruolo non lo definisce fino al punto da trascurare di essere persona, perché “la realtà è più avanti” (Giorgio Gaber). Ergo: se organizza, gestisce le risorse e fa di conto anche sui progetti, è in quel caso manager, ma se si occupa, come deve, di team building e di attitudine al controllo dei processi, è leader di un circuito specifico, che si incastra perfettamente nel sistema. Quindi, la stessa persona è manager e leader, a seconda di ciò che, in actu exercito, decide di fare, in risposta alle circostanze e alle sollecitazioni del sistema.
  • Sistemica: ogni sistema è un mondo che sta a cavallo tra la naturale entropia, fisiologica di ogni organizzazione con un minimo di complessità, e l’ordine. Il lavoro è rendere generativa l’entropia senza iper-ordinare tutto il resto, come parimenti, non farsi dominare dall’ordine, senza lasciar andare a briglia sciolta l’entropia.
    La vita è equilibrio instabile, sempre da ricercare, ma non utopico, possibile nel qui e ora. Ecco il significato autentico del “to manage”: maneggiare la realtà, manipolarla nel senso migliore del termine, assicurando ai processi la possibilità di un adeguato double loop learning.
    Per far ciò, leader è chi cavalca l’onda dell’entropia e manager chi rilancia l’energia della stessa senza che il sistema ne sia squassato. Tecnicamente un leader può essere tale proprio perché in grado di “to manage” tutto questo stato di cose e un manager, tale, perché aperto a “to lead” l’onda lunga di questi processi, fino a riconvertire le risorse e il capitale umano di un’azienda al fine di ottimizzare i processi e massimizzare i profitti.
    Due ruoli, possibile, due persone, altrettanto possibile, interscambiabili, oggi come oggi, sempre più probabile.
  • Seguo alcune riflessioni di un formatore americano, Dan Rockwell, specialista in leadership, il quale, mette in fila una serie di caratteristiche sei sistemi “over-managed” e “over-led”, super-gestiti/organizzati e super-guidati. Conclusione stringente: “Over-managed organizations need disruptors. Over-led organizations need system builders”. Le organizzazioni iper-gestite hanno bisogno di destrutturatori del sistema. Le organizzazioni iper-guidate hanno bisogno di costruttori di costruttori del sistema. Perfetto bilanciamento. Ma non in chiave statica, bensì dinamica, come accennavo prima nel punto 1. Continua infatti Rockwell: “Una collisione degli opposti è la risposta all’iper-gestito e all’iper-guidato. Trova alcuni leaders che ti terrorizzano (anziché gonfiarti di entusiasmo a ogni piè sospinto: n.d.r.). Ricerca alcuni managers che ti fanno impazzire (di gioia, entusiasmo, ispirazione: n.d.r.) [“A collision of opposites is the ansie to over-managed or over-led. Find some leaders who scare you. Hire some managers who drive you crazy”]. In questi due casi, e solo in questi, trattandosi di “collisione degli opposti”, le persone sono distinte, a seconda del ruolo specifico, ma in realtà in grado di tradurre il linguaggio “straniero” con molta più naturalezza ed efficacia. Perché la tensione è verso l’unità. Senza ridurre e senza confondere. Anche stavolta, la verità è sin-fonica.
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