QUALITA', PROJECT MANAGEMENT E
MODELLI DI MATURITA'

Cosa hanno in comune Qualità e Project Management?

Esaminiamo i Sistemi Qualità e il Project management dal punto di vista dei modelli di maturità dei sistemi.

Modelli maturità sistemi

Grandezza caratteri: piccoli | medi | grandi

Il Project Management e la Gestione della Qualità in azienda sembrerebbero, a prima vista, aver poco a che fare l'uno con l'altra, legati ad aree ben distinte rispetto al Controllo e alla Direzione aziendale e invece, sorpresa, sono due facce della stessa medaglia, che ha per nome "Modelli di Maturità" (MM), autentica chiave di successo per l'azienda che li adotta, essendo esempi di riferimento che riguardano l'organizzazione aziendale orientata alla gestione dei processi e al miglioramento della Qualità dell'azienda.

Le piccole e medie imprese, in particolare, sono le prime beneficiarie di un sistema di gestione interno di questo tipo, che - oltre a contribuire all'andamento positivo del business - porta alla soddisfazione del cliente finale, con ovvi ritorni in termini economici.
Di fatto, il perseguimento della Qualità intesa come processo di miglioramento continuo dell'azienda consente la riduzione degli costi di gestione inutili e fornisce un metodo stabile per il risparmio e il riutilizzo di risorse per altri obiettivi importanti. Inoltre, la soddisfazione del cliente finale si traduce in una fidelizzazione ovvero in una certezza sui profitti futuri.

Il sistema di gestione proposto è centrato su modelli di maturità che sono, allo stesso tempo, sia una particolare modalità di gestione dei progetti all'interno di un'impresa (afferendo al Project Management) sia l'esatta applicazione dei criteri di Gestione della Qualità.

La maturità organizzativa di un sistema di gestione interno contribuisce alla maturità dell'azienda stessa, risultato unico e complessivo che emerge da una griglia di valutazione, costruita appunto su caratteristiche rilevanti.

I Modelli di Maturità

Sul mercato sono presenti una trentina di modelli di maturità, tutti con i medesimi obiettivi:

  • valutare lo stato organizzativo dell'azienda (assessment);
  • individuare i potenziali punti di intervento;
  • istruire e formare il personale coinvolto nei processi e nei progetti aziendali

Al fine di chiarire meglio i concetti esposti, è utile focalizzarsi sui modelli più "famosi", oggetto di continue evoluzioni ad opera di enti di standardizzazione o di università: la famiglia della norma ISO 9001, costantemente aggiornata dalla International standardization Organization (ISO) e recepita a livello locale anche dall'Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI).

La ISO 9001 riguarda i requisiti che l'azienda deve soddisfare affinché la sua gestione interna possa essere definita e certificata come "di qualità". La gestione deve essere centrata sui processi, e sul controllo del sistema produttivo ma soprattutto ogni sforzo deve essere teso alla soddisfazione del cliente finale, e tutto il sistema deve risultare efficace ed efficiente.
Le aree di valutazione riguardano:

  • Orientamento al cliente;
  • Leadership;
  • Coinvolgimento del personale;
  • Approccio per processi;
  • Approccio sistemico alla gestione;
  • Miglioramento continuo;
  • Decisioni basate su dati di fatto;
  • Rapporti di reciproco beneficio con i fornitori

Un altro modello di maturità molto conosciuto è il Malcolm Baldrige Award (MBA), premio istituito negli Stati Uniti per promuovere il miglioramento qualitativo delle aziende, in base al quale le aziende sono valutate e giudicate su 7 aree di valutazione:

  • leadership;
  • pianificazione strategica;
  • focalizzazione sul cliente e sul mercato di riferimento;
  • misure, analisi e gestione della conoscenza;
  • focalizzazione sulle risorse;
  • gestione del processo;
  • risultati

Entrambi i precedenti modelli sono applicabili alle aziende di qualsiasi settore e riguardano tutta l'organizzazione aziendale. Tuttavia, solo la famiglia delle norme ISO 9000 costituisce uno standard riconosciuto con una norma valida per la certificazione (la ISO 9001.).

Un esempio di modello nato per un solo settore di mercato e modificato per essere adottato dall'intera struttura aziendale è il Capability Maturity Model (CMM). La prima versione sw-CMM, sviluppata dal Software Engineering Institute (SEI) della Carnegie Mellon University, è nata negli anni '80 come modello per sole aziende di software: il modello considerava solo la coerenza degli aspetti ingegneristici per valutare e migliorare i processi di sviluppo di codice:

  • qualità del software
  • produttività dei programmatori
  • riduzione del ciclo di vita del software

In questo si componeva di cinque profili di maturità crescente: iniziale, ripetibile, definito, gestito e ottimizzato, fornendo anche una strategia per il passaggio da uno all'altro attraverso pratiche operative.

Nel 2002 l'attività di ricerca del SEI ha permesso di riunire tutti i diversi CMM che via via erano nati in un unico modello integrato, per il miglioramento di un progetto, un processo o anche di tutta l'organizzazione: il Capability Maturity Model Integration (CMMI). Il sw-CMM è stato inglobato nel CMMI-DEV che è specifico per il monitoraggio, la misurazione e la gestione dei processi di sviluppo software. Sono stati sviluppati, inoltre, sottomodelli orientati ad altri particolari settori operativi dell'impresa: il CMMI-SVC per i servizi di delivery verso i clienti esterni e il CMMI-ACQ come guida per l'area acquisti. In tal modo il modello CMMI ha di nuovo connotati di generalità per l'adozione in tutta l'organizzazione aziendale, ponendosi allo stesso livello dei due precedentemente descritti.

Applicazione nelle PMI

Nel 2006, su iniziativa del SEI nasce il progetto "Improving Processes in Small Settings" (IPSS), ovvero il processo di miglioramento specifico per piccole e medie imprese. Nel progetto viene quindi esaminato il contesto dei processi e del miglioramento specificatamente per le esigenze delle PMI. Obiettivo, sviluppare linee guida realmente utili, operative e di successo per le piccole aziende.

Presso il sito IPSS sono disponibili diverse risorse liberamente consultabili e che costituiscono un repository utile per capire come adottare un modello di maturità per PMI. Ad esempio, lo stesso modello CMMI viene proposto per l'adozione in una piccola e media impresa ("CMMI for small setting"s), corredato da intero toolkit di riferimento completo d'istruzioni, ed esempi pratici. Il progetto spiega come adottare un certo modello di maturità fra quelli disponibili ma non suggerisce quale, poichè la scelta fa parte di una delle fasi previste dal progetto stesso.

A supporto della sua iniziativa, il SEI ha emesso una guida specifica: "Prototype for a Field Guide for Improving Processes in Small Settings". Il metodo è organizzato per essere graduale e progressivo, e prevede: training del personale durante le attività operative, curva di apprendimento minima e soprattutto costi di investimento minimali e contenuti.

La guida insegna a districarsi fra i seguenti obiettivi:

  • scegliere il modello di maturità e adattarlo alla propria realtà aziendale;
  • informarsi sulle esperienze di successo nello stesso ambito operativo per facilitare l'avvio e l'esecuzione del progetto;
  • valutare i rischi anche grazie a tesi detrattrici per estrapolare eventuali suggerimenti (la guida fornisce specifiche tecniche di gestione specifiche per queste situazioni);
  • decidere il momento più adatto per l'avvio del progetto

Come sempre, perché un progetto possa decollare c'è bisogno di una forte spinta da parte della Direzione, che deve proporlo come strategico per l'impresa e trattarlo come un progetto vero e proprio per il quale vanno stabiliti:

  • priorità;
  • budget;
  • pianificazione;
  • milestone;
  • check point di controllo

Il processo di miglioramento si compone quindi di sei fasi, di cui le prime tre sono di base e le successive costituiscono la fase implementativa:

  • creare e sostenere la sponsorizzazione e la proprietà del processo di miglioramento;
  • sviluppare e misurare obiettivi realistici (fra cui la scelta del modello, la sua adattabilità alla realtà aziendale e l'assessment di partenza dell'azienda ovvero la sua autovalutazione);
  • sviluppare e sostenere un'infrastruttura interna per il processo di miglioramento (come, ad esempio, scegliere il giusto team, organizzarne la struttura interna, il training ecc.);
  • definire e descrivere i processi;
  • sviluppare i nuovi processi (o processi migliori di quelli in essere);
  • determinare i progressi maturati grazie al miglioramento (riduzione degli sprechi di produzione, contenimento dei costi, risorse economiche disponibili per nuovi investimenti, ecc.)

Ogni fase è suddivisa in sotto-attività e ognuna di esse in uno o più compiti specifici. Ogni task è poi descritto nel dettaglio perché possa essere implementato senza ambiguità ed è corredato da una check list di cosa deve essere evidenziato:

  • scopo del task;
  • considerazioni iniziali eventuali;
  • obiettivi di esecuzione;
  • criteri di input;
  • ruoli coinvolti;
  • eventuali tecniche a supporto dell'implementazione del task;
  • output attesi;
  • criteri di output;
  • misura dei progressi;
  • misure di successo del task;
  • fattori di successo;
  • riferimenti utili;
  • relazioni con altri task o fasi

(L'articolo continua sotto al box in cui ti segnaliamo che alla collana di libri QualitiAmo si è aggiunto un nuovo titolo).

LA COLLANA DEI LIBRI DI QUALITIAMO

"La nuova ISO 9001:2015 per riorganizzare, finalmente, l'azienda per processi" - Si aggiunge alla collana dei libri di QualitiAmo il primo testo che svela i segreti della futura norma.
Dalla teoria alla pratica: il secondo lavoro di Stefania Cordiani e Paolo Ruffatti spiega come migliorare la vostra organizzazione applicando la nuova norma attraverso i suggerimenti del loro primo libro
(Vai all'articolo che descrive il nuovo libro)

"Organizzazione per processi e pensiero snello - Le PMI alla conquista del mercato" - Da una collaborazione nata sulle nostre pagine, un libro per far uscire le PMI dalla crisi.
L’ideatrice di QualitiAmo e una delle sue firme storiche spiegano come usare con efficacia la Qualità.
(Vai all'articolo che descrive il primo libro)

(Vuoi restare aggiornato gratuitamente sulla nuova ISO 9001:2015? Visita ogni giorno la pagina che ti abbiamo linkato.
In calce all'articolo riporteremo quotidianamente un aggiornamento sulla futura norma)

L'implementazione di un Modello di Maturità per la propria impresa non è più quindi appannaggio delle sole grandi imprese . Oggi si configura come un obiettivo realistico e realizzabile anche per le PMI che vogliano misurarsi con sistemi di gestione modellati sulla qualità. E proprio la ricerca della Qualità è e rimane la vera garanzia di successo, anche economico, come sostiene Ishikawa Kaoru: " La qualità viene prima del profitto, poiché ponendo l'accento sulla qualità aumenteranno anche i profitti a lungo termine".

Provare per credere.

PER SAPERNE DI PIU':

Il Project management come gestione del progetto
Definiamo il Project management
Project management: un'introduzione
Gestire i progetti in un'ottica di Qualità
Le competenze del Project manager
Le caratteristiche del Project manager
L'infrastruttura del Project management
Il Project plan - la Work Breakdown Structure
Il Project plan - lo Statement Of Work
Il Project plan - la lista delle risorse
Attivare un team di progetto
Le fonti di rischio in un progetto
Affrontare i rischi di un progetto
Il ruolo del Responsabile Qualità nella gestione di un progetto
Redigere il Project plan di un progetto della Qualità
Modulo per il project planning
Guidare la riunione del varo di un progetto
Valutare la qualità di un progetto
Valutare la qualità di un progetto (2)
Gestire i collegamenti vincolanti
Il mansionario del Direttore dell'Ufficio Tecnico
Note utili per redigere la procedura di progettazione
Progettare
La gestione collaborativa dei progetti



cerca nel sito