LA STRATEGIA E' UN PROCESSO DI
MIGLIORAMENTO CONTINUO

Un articolo dello staff di QualitiAmo

Miglioramento continuo, capacità previsionale e adattamento all'ambiento sono la base di qualsiasi strategia

strategia

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Il cambiamento strategico avviene per piccoli aggiustamenti della strategia esistente, la strategia, infatti, è gestita sulla base dell'esperienza e dell'apprendimento continuo.

La tesi nota come sviluppo incrementale è stata teorizzata da Quinn nel 1978 e si basa sul fatto che nelle imprese di grandi dimensioni che hanno ottenuto buoni risultati, il processo di gestione strategica assomiglia raramente al modello descritto in letteratura.

Non è un processo lineare, orientato da chiari obiettivi di lungo termine, da analisi rigorose e criteri di scelta ben definiti ma, al contrario, è frammentato, in continua evoluzione, frutto di intuizione.

Nella realtà la strategia evolve costantemente con l'evolversi delle condizioni interne e del contesto esterno.

Quinn riassume, quindi, il risultato di estese ricerche dalle quali emerge che, in genere, le imprese attraversano lunghi periodi di continuità nel corso dei quali le strategie non cambiano oppure cambiano poco, secondo una logica di piccoli passi preesistenti.
Questi lunghi periodi si alternano ad altri in cui non è chiaro il percorso scelto, non è chiara la strategia. Molto rari sono i cambiamenti drastici e repentini.

Secondo Quinn, la logica che sta dietro questo processo è tanto solida da poter essere proposta come il metodo migliore per le grandi imprese. L'autore trova conferma di questa tesi nella descrizione che i manager intervistati hanno fatto dei loro processi decisionali: cita i casi di General Motors di fronte alla crisi petrolifera del 1973-1975, di Exxon allorché una sua petroliera, riversando in mare una grande quantità di petrolio, distrusse l'ecosistema della Baia di prince William, in Alaska e dei fratelli Pilkington di fronte alla scoperta, quasi per caso, di un modo rivoluzionario di produrre vetro.

Nessuna organizzazione sarebbe stata in grado di prevedere la natura, i tempi e le portate di simili eventi. la risposta non può che essere incrementale: tentativi soggetti a frequenti revisioni e aggiustamenti.

E' una tesi che va condivisa, frutto di puro buon senso: strategia è anche la risposta a condizioni che cambiano e poiché il futuro è spesso dominato dall'incertezza, solo l'adattemento continuo può assicurare che gli obiettivi di lungo termine vengano raggiunti.

Quinn dà anche una spiegazione concettuale a tutto questo. Esistono dei limiti nella conoscenza: non è possibile prendere decisioni complesse, come sono quelle di natura strategica, riconducendo simultaneamente più fattori a un'unica matrice al fine di cercare una soluzione otimale.
Esistono anche limiti nei tempi in cui si snoda il processo di gestione strategica: la percezione delle conseguenze di un fatto non previsto, la necessità di creare consenso su una decisione, i tempi necessari per reperire risorse finanziarie e tecnologiche, i tempi per formare le risorse umane.

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Lo stesso autore avverte, però, che, se si adottano le tesi dello sviluppo incrementale si corrono due rischi:

  • rispondere in ritardo o più tardi dei rivali a cambaimenti radicali del contesto
  • sviluppare una cultura organizzativa basata sulla semplice reazione a eventi esterni e non sul costante impegno ad anticipare gli eventi e a innovare

Ecco perché chi si occupa di strategia non può esimersi dal basarsi sui dati per fare previsioni, se non altro per condurre un'analisi di base sul "conosciuto".

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